lunedì 11 novembre 2013

Fußball Total numero 12

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N°12 - Novembre 2013 
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin e del sottoscritto 
David Rodinó


L´amaro in bocca!
di Michele Sensini

Foto ripresa da: http://www.repubblica.it

Se il pari con il Torino poteva essere considerato un punto guadagnato, quello di domenica contro il Sassuolo lascia l'amaro in bocca e ridimensiona quanto fatto dalla Roma fino ad ora. Non sul piano del gioco, dal momento che la Roma ha mostrato di esserci creando una raffica di occasioni non finalizzate, ma sicuramente su quello psicologico. La battuta di arresto contro gli uomini dell'ex Di Francesco vale come una sconfitta, per come è arrivata e per la caratura dell'avversario.
Sarà quindi interessante ora vedere quale sarà la reazione della squadra di Garcia alla ripresa del campionato che, fortunatamente, si fermerà dando la possibilità alla Roma di recuperare qualche infortunato. Anche per misurarne le reali ambizioni dopo un inizio che ha lasciato tutti stupiti. Contro il Sassuolo la Roma ha giocato una partita generosa, di sicuro non la peggior partita e, anche se meno ordinati e precisi del solito, i ragazzi di Garcia hanno creato tante occasioni, molte sventate da Pegolo, migliore in campo, altre sprecate per egoismo e mancanza di freddezza sotto porta. Anche Garcia, che dalla panchina non aveva mai sbagliato un colpo, effettua un cambio difficilmente comprensibile togliendo Pjanic per l'esordiente Caprari, ai piedi del quale il fato ha affidato un contropiede sciupato che poteva essere decisivo. Fino a quel momento il bosniaco aveva interpretato al meglio il ruolo di finto centravanti che aveva ricoperto a causa dell'infortunio di Borriello e la Roma ne aveva tratto giovamento confermando che quel modulo di gioco è quello in cui si esprime al meglio.
Alla ripresa del campionato ci sarà il Cagliari, squadra tradizionalmente ostile alla Roma che ci darà subito la misura di quanto potrà essere servito al carattere dei giallorossi questo pareggio casalingo con gli ultimi arrivati.

La partita. Che il tranello fosse dietro l'angolo lo si sapeva anche alla vigilia, non a caso Garcia fa scendere in campo la Roma migliore che inizia subito molto concentrata, come richiesto dall'impegno. Il risultato si sblocca presto sulla carambola provocata dal tiro di Florenzi, ancora una volta decisivo con i suoi inserimenti e tra i migliori in campo; nel secondo tempo sfoggerà anche un'apertura di prima, al volo e di esterno, da applausi che ci ricorda come il giovane giallorosso non sia solo corsa e sacrificio. Il raddoppio invece non arriverà mai anche perché Pegolo da subito decide che possono segnare tutti tranne Ljiaic, ma Ljiac è l'unico che tira in porta. Forse troppo, perché cercherà solo la porta quando in più di un'occasione avrebbe potuto cercare l'assist. Il secondo tempo scorre via così, fino all'ottantesimo minuto, quando suona il primo campanello d'allarme sulla rimessa suicida di Burdisso sprecata da Floro Flores. Mentre Di Francesco inzeppa di punte il Sassuolo, la Roma decide di voler controllare il risultato fino alla fine e lo fa benissimo fino a venti secondi dal triplice fischio. Nella mischia che porta al pareggio, invece, sbagliano tutti i giallorossi coinvolti e un Sassuolo neanche troppo convinto strappa un punto prezioso, ripetendo il bliz di Napoli di un mesetto fa.

Gli spalti. Olimpico con poco meno di cinquantamila presenze per quella che doveva essere una partita da tre punti e, come spesso accade quando ci sono più spettatori del solito, il tifo ne risente. A parte qualche sprazzo dopo il gol e all'inizio del secondo tempo, lo stadio non è dei più infuocati e forse anche questo è mancato alla domenica storta della Roma. Per i due, trecento tifosi giunti da Sassuolo, borgo emiliano di 38000 anime, vedere la propria squadra strappare un pareggio in quel modo alla prima apparizione assoluta all'Olimpico di Roma è stata una gran soddisfazione. Visti i numeri però (Sassuolo è, insieme ad Empoli, l'unica  città non capoluogo di provincia ad avere una squadra in serie A negli ultimi 40, 50 anni), questi tifosi, in questo genere di stadio, non si sentiranno mai. Per loro solo statistica.

A tutta Bundesliga
La 12° Giornata
di David Rodinó

Foto ripresa da: http://www.kicker.de


Con la vittoria casalinga per 3 a 0 contro l`Augsburg il Bayern Monaco ingrana la quinta e tenta la fuga ai danni del Borussia Dortmund (2°) che, sconfitto di misura a casa del Wolfsburg (arrivato con questo successo al quinto posto), rallenta la sua corsa e viene raggiunto in classifica dal Leverkusen che, in una partita spettacolare, schiaccia un Amburgo sempre piú lontano dalle posizioni che contano.

