giovedì 27 giugno 2013

Una Seria Riforma dei Campionati


Foto ripresa da: http://www.calciopress.net

Una Seria Riforma dei Campionati
di David Rodinó

La Stagione 2013-2014 del calcio Italiano sará ricordata per 2 motivi. Il primo motivo é rappresentato dal fatto che al termine di questa stagione, speriamo entusiasmante, si svolgeranno i mondiali di calcio in Brasile. Il secondo motivo di interesse si trova nella riforma dei campionati che si delineirá alla fine del campionato di terza e quarta categoria,alla conclusione dei quali, la serie C non avrá piu´due livelli, oggi chiamati Prima e Seconda divisione, ma solo uno e sará suddivisa in tre gironi da 20 squadre, che sommate alle 20 o 22 della serie B (tutto ancora da decidere) e le 20 di serie A, porteranno a 100 o 102, dagli 110 attuali, il numero delle squadre professionistiche italiane.

La riduzione del numero delle squadre professionistiche é, a mio modesto avviso, un fatto positivo anche se la riduzione intrapresa, dalle Leghe e dalla Federazione, é ancora troppo timida e figlia di quel "gigantismo" che piú di 50 anni fa colpí il calcio italiano. Sto parlando del Lodo Pasquale. Nel marzo del 1958, Giuseppe Pasquale, appena eletto presidente della Lega Calcio (dal 61 al 66 fu anche presidente della Federazione), fece bloccare la proposta federale di contrazione della Serie A da 18 a 16 compagini.La serie B arrivó ad avere 20 squadre e rimase in vigore il previsto sdoppiamento della serie C, la quale diventó di tre gironi dalla stagione 59-60´.

Avendo la fortuna di vivere in Germania e di poter osservare da vicino il funzionamento del calcio teutonico, posso senza dubbio affermare che, la riforma dei campionati portata a termine nel 2008 ha portato alla Lega calcio tedesca tanti benefici. I tre livelli e le 56 formazioni che partecipano alla Bundesliga, alla Zweite Bundesliga e alla Dritte Liga sono a mio modesto avviso un esempio da seguire.

I 42624 spettatori di media nella Budesliga contro i 24665 della Serie A, i 17240 nella Zweite Bundesliga contro i 4858 della Serie B e I 6162 nella Dritte Liga contro i pochissimi spettatori che siedono sugli spalti delle troppe squadre di Serie C, sono numeri che chiaramente descrivono il successo del sistema organizzativo tedesco su quello italiano.

Ho i miei dubbi che i nostri dirigenti sportivi comprendano che, un gran numero di squadre professionistiche non rappresentino automaticamente un livello di maggiore professionalitá. Io credo che si debba arrivare velocemente anche in Italia a tre leghe professionistiche in cui la Serie A debba avere 16 squadre, la Serie B 18 ed altrettante la serie C, categoria quest´ultima che, con regole chiare e ben scritte, dovrebbe servire per formare e lanciare nell´orbita delle serie maggiori i tanti giovani talenti delle provincie italiane.