domenica 20 luglio 2014

Jogi Löw e la tenacia degli uomini e donne di Schönau im Schwarzwald

Jogi Löw e la tenacia degli uomini e donne di Schönau im Schwarzwald
di David Rodinò

Schönau im Schwarzwald è un piccolo comune nella regione del Baden-Wurttemberg famoso fino ad ora per essere il primo paese al mondo dove esiste l'autogestione energetica. Nel 1986, dopo il disastro di Chernobyl, un gruppo di genitori nella cittadina di Schönau, nella Foresta Nera, iniziò una lotta contro l’energia nucleare. Poiché il gestore di rete locale osteggiava costantemente le iniziative dei cittadini, sia che si trattasse di attività per il risparmio energetico, sia che si trattasse di incentivi per fonti energetiche a basso impatto ambientale, nacque l’idea di acquistare la rete elettrica di Schönau per poter decidere autonomamente. La campagna antinucleare non si fermò né di fronte a due referendum né di fronte all’offerta di contributi per cifre esorbitanti di milioni di marchi e nel 1997 per la prima volta in Germania un gruppo di azione acquistava la rete elettrica e diventava il fornitore dell’intero comune. La stampa li definiva simpaticamente i “ribelli dell’energia elettrica di Schönau” che come Davide “avevano vinto la loro lotta contro Golia”. Così il trionfo degli abitanti di Schönau contro la lobby del nucleare fece notizia in tutta la Germania.
Dopo il successo della Germania ai mondiali di calcio in Brasile il piccolo paese è tornato alla ribalta dell'informazione avendo dato i natali nel 1960 a Joachim Löw, il tecnico dei campioni del mondo. Il tecnico tedesco, prima di intraprendere il mestiere che lo ha reso famoso, è stato un buon attaccante nella Zweite Bundesliga realizzando un buon numero di reti nella squadra del Friburgo, prima di finire la carriera in Svizzera dove iniziò la sua avventura sulla panchina come allenatore. Tornò in Germania nel 1995 come vice allenatore dello Stoccarda. Ne diventò primo allenatore la stagione successiva. Quell'anno, seguendo la Bundesliga sullo schermo del televisore nel salotto dei miei genitori a Roma, grazie alle immagini fornite da Telepiú, mi innamorai, calcisticamente, dello Stoccarda guidato da questo giovane tecnico dai capelli corvini. Era una squadra che esprimeva un gioco fantastico grazie e sopratutto al “Magische Dreieck” che rispondeva ai nomi di Balakov, Elber e Bobic. I tre realizzarono tantissimi gol e le loro combinazioni in velocità sono ancora impresse nella mia memoria calcistica. In quella stagione entusiasmante gli svevi arrivarono quarti in campionato. Conquistarono però la coppa di Germania cosa che consentì alla squadra di partecipare alla Coppa delle Coppe dell'anno successivo. In questa competizione prestigiosa raggiunse la finale ma purtroppo la perse con il Chelsea, guidato in quella stagione da Gianluca Vialli. Malgrado queste due stagioni ad alto livello il tecnico di Schönau non venne confermato ed inannelò negli anni a seguire, nel ruolo di allenatore, una serie di stagioni non troppo fortunate in Germania, Turchia ed Austria.
La carriera di Löw sembrava in una fase calante quando a sorpresa nel 2004, a causa delle dimissioni di Rudy Völler come tecnico dei tricampioni del mondo, la federazione giuoco calcio tedesca (DFB Deutsche-Fußball-Bund), in preparazione dei mondiali che si sarebbero giocati in casa nel 2006, scelse Oliver Bierhoff come general manager, Jürgen Klinsmann come tecnico e Joachim come vice-trainer.
Tutto il mondo comiciò a chiedersi chi fosse quest'uomo che prendeva appunti affianco a Klinsmann. Dopo l'entusiasmante ma sfortunato mondiale casalingo conclusosi con la semifinale persa contro l'Italia, Jürgen Klismann informó la federazione che non avrebbe prolungato il suo contratto in scadenza. La DFB non aspettó un minuto per decidere di affidare le sorti della nazionale a Joachim Löw che diventerà per tutti, da quel momento, semplicemente Jogi.
Il primo obbiettivo messo a tiro da Jogi sono gli europei di Svizzera ed Austria. La Germania gioca bene arrivando in finale dove deve arrendersi ad una Spagna che inizia il suo ciclo di successi a ripetizione.
Velocemente arrivano i mondiali del 2010 in Sudafrica. Jogi deve rinunciare al capitano Ballack, infortunatosi poco prima della competizione iridata. Il tecnico stupisce tutti  convocando tanti giocatori giovani e lasciando giocare una squadra di esordienti o quasi tra i quali brilleranno il portiere Neuer, il centrocampista Khedira e l'attaccante Müller. Il torneo per i tedeschi è entusiasmante fino alle semifinali dove nuovamente la Spagna, che si lauererà campione, infrange il sogno di milioni di appassionati tedeschi che iniziano ad avere dei dubbi sulle capacità di successo del proprio tecnico.
Ma la DFB crede in Löw e sulla base di 2,5 milioni di euro l'anno si decise di proseguire insieme sino al 2014. Nel 2012 agli europei in Ucraina e Polonia la Germania parte da grande favorita e gioca un torneo perfetto sino alle semifinali dove incontra l'Italia e come 6 anni prima nei mondiali casalinghi, gli azzurri, guidati da Prandelli, si rivelano un ostacolo insormontabile per gli uomini guidati dal tecnico di Schönau.
I dubbi tra gli appassionati crescono ed è lo stesso Löw a prendersi le responsabilità per la sconfitta contro l'Italia. Malgrado le critiche si va avanti fino al mondiale di Brasile e questa tenacia é stata premiata finalmente con il titolo appena conquistato che ha fatto impazzire di gioia tutta la Germania.
Joachim Löw un esempio di costanza e tenacia così come la comunità di Schönau che, con la loro centrale elettrica ( Elektrizitätswerke Schönau ), ha raggiunto l'autonomia energetica locale e serve oggi 130 mila clienti in tutto il territorio nazionale con energie rinnovabili.