Quarta forza del campionato resta il Borussia Mönchengladbach che umilia in casa un Norimberga sempre piú ultimo. Lo Schalke consolida il sesto posto sconfiggendo il Werder Brema (10°). La squadra della capitale l´Hertha (7°) fa il colpaccio a casa dell´Hoffenheim (12°) e mantiene le distanze nei confronti dello Stoccarda (8°), vincente in casa di un Friburgo (16°) in crisi, e del Mainz (9°) che, sconfigge il Francoforte (15°). La partita piú noiosa della giornata é stata quella tra l´Hannover (11°) ed il Braunschweig (17°) finita 0 a 0 tra i fischi dei delusissimi tifosi di casa.

Il giocatore della giornata é stato l´attaccante coreano del Leverkusen Son autore di una tripletta (a seguire le immagini) contro la sua ex squadra Amburgo.(http://www.youtube.com/watch?v=-murlOAWyeM)



A tutta Serie A
di Marco Cadin

Foto ripresa da: http://qn.quotidiano.net


I tacchi della Vecchia Signoria fanno sentire la pesantezza del loro incedere, tanto da far traballare la vetta romanista, ancor priva dei suoi puntelli offensivi. I campioni d'Italia hanno fatto loro lo scontro diretto con il Napoli, conquistando sul piano del morale molto più dei tre punti. È una vittoria che mette pressione alla Roma e umilia un Napoli sempre piccolo nelle partite che contano. Intanto, Fiorentina e Inter continuano con un buon ritmo e non è detto che non rientrino nel giro che conta.

Il Catania supera per 1-0 l'Udinese, nell'anticipo di sabato pomeriggio. Successo immeritato degli etnei, che la spuntano pur avendo subito le iniziative dei bianconeri per larghi tratti del match. Solo le imprecisioni di Muriel hanno impedito ai friulani di trovare il vantaggio. Al 30º, l'arbitro concede il rigore decisivo, sanzionando una trattenuta su Legrottaglie. Realizza Maxi Lopez, che ritrova la rete dopo ben otto mesi. Nella ripresa, il monologo friulano non porta al pareggio. La sfortuna ferma sul palo un rasoterra di Pinzi (22º) e poco dopo è il direttore di gara a non punire un netto fallo di mani in area di Legrottaglie. De Canio coglie i primi tre punti, scaricando in panchina lo storico gruppo argentino.

L'Inter batte 2-0 il Livorno, confermandosi al quarto posto.  Un San Siro commosso ha calorosamente salutato il presidente Moratti, giunto alla sua ultima partita da presidente, e, con altrettanto trasporto, ha dato il ben tornato all'intramontabile Zanetti. I nerazzurri sono sembrati meno brillanti del solito, passando in vantaggio alla mezzora grazie ad un disgraziato autogoal di Bardi. Nella circostanza, il portiere amaranto ha spinto in rete un innocente cross basso di Johnatan. Paulinho ha provato in modo costante ad impensierire Handanovic, ma i suoi sforzi non sono stati premiati. Nei minuti di recupero è giunto il raddoppio interista, al termine di un'azione insistita aperta da Zanetti, proseguita da Kovacic e finalizzata da Nagatomo.

La Roma non va oltre l'1-1 nel comodo impegno casalingo con il Sassuolo. I giallorossi hanno persino beneficiato di un clamoroso autogoal di Longhi, che al 19º ha infilato la propria porta. Il difensore era preoccupato dall'arrivo degli avversari, in seguito ad una conclusione di Florenzi, respinta nell'area piccola da Pegolo. La Roma non riesce a ritrovare la fluidità di gioco di qualche settimana fa e deve rinunciare anche a Borriello, sostituito da Ljaic. Il serbo è il protagonista negativo della ripresa, fallendo ben tre occasioni a tu per tu con Pegolo. La capolista paga le occasioni perse, se Floro Flores la grazia, Berardi gela l'olimpico con una sassata in mischia al 94º. Le assenze di Totti e Gervinho iniziano a farsi sentire, la sosta è davvero provvidenziale.

