martedì 14 gennaio 2014

Fußball Total numero 19°

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N°19 - Gennaio 2014
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin, Fabio Pierboni e del sottoscritto David Rodinó


Dritto dritto nel cuore dei tifosi
di Michele Sensini


Foto ripresa da: http://www.sportlive.it/

La Roma rifila quattro pappine perentorie al Genoa e riparte dopo lo stop di Torino. Torna anche a far vedere il bel gioco e la compattezza dei bei tempi, merito del rientro completo di Totti e della pochezza dell'avversario che già è scarso ad organico completo e che, senza punte titolari per via di infortuni e squalifiche, diventa impresentabile.
Con 44 punti la Roma ha disputato il miglior girone di andata della sua storia, segno che l'exploit iniziale non è stato un caso. Il fatto che la Juve sia a più otto e stia battendo tutti i record immaginabili non fa che aumentare il rimpianto per una sorte beffarda che ci vede sempre dietro a qualcuno più forte di noi anche nelle nostre stagioni migliori.

La partita. La giornataccia del Genoa comincia con il gol capolavoro di Alessandro Florenzi, strepitoso gesto atletico e di coraggio, gol e icona che resteranno per sempre negli occhi di tutti noi e nell’immaginario dei giovani tifosi giallorossi. Gol più che meritato per un giocatore di cui si parla poco ma che è destinato ad entrare dritto dritto nel cuore dei tifosi per il suo carattere e la sua umiltà. Il Genoa non supererà mai la metà campo in pratica, la difesa della Roma resterà inoperosa per tutta la partita. Segna Totti con un tiro al volo deviato che beffa Perin, poi contropiede da manuale per il gol di Maicon che chiude il primo tempo. Non si infierisce nel secondo, se non per il colpo di nuca del bomber giallorosso Medhi Benatia - ennesima ciliegina sulla torta per il marocchino che sta lasciando tutti sbigottiti - e si va quindi tutti contenti a godersi questi tre punti importantissimi.

Gli spalti. Duecento genoani non si sentono mai dall’altre parte dello stadio, in compenso si vedono agitarsi più volte provocati dai tifosi più accesi della curva nord giallorossa. Pur se pochi, la loro presenza non passa quindi inosservata. Buon tifo della parte giallorossa dello stadio anche se l’Olimpico non è pieno come lo standard di questa stagione. Siparietto simpatico con Matuzalem che ci ricorda cosa significa il dodicesimo uomo in campo. Grazie alla sud, infatti, il Genoa resta in dieci. Matuzalem, ex laziale, viene subissato di fischi alla sua sostituzione (e come sarebbe potuto non accadere?) e non contento della sua bruttissima prestazione corona la giornata salutando e schernendo la curva. Il pollo ci casca in pieno e becca il secondo giallo. Bravo Matuzalem, giusto nella Lazio potevi gioca’.

Se questo è calcio.
di Fabio Pierboni

Foto ripresa da: http://web.de


Pasolini scriveva che “nel calcio ci sono dei momenti esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del «goal». Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica.”
Raccontare una partita dove, in novanta minuti, si prova a cercare questa “invenzione” solo tre volte è davvero impossibile.
Bologna-Lazio ha rappresentato l’esatto opposto della poesia calcistica appena descritta, una delle più brutte partite mai viste in vita mia. Novanta minuti di nulla, tre misere azioni da gol, un solo intervento dei due portieri.
Il Bologna ha qualche giustificazione in più, la classifica impone punti e i Felsinei cercano soprattutto di non prenderle, ma hanno il merito di produrre più della Lazio e questo la dice tutta sulla pochezza di questo match.
Per la Lazio non ci sono giustificazioni, la carenza di idee nell’impostazione della manovra sembra palese, Hernanes continua a non dare segnali di vita e anche Candreva e Klose sembrano risentire di questa mediocrità evidenziando molte imprecisioni.
La partita è tutta in tre azioni: La prima al 28’, Konè verticalizza per Garics che dal versante destro mette al centro, Rolando Bianchi devia di tacco mettendo alla prova gli ottimi riflessi di Berisha. Per vedere la seconda occasione da gol, questa volta della Lazio, bisogna aspettare il 70’: Keita libera Candreva sulla tre quarti, l’ala biancoceleste serve Klose al centro dell’area, il tedesco colpisce al volo toccando troppo sotto il pallone che si alza sopra la traversa. Azione analoga all’83’ per i rossoblù, un mai domo Diamanti serve Konè in area, il centrocampista gira a fil di palo.
Le due squadre rientrano negli spogliatoi tra i fischi del Dall’Ara, consapevoli del mediocre girone d’andata appena chiuso e della necessità di invertire la tendenza. La Lazio di Reja probabilmente farà più punti di quella di Petkovic, ma vista la lontananza dell’obiettivo europeo dovrebbe provare a proporre uno spettacolo più dignitoso a chi cerca nel calcio quella poesia che ha fatto appassionare milioni di persone.

