lunedì 21 ottobre 2013

Fußball Total n°8

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N°8 - Ottobre 2013 
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin e del sottoscritto 
David Rodinó

Blackout
di Emiliano di Calogero


Dieci minuti di terrore, dieci minuti disastrosi regalano la vittoria alla Fiorentina che in casa contro la Juve non vinceva dal '98. Partita incredibile, dai due volti, quella tra bianconeri e gigliati.  Fino al 20' del secondo tempo la Juventus aveva fatto la partita subendo pochissimo, si trovava in vantaggio di due gol e attaccava in cerca del terzo. La partita era stata sbloccata da Tevez dal dischetto per un rigore che lui stesso si era procurato ed era stata messa al sicuro dal gol di Pogba su errore di Cuadrado. Al sicuro, fin qui. La Juventus sembra poter amministrare il gioco e invece tracolla. La Fiorentina segna su rigore e al 30' pareggia con Pepito Rossi che sorprende Buffon con un tiro angolato non irresistibile. La Juve sembra tramortita e prende altri due gol in contropiede, in un'unica partita i bianconeri mostrano il meglio e il peggio del proprio repertorio. Gli errori e le disattenzioni individuali cominciano ad essere determinanti oltreché ricorrenti, soprattutto la squadra sembra giocare senza quella fame che l'aveva contraddistinta nei precedenti due anni, inevitabilmente dopo questi campionati giocati al massimo delle proprie possibilità le energie manca quella cattiveria necessaria a mantenere alta la concentrazione fino all'ultimo minuto di gioco. La Juve ha peccato di presunzione e stavolta ha pagato per intero il prezzo degli errori commessi.



Maradona ci spiccia casa
di Michele Sensini

Stavolta c'erano tutti gli ingredienti pronti per interrompere la striscia: un Napoli carico a pallettoni, deciso a ristabilire i valori che i tromboni del calciomercato estivo avevano decretato, il prefetto che autorizza la trasferta anche ai napoletani privi di tessera del tifoso, Diego Armando Maradona in tribuna all'Olimpico. E le tante leggi dei grandi numeri secondo le quali era già ora di far perdere qualche punto a questa Roma inarrestabile.


E invece no. Maradona è stato addirittura applaudito da un Olimpico incredibilmente civile che regala il giusto tributo al più grande calciatore di sempre, le frange violente delle tifoserie non vengono a contatto e a giochi fatti non si registreranno incidenti, la Roma infila l'ottava vittoria consecutiva su otto incontri ed allunga in testa alla classifica, creando addirittura un piccolo vuoto alle sue spalle grazie al tonfo di una Juventus supponente. L'esatto contrario di questa Roma, fortissima ma umile in tutti i frangenti delle partite giocate finora, Nell'incredibile filotto di Garcia mancava la partita sofferta, mancava la partita in cui l'avversario ti mette in difficoltá, in cui il tuo portiere compie un mezzo miracolo, in cui magari l'avversario è un po' sfigato e l'arbitro valuta in tuo favore un episodio dubbio. Due giallorossi su tutti: Daniele De Rossi, tornato a farci brillare gli occhi con i suoi recuperi poderosi, padrone incontrastato della fase difensiva della Roma e Miralem Pjanic, che con il Capitano fuori dai giochi capisce che ora di prendere per mano la squadra.

Ora arriverà il difficile: siamo attualmente la squadra da battere, unica in Europa a punteggio pieno, prima con distacco a metà ottobre, indubbiamente la squadra che gioca meglio di tutta la serie A. La trasferta di Udine sarà quindi un test molto probante che affronteremo con assenze importanti.




La partita. La Roma, con il capitano in campo, gira bene come sempre e con le sue ripartenze velocissime mette subito Gervinho in condizione di far male. Ma l'ormai idolo ivoriano ci ricorda, dopo averne segnati due di fila, che il gol non è il suo marchio di fabbrica e spara alle stelle da posizione favorevole. Il Napoli studia, e impara in fretta: Insigne mette Pandev da solo davanti alla porta, poi Pandev ricambia poco dopo. Prima ci pensano De Santis e De Rossi, poi ci penserà il palo esterno.