Nell’incontro delle dodici, il Genoa ha superato per 2-0 il Verona, dimostrando, una volta di più, che la cura Paperini ha sortito l’effetto desiderato. Primo tempo tutto di targa rossoblu, con i grifoni che colpiscono ben due volte, grazie agli assist puntuali di Matuzalem. Al 29°, capitan Portanova schiaccia in rete un cross proveniente dal corner, mentre al 35° è Kucka a bissare, sempre di testa, finalizzando un fulmineo inserimento in area. Nella ripresa, il Verona non riesce a cogliere i frutti di tante occasioni create e che, se non altro, dimostrano che gli scaligeri non sono sesti per caso. Perin è bravo a respingere due conclusioni di Jankovic ed una di Martinho, ma dove non arriva l’estremo difensore grifone, ci pensa il palo a respingere un colpo di testa del mai domo Toni (80°).

Tra Parma e Lazio finisce 1-1, risultato che non migliora l’anonima classifica delle due squadre. I biancocelesti avrebbero meritato qualcosa di più del pareggio, ma dopo aver trovato il vantaggio non sono stati in grado di serrare i ranghi. Il migliore in campo è staro Keita, che già nel primo tempo aveva creato lo scompiglio in area parmense, sfiorando la rete di testa al 40°. Al 50°, lo spagnolo segna il suo primo goal in campionato, saltando in dribbling Gobbi e Mirante. La gioia laziale dura poco, infatti, un quarto d’ora dopo arriva il pareggio di Lucarelli: incorna bene un cross proveniente dal corner. A parte l’espulsione di Rosi per proteste, poco altro da segnalare. Klose ancora irriconoscibile, si sta risparmiando per il mondiale?

Pareggio a reti bianche tra Chievo e Milan. Rossoneri sfortunati, almeno in quest’occasione avrebbero meritato il successo, ma la scarsa vena realizzativa delle punte ha congelato il risultato sullo 0-0. Nella ripresa le occasioni più interessanti, con il tiro ad effetto di Emanuelson e la botta la volo di Mexes, entrambe ottimamente respinte da Puggioni. Al 51°, la grande occasione per il Chievo: in seguito al tiro di Paloschi respinto da Abbiati, Rigoni conclude sull’esterno della rete, pur avendo la porta spalancata. Al 79°, palo di Robinho e susseguente conclusione alta di Kaka. Il match si conclude con le ravvicinate espulsioni di Montolivo e Pellisier. La buona notizia per i milanisti è che la porta di Abbiati è rimasta immacolata, ma in attacco il signor Matri è riuscito a far rimpiangere lo svogliato Balotelli dell’ultimo periodo.

L’Atlanta conferma la sua storica vena casalinga, battendo 2-1 il Bologna. Partita bruttina, che per i primi due terzi non ha offerto grossi spunti di cronaca. Il risultato si è sbloccato al 74° (Brivio), grazie ad un diagonale radente, che è schizzato in rete proprio davanti alle mani protese in tuffo di Curci. La reazione emiliana non si è fatta attendere, al 77° cross di Diamanti, colpo di testa sulla traversa di Cristaldo e inzuccata vincente di Bianchi. Tutto faceva presagire un giusto pari, ma Curci ne ha combinata un’altra delle sue: in pieno recupero, il tiro centrale di Livaja finisce in rete, in seguito alla tremolante opposizione di pugni del portiere rossoblu. La domanda è d’obbligo: perché Curci gioca in Serie A? Perché non lo può sostituire un onesto portiere come Agliardi?

Il Cagliari supera il Torino per 2-1, salvando la panchina traballante di Lopez. Capitan Conti è il grande protagonista della partita, avendo realizzato le due reti cagliaritane su calcio di punizione. Entrambe le conclusioni di destro, la prima diretta al 43° e la seconda indiretta all’88°. Tra le due reti, il momentaneo pareggio di Ciro Immobile: ben imbeccato da El Kaddouri, l’attaccante sfodera un diagonale di destro. Se Cerci e Ibarbo fossero meno innamorati di se stessi, sarebbero dei grandi giocatori.

La Fiorentina batte 2-1 la Sampdoria e rimane in scia all'Inter. Un rigore generoso, per una trattenuta su Aquilani, permette a Rossi di firmare il vantaggio (11°). Al 20º, Pepito realizza il 2-0 con un tiro a giro dal vertice destro dell'area. Le legnate di Valero e Cuadrado sfiorano il terzo goal, ma col passare dei minuti i viola vanno in riserva, pagando le fatiche di coppa. Gabbiadini accorcia le distanze al 29°, dopo un bello scambio con un compagno. I blucerchiati mancano di poco il pareggio con il tiro a lato di Wszolek e il colpo di testa di Mustafi a tempo scaduto. Viola bravi e fortunati, mentre Delio Rossi rischia ancora il posto.