PIETÀ!
di Gianluca Danese

Inter-Chievo 1-1: I nerazzurri non sanno più vincere
Foto ripresa da: http://www.repubblica.it

Ennesima prova opaca dell'Inter che nel monday night non va oltre l'1-1 in casa contro il Chievo.

Oggi forse a sprazzi un po' meglio delle ultime uscite, si é vista più determinazione e giro palla alla ricerca del varco giusto, ma come al solito non sono mancate le amnesie, i soliti errori e la solita fatica nel costruire; in più la difesa balla ad ogni affondo clivense.

Solito stucchevole 3-5-1-1 con Kovacic per lo squalificato Guarin a supportare, con Alvarez,  Palacio.
Lo svantaggio arrivato all' 8',causa la solita palla regalata dalla difesa, scuote la squadra che già al 12' pareggia con Nagatomo che corregge di piatto un cross basso di Alvarez dopo una serpentina. Un minuto dopo lo stesso Nagatomo firma il 2-1 ma il guardalinee annulla clamorosamente per un inesistente fuorigioco ( per favore basta errori arbitrali).
L'Inter fa girare palla,é propositiva sulla destra con Jonathan e Alvarez ma Kovacic é un fantasma e a Palacio non arrivano rifornimenti.
Anche la prima parte del secondo tempo vede l'Inter tenere palla ma concludere poco,entra anche Milito ma quando il Chievo comincia a chiudersi finiscono gli spazi a disposizione.
Si arriva cosi` al 90' senza troppi sussulti.



Ancora una volta tanti rimandati e tanti bocciati, compreso l'allenatore che non riesce a far giocare la squadra come ad inizio campionato.


A tutta serie A
di Marco Cadin

Juventus striker Fernando Lloriente
Foto ripresa da: http://www.bbc.com


Il girone d’andata si è concluso senza grosse sorprese, le prime tre hanno calato il poker allungando il passo sulla spuntata Fiorentina. La Juventus è campione d’inverno con 8 punti in più rispetto all’annata passata, volendo raggiungere lo storico obiettivo dei 100 punti. La Roma gira la boa con 12 punti in più, con la consapevolezza che, in altre stagioni, sarebbe stato un rendimento da scudetto. Il Napoli si è migliorato di tre punti e guarda il girone di ritorno con tante speranze. Le milanesi piangono lacrime amare, ricordando ciò che erano e ciò che non sono più. La Lazio tra coloro che son sospesi, a 8 punti dalla zona retrocessione e altrettanti dalla zona Europa League,. Sono saltate otto panchine su venti: complimenti ai presidenti, sempre così oculati nelle scelte d’inizio estate.

L'Armando Picchi è stato il teatro del netto 3-0 del Parma nei confronti del Livorno. Vantaggio immediato degli emiliani, grazie al sinistro al volo di Palladino su cross di Biabiany (2º). La reazione livornese è racchiusa in una sterile punizione di Paulinho. Nella ripresa, un colpo di testa di Piccini e un tiro di Greco sfiorano il pari, ma nel finale i gialloblù dilagano. All'81º, Amauri realizza il secondo goal ribadendo in rete un pallone, che precedentemente era stato spedito sul palo da Parolo. Il brasiliano realizza il definitivo 3-0 su rigore, concesso per l'atterramento in area di Mendes. Il Parma vola senza Cassano, mentre ad un Livorno spaesato serve subito un cambio tecnico.