Nel frattempo il capitano è costretto a uscire e per un po' la squadra sembra smarrirsi. Ma De Rossi continua a mordere le caviglie di chiunque osi anche solo provare a saltare un difensore giallorosso, materializzandosi dal nulla in ogni parte della nostra metá campo per raddoppiare sul malcapitato di turno, e tutta la squadra nel momento di difficoltá rimane lucida. Proprio nel momento peggiore della Roma, quando tutti aspettano con ansia la fine del primo tempo per rifiatare, Paolo Cannavaro azzoppa Gervinho al limite dell'area. Pjanic abbraccia il pallone, lo piazza nel punto indicato dall'arbitro, conta due passi indietro e lascia partire una saetta che fulmina Reina facendo esplodere l'Olimpico. Poi, come se non bastasse la goduria che ci ha già provocato, se ne va al trotto sotto lo spicchio dei napoletani a mostrar loro il suo nome stampato sulla maglia rosso porpora. Estasi totale.

Il gol giusto al momento giusto prelude ad un secondo tempo di sofferenza. In realtà il Napoli non è mai pericoloso nonostante la pressione costante dei primi venti minuti: due tiri da fuori, che vanno a scheggiare i legni della porta di De Santis, sono le uniche immagini che finiranno negli higlights della domenica. Esce anche Gervinho per infortunio e Ljaic, consapevole del fatto che non può fare lo stesso tipo di lavoro, si piazza un po' più vicino ai centrocampisti per far salire la squadra. Ci riuscirá quel tanto che basta per farci arrivare al cross e permettere a Cannavaro di completare la sua encomiabile opera, affossando in area Borriello, causando il rigore decisivo e facendosi espellere per doppia ammonizione. Il fallo è lampante ma in Italia, e soprattutto alla Roma, di solito questi rigori non li danno. Qui finisce la partita, con la Roma che controlla senza problemi e il Napoli che abdica, forse con la testa già alla Champions.




Gli spalti. Grande partita, anche sugli spalti, e non solo per i tifosi giallorossi che sulle ali del giustificato entusiasmo stanno dando spettacolo partita dopo partita. Oltre seimila napoletani, infatti, affollano finalmente un settore ospiti gremito e questo è il calcio che vogliamo. L'Olimpico è una vera bolgia nel primo tempo, quando anche i napoletani si fanno sentire alla grande. In 25 anni di stadio da abbonato, poche volte ho sentito un coro ospite dalla curva sud e venerdì è stata una di quelle: all'ingresso di Maradona in tribuna si è sentito distintamente il tributo che i suoi tifosi gli hanno dedicato. Nel secondo tempo invece è un tripudio giallorosso e i ciucci, partiti benissimo, spariscono dalla scena. Nessun incidente come dicevamo, se non una scaramuccia all'interno dello stadio ad inizio partita, quando un bel gruppetto di napoletani scanza gli stewart nella parte bassa del settore e si avvicina al vetro che li separa dalla nord con lancio di oggetti ed insulti a raffica, subito emulati dai romanisti che non restano a guardare. Una scena un po' retrò, di cui non è certo corretto e bello compiacersi ma sulla quale mentirei se dicessi che mi ha fatto indignare. Lo dico chiaramente: finché non si mette in mezzo nessuno, finché non si alzano le mani o tanto più lame e spranghe, per me il calcio è anche questo.

Come dicevamo Udine sará fondamentale per questa Roma fin qui perfetta. Chi può vada quindi, è vero che è un pelo lontana ma la cittá è ospitale così come i suoi tifosi, da tempo legati ai giallorossi da una vaga amicizia che in passato è stata anche gemellaggio. Questa magica alchimia non va interrotta e la capolista ha bisogno di noi. Fatece largo quindi, e daje sempre!





TORO LOCO. 
di Gianluca Danese

Foto ripresa da: http://cdn.blogosfere.it

Occasionissima persa per l'Inter che al 90' già assaporava una vittoria che, rimasti in dieci per tutta la gara, sembrava impossibile conquistare. Dopo Cagliari  e Roma ecco l'ennesima beffa e così ci siamo portati a casa soltanto 2 punti sui 9  disponibili e tante recriminazioni.
L'Inter si presenta a Torino ancora senza Campagnaro (assenza pesantissima senza di lui gli altri sbandano troppo e Rolando non sembra essere proprio all'altezza) Milito e Alvarez, torna Jonathan e solito 3-5-1-1 con Kovacic dietro Palacio.
Inizio shock dell'Inter e Toro scatenato nei primi 5 minuti di gara soprattutto sull'asse Farnerud-Cerci con il funambolo di Velletri che colpisce prima un palo clamoroso e poi si procura un rigore con cartellino rosso per fallo di Handanovic (troppo severo il rosso sig. Doveri...). Fuori Kovacic per Carrizzzo che neutralizza il penalty dello stesso Cerci .
Dopo lo sbando iniziale l'Inter cerca di ricompattarsi e dopo un po' di fatica prova anche ad essere pericolosa con Taider e Guarin, ma al 20' ancora una triangolazione dalle parti di Rolando porta Farnerud a colpire per l'1-0.
La partita continua confusa,nervosa e spezzata dai falli.
Al 45' da una mischia su corner Guarin tira fuori una rovesciata degna di Mark Lenders. 1-1 e fine primo tempo.