Il big match del tredicesimo turno ha avuto un solo padrone, la Juventus. Il 3-0 sul Napoli è un risultato giusto, che lascia qualche perplessità sulle capacità caratteriali dei partenopei, almeno negli scontri diretti. Unico neo dei bianconeri, il solito goal irregolare che apre il tabellino (secondo minuto): fuorigioco di Llorente nella rete dell’1-0. Reina tiene il Napoli in partita nel primo tempo, mentre Insigne è l'unico dei suoi a scaldare i pugni di Buffon. Una perla di Pirlo su punizione porta in dote il raddoppio (74°), mentre un palleggio e tiro al volo dal limite di Pogba chiude il conto (80°). Rispetto ad inizio campionato, la Juventus sembra avere una buona gamba, ma soprattutto può contare su Llorente: uomo d’area dalla media-goal sorprendente, che rinverdisce il ricordo di Trezeguet.


NO ZANETTI NO BARDI
di Gianluca Danese


Foto ripresa da: http://sport.sky.it

L'Inter batte 2-0 il Livorno e trova altri 3 punti importantissimi per rimanere nel gruppo di testa in una partita brutta e giocata non bene dalla squadra di Mazzarri.

Classico 3-5-1-1 con Guarin confermato come domenica scorsa a supporto di Palacio, Alvarez a svariare sul centro sinistra, Taider in campo per Kovacic e difesa inedita causa infortuni e squalifiche: Samuel, Ranocchia, Rolando.


Nei primi 20' di gioco succede ben poco, l'Inter fa la partita, fa girare molto la palla che però poi fatica ad arrivare dalle parti di Bardi.
Con il passare del tempo i neroazzurri tentano di spingere di più, ma il Livorno è schieratissimo e si difende alla grande con quasi tutti gli uomini dietro la linea della palla, così di occasioni se ne contano con il contagocce e i pericoli maggiori, se così li possiamo chiamare, arrivano soprattutto dalla fascia destra con Jonathan e Taider mentre dall'altra Alvarez e Nagatomo si vedono a sprazzi; anche Guarin sembra non trovare idee.
Al 26' l' Inter passa con un gran colpo di fortuna: Jonathan si libera bene sul fondo e mette in mezzo una innocua palla che Bardi incredibilmente e goffamente butta dentro la sua porta. Vantaggio insperato e regalato!
Il primo tempo si conclude con un rasoterra velenoso da fuori che stavolta Bardi smanaccia in angolo.

La ripresa vede lo stesso copione del primo tempo con l' Inter a fare gioco ma incapace di trovare spazi e creare pericoli e così piano piano cresce anche il Livorno che comincia a guadagnare metri.
Al 59' Mazzarri toglie dal campo un Alvarez un po' acciaccato e meno ispirato di altre volte per Kovacic, nella speranza che il croato, come già successo in altre occasioni, possa dare il cambio di passo. Va un po' meglio ma fino alla mezz'ora l' Inter si fa vedere solo con Palacio e Cambiasso.
Il  match dà la sensazione di essere sempre in bilico perchè il Livorno comincia ad essere più pericoloso specie dopo l'ingresso in campo di un' altra punta (Emenghara). Mazzarri allora al 71' prova a dare più peso all' attacco togliendo uno spento Guarin, che convince sempre poco, per Belfodil. Più peso in attacco e un aiuto a Palacio perennemente isolato, ma il copione fatica a cambiare.
All'82' torna in campo Zanetti sei mesi dopo l' infortunio al tendine d' Achille e lo stadio impazzisce. Il Capitano si piazza subito al centro del campo al posto di Taider e la squadra sembra prendere più coraggio, poi si sposta sulla "sua" corsia di destra quando Jonathan è  costretto ad uscire per problemi muscolari e la squadra,avendo esaurito i cambi, si vede costretta a concludere la gara in dieci.
Gli ultimissimi minuti sono vissuti in apnea dal popolo neroazzurro; poi al 91' il Capitano parte sulla destra come ai vecchi tempi, scarica per Kovacic che con una serie di dribbling e una magia mette Nagatomo in condizione di concludere alle spalle di Bardi. 2-0 e tutti a casa.
Di buono oggi solo il risultato (e il ritorno del Capitano), ma non il gioco, anche se non sono mancati agonismo e determinazione. Palacio ci sembra essere sempre troppo isolato (malgrado questo siamo la squadra che ha segnato più reti); male Guarin e Alvarez; bene gli esterni; bene come sempre Cambiasso; la difesa oggi meglio di altre volte, sicura anche in fase di manovra,anche se il Livorno soprattutto nel primo tempo era intento solo a difendersi, ma bene anche nella ripresa quando con Emenghara i toscani risultavano più pericolosi.
Da sottolineare infine il grandissimo e commoventissimo attestato di amore e ringraziamento rivolto dallo stadio e soprattutto dalla curva nei confronti del presidente Moratti nel giorno della sua ultima partita come numero 1 della società neroazzurra prima dell' arrivo del magnate indonesiano Tohir. Grazie di tutto presidente, dalle gioie alle delusioni.