0-0 nell'anticipo del sabato sera tra Bologna e Lazio. Primo tempo di marca rossoblù, Lazio rintanata nella sua metà campo senza mai affacciarsi oltre. Al 28º, Garics offre un cross basso a Bianchi, che di tacco impegna severamente Berisha. Nella ripresa cresce il ritmo dei biancocelesti, che sfiorano il vantaggio con Klose (70º): il tedesco calcia alto a porta vuota un ottimo assist di Candreva. La replica bolognese è tutta in un tiro al volo di Kone a sette minuti dal termine, che si spegne a lato di un soffio. Se il mercato non porterà rinforzi, le due squadre non avranno speranze di migliorare la loro classifica.

Ha aperto il programma domenicale la sfida Torino-Fiorentina, terminata 0-0. A parte due contropiedi non sfruttati al meglio da Cerci, il primo tempo è di marca viola. Al 15°, Roncaglia colpisce al volo un cross di Joaquin, ma il pallone termina sopra la traversa. Al 21°, Valero cerca di sorprendere Padelli con un destro rasoterra a giro, ma il tiro sfiora il palo. Poco prima dell’intervallo, Cuadrado arriva sino alla linea di fondo, scarica all’indietro per Valero, ma lo spagnolo conclude a lato. Ripresa più equilibrata, i granata provano costantemente l’arma del contropiede, ma Cerci non sceglie sempre la strada migliore. Meggiorini manca il vantaggio, agganciando in spaccata al volo un tiro cross dell’ex romanista, ma la palla sorvola la traversa. I viola riescono a spedire in area avversaria un’infinità di cross e passaggi filtranti, ma la mancanza di un bomber di razza si fa sentire. Senza punte, la Fiorentina rischia di allontanarsi irreparabilmente dalla zona Champions League.

La Juventus batte 4-1 il Cagliari al Sant'Elia. I sardi hanno saputo mettere alle corde i campioni d'Italia per tutto il primo tempo, passando in vantaggio con un tiro di Pinilla, smarcato da una sponda aerea di Conti (21º). Tre minuti dopo, l'ex romanista sfiora il raddoppio sempre di testa. Al 31º, Llorente pareggia di testa, spedendo all'incrocio un cross di Lichtsteiner. I sardi potrebbero ripassare in vantaggio, ma i piedi di Buffon respingono l'incornata di Dessena (32º). Nel secondo tempo, le indecisioni di Adan segnano indelebilmente l'esito della gara. Il portiere si fa sorprendere da un tiro di Marchisio da trentacinque metri (72º), ma nulla può tre minuti dopo sul tapin di Llorente, servito da Tevez. Lichtsteiner fa poker, sfruttando una corta respinta del solito Adan. La Juventus ha vinto con merito, colpendo l'avversario al palesarsi delle prime crepe difensive.

Tutto facile per la Roma, che travolge con un pesante 4-0 il Genoa. Il primo goal è da antologia del calcio: sugli sviluppi di una punizione calciata da Totti, un difensore alza il pallone, lesto e acrobatico Florenzi insacca con una rovesciata alla Piola (25°). La Roma è arrembante, cinque minuti dopo Gervinho serve Totti dal fondo, il capitano conclude di prima battendo Perin sul suo palo. I giallorossi cavalcano praterie lasciate vergini dai frastornati genoani, Maicon realizza la terza rete, concludendo solo in mezzo all’area un servizio preciso di Florenzi (43°). Al 52°, Benatia fa poker incornando un angolo di Totti. Nel resto dell’incontro la musica è la stessa, ma l’impressione è che i capitolini non abbiano voluto infierire su un avversario rimasto in dieci dal 59° (il saluto di Matuzalem ai tifosi di casa veniva ripagato dall’arbitro con l’espulsione).

Il Napoli espugna il Bentegodi, superando 3-0 il Verona. Non c’è stata partita tra la terza e la quinta forza del campionato: l’Hellas si è resa pericolosa solo in due occasioni con Toni (all’inizio dei due tempi), ma l’ex bavarese non ha saputo ripetere le imprese della settimana scorsa. I partenopei hanno sbloccato il risultato al 27°, quando Mertens ha insaccato con un pregevole destro a giro sul palo lontano. A metà ripresa Insigne rileva Pandev, dopo due errori grossolani in area del macedone ed è la svolta finale. Il giovane napoletano realizza il raddoppio, correggendo in rete un cross basso di Maggio (72°). Si tratta del primo goal della punta in questo campionato, era ora. Quattro minuti dopo, Insigne conclude sul portiere dopo esser stato lanciato da Callejon, ma Dzemaili è pronto a ribadire in rete per il terzo goal. Napoli dominatore ed insolitamente preciso nelle chiusure difensive.