Nella ripresa il Toro si presenta con una punta in più (Immobile) con Cerci più largo a destra, e questa volta le percussioni sull'asse Cerci-D'Ambrosio mandano in palla Nagatomo e Juan e al 54' Immobile dopo un tiro rimpallato del velletrano trova il gol del 2-1 con una parabola che si infila sul lato destro della porta.
Sembra il colpo del ko ma un minuto dopo, su lancio di Guarin, c'è la frittata della difesa granata che consente a Palacio di appoggiare comodamente di testa per il 2-2.
Mazzarri capisce che non bisogna arretrare ma cercare di vincere così entra Belfodil per Taider che si piazza sulla fascia destra.
La partita è viva e con ritmi altissimi, continui capovolgimenti di fronte e tutti gli uomini in campo lottano ai limiti del regolamento.
Al 71' Belfodil scappa sulla fascia e dal fondo spara in mezzo dove Palacio in scivolata si fa trovare pronto: clamoroso e memorabile 2-3.
Il Toro non ci sta e spinge a testa bassa.L' Inter è stanca e perde lucidità,commette l'errore di arretrare regalando stupide punizioni dal limite.Proprio su una di queste, al 90', nasce il pari: Bellomo calcia verso la porta dal vertice sinistro con una stranissima parabola che si infila sotto al "sette" alla sinistra di un colpevole Carrizzo che guarda la bola entrare.

Tirate tutte le somme il pareggio è giusto anche se non accontenta nessuno. Male la difesa  anche e soprattutto nei primissimi minuti; male sugli esterni troppo spesso infilati. Grande Palacio, ritrovato Guarin e ottimo Belfodil che ha fatto cambiare ritmo alla partita. Peccato per i 3 punti che vista la classifica servivano come il pane per non perdere contatto con le altre. Sabato a San Siro arriva il Verona con il vento in poppa; sarà un'altra dura battaglia e speriamo almeno di recuperare gli infortunati poiché l'Inter, qest´anno, non può permettersi assenze.


A tutta Serie A
La 8° Giornata
di Marco Cadin

Foto ripresa da: vocegiallorossa.it

    Il solco è tracciato: la capolista ha sfruttato a dovere il doppio scontro diretto dell’ottava giornata, portando a cinque punti il divario con le seconde. La Roma continua a sorprendere per gioco, continuità ed un assetto difficilmente scardinabile dagli avanti avversari. Finora ha avuto anche il contributo di una buona stella, ma l’infortunio di Totti ci dirà qualcos’altro sulle risorse a disposizione di Garcia. Le seconde Napoli e Juventus incappano nelle prime sconfitte in campionato, mostrando un fiato corto inaspettato nel mese di ottobre. Probabilmente le preoccupazioni derivanti dalla Champions League stanno distraendo un po’ troppo le favorite della vigilia. Solo il tempo darà i suoi verdetti, infondo mancano la bellezza di trenta partite, quasi come un campionato degli anni ’80.

    Nell’atipica cornice del venerdì sera, un Olimpico stracolmo ha accolto l’incontro di vertice tra Roma e Napoli. I giallorossi si sono imposti per 2-0, al termine di una partita equilibrata ed intensa fino a metà del secondo tempo. La prima frazione di gioco ha visto l’alternarsi di occasioni non concretizzate: errori solitari di Gervinho e Pandev soli davanti agli estremi difensori avversari, palo esterno di Insigne e due belle conclusioni dalla distanza di Strootman e Pjanic. E’ proprio il bosniaco a spezzare l’equilibrio con una magistrale punizione sotto l’incrocio al 49°, caricandosi la squadra sulle spalle nel momento dell’uscita di Totti per guai muscolari. Nella ripresa il Napoli ci prova, ma due pali esterni di Inler e Hamsik negano il pareggio. Al 71° si chiude il match: l’arbitro concede il rigore alla Roma ed espelle Cannavaro per una presunta trattenuta su Borriello. Il fallo a mio avviso non c’era, poiché lo strattonamento era reciproco, ma la decisione di Orsato permette a Pjanic di bissare il vantaggio. Una Roma bella, concreta e fortunata resta a punteggio pieno, mentre un Napoli inconcludente non può privarsi del bomber Higuain in uno scontro diretto.