L’Atalanta conferma la legge delle mura amiche, superando 2-1 il Catania. Nel primo tempo sono gli etnei a sfiorare per ben due volte il vantaggio, con le azioni solitarie di Barrientos (15°) e Castro (30°), ma in entrambi i casi Sportiello non si fa sorprendere. La ripresa è avvolta da una fitta nebbia, per sbloccare il risultato ci vuole il rigore realizzato da Denis (67°), concesso per l’atterramento di Bonaventura. All’86°, Moralez salta un avversario e batte Frison per il raddoppio orobico. Il goal siciliano è tardivo (89°): Leto tocca in rete un cross basso di Barrientos. Se gli etnei vorranno provare a salvarsi, dovranno iniziare a collezionare qualche punto in trasferta: sino ad ora lo score dice dieci gare, zero punti.

Clamoroso 4-3 del Sassuolo nei confronti del Milan. Non è tanto sorprendente il successo dei neroverdi, quanto il fatto che sia arrivato dopo il doppio svantaggio in un quarto d'ora. Infatti, Robinho sblocca il risultato al 7º con un diagonale di sinistro e Balotelli raddoppia poco dopo con un tiro di prima, su assist di Cristante. Al quindicesimo inizia lo show di Berardi: segna il primo goal bruciando la difesa milanista su un lancio filtrante e, al 28º, pareggia concludendo spalle alla porta sul palo di Abbiati. A fine tempo, Berardi realizza la tripletta anticipando i difensori su un taglio centrale. Il diciannovenne attaccante del Sassuolo si sazia solo con il quarto goal ad inizio ripresa, tirando dall'altezza del dischetto del rigore, grazie ad un suggerimento di Zazza. Allegri cerca di spronare i suoi inserendo Honda, Pazzini e Montolivo, il centrocampista azzurro accorcia le distanze con un diagonale di destro dal limite. Allo scadere, la traversa nega a Pazzini il pareggio. Il Milan è una squadra senza capo nè coda, con una differenza tecnica enorme tra i reparti offensivo e difensivo. L’esonero di Allegri non sarà sufficiente ad invertire la rotta.

Sampdoria-Udinese 3-0, risultato inequivocabile, che permette ai blucerchiati di superare in classifica i friulani. Il protagonista assoluto del match è stato Eder, che già al 15° sbloccava il risultato su calcio di rigore (concesso per il suo atterramento da parte del portiere). Il brasiliano ha seminato il panico nella metà campo avversaria, costringendo al fallo sistematico i bianconeri. Allan ne ha fatto le spese, rimediando l’espulsione per doppia ammonizione. La ripresa si è aperta con il raddoppio di Eder, che scattando sulla linea dei difensori, finalizzava in rete un passaggio filtrante. L’azione è viziata da fuorigioco, errore pesante ai danni dell’Udinese, che poco dopo si è vista negare un netto rigore su Heutaux. Il palpabile nervosismo del match ha fruttato un’altra espulsione per parte (Soriano e Gabriel Silva). All’87°, una spizzata di testa di Gastaldello chiudeva la partita sul 3-0. L’Udinese deve fare di più, se non vuole rimanere impantanata nella zona retrocessione, a soli quattro punti.
L
’Inter non va oltre il pareggio per 1-1 con il Chievo, nell’ultimo incontro del girone d’andata. Doccia fredda per i nerazzurri all’8°, che subiscono la sassata sotto la traversa di Paloschi, per il vantaggio clivense. I nerazzurri si scuotono subito, dopo quattro minuti Nagatomo corregge in rete un cross basso di Alvarez. Al 14°, clamoroso svarione della terna arbitrale: annullato il goal del raddoppio del giapponese per un inesistente fuorigioco. Al 25°, cross da destra di Johnathan e schiacciata di testa di Palacio , di poco fuori. Nella seconda frazione, la furia interista si spegne e a parte una punizione di Alvarez, respinta di pugni da Puggioni, non c’è nient’altro da segnalare. L’Inter conferma le sue deficienze, ma gli errori arbitrali iniziano a pesare su una classifica già di per sé deludente.