    Il Cagliari festeggia il ritorno al Sant'Elia battendo 2-1 il Catania. Il goal in avvio aveva illuso gli etnei, Berghessio aveva staccato più in alto di tutti, sfruttando un cross dall'angolo. La furia sarda aveva portato il veloce pareggio di Ibarbo, che con una conclusione ravvicinata, ma molto defilata,  aveva superato il portiere ospite. Poco dopo Legrottaglie si faceva espellere stendendo Ibarbo, ma il colombiano si faceva respingere il penalty. La pressione Cagliaritana veniva premiata solo all'83º, quando il fresco Pinilla trovava da due passi il goal decisivo. De Canio sostituirà l'esonerato Maran: come al solito il mondo del calcio non ha memoria e riconoscenza...

    Il Milan respira superando di misura l'Udinese. Partita scialba, povera di occasioni, la leggera prevalenza in zona d'attacco ha premiato la squadra rossonera, seppur priva di Balotelli. Robinho e Matri hanno sprecato malamente l'occasione per parte e se non fosse stato per un tiro dal limite di Birsa al 22°, il match si sarebbe potuto concludere sul pari. Il ritorno di Kaka lascia qualche flebile speranza per il futuro. Per l'Udinese è notte fonda: quarta sconfitta consecutiva in trasferta.

    L'Atalanta batte la Lazio 2-1, conquistando tre punti basilari per la salvezza. Match poco emozionante nel primo tempo, sbloccato al 41° da un bel rasoterra di Cigarini. Nella ripresa la Lazio offre una timida reazione, che tuttavia frutta il pareggio in mischia del giovane Perea (53°). Inquietante l'imbalsamata difesa orobica. Nel finale Denis si incunea nella linea difensiva biancoceleste ed insacca dopo aver saltato Marchetti. La Lazio conferma il rendimento abulico in trasferta, figlio di un atteggiamento molle ed inconcludente. Si parla di un Petkovic in bilico, ma a un esonero ad opera di Lotito non crede nessuno.

    La Fiorentina rilancia le sue ambizioni con una vittoria di rimonta sulla Juventus. Partita dai due volti, per un'ora dominata dai bianconeri e per l'ultima mezzora ribaltata come un calzino. Il primo tempo si chiude sullo 0-2 per i goal su rigore di Tevez e di Pogba. L’argentino realizza un rigore da lui stesso guadagnato, mentre il francese insacca facilmente dopo il goffo assist di Quadrado. Nel secondo tempo il risultato viene riaperto da un rigore generoso concesso ai viola e realizzato da Rossi. Poco dopo Pepito bissa con una conclusione da fuori area, occasione in cui Buffon conferma i suoi problemi di vista. Joaquin e di nuovo Rossi completano la rimonta, segnando il 4-2 finale. La Juve non prendeva quattro goal da diversi anni, aveva già la testa a Madrid?

    Il Verona conquista un meritato quarto posto, superando per 3-2 il Parma. Partita frizzante in cui le due squadre hanno cercato costantemente il successo. Nel primo tempo l'Hellas non ha saputo capitalizzare il goal iniziale di Cacciatore, facendosi rimontare dalle reti di Parolo e Cassano. Nella ripresa le leggerezze di Cassani regalano due penalty al Verona, trasformati da Jorginho.

    Il ritorno di Gasperini ha il sapore dolce della vittoria per i grifoni. L'avvio rossoblu è fulminante: gran colpo di testa di Gilardino che sblocca il risultato. Un buon Chievo ha la forza di pareggiare all’inizio della ripresa, quando Pellisier serve Bentivoglio per il comodo pareggio. La gioia clivense dura solo due minuti, infatti la dea bendata decide di premiare i genoani: una ribattuta del portiere sbatte sul fondoschiena di Gilardino, finendo in rete. Sannino sente aria di esonero.

    Livorno-Sampdoria 1-2: i doriani si risollevano con una sorprendente vittoria in trasferta, scaturita da scellerati falli da rigore commessi dagli ingenui difensori livornesi. Eder e Pozzi non si sono fatti pregare, permettendo a Delio Rossi di sorridere, dopo tante amarezze. La rete di Siligardi ad inizio ripresa, momentaneo pareggio, ha fomentato le vane speranze degli amaranto. Terza sconfitta consecutiva per il Livorno, che ha già rovinato il buon inizio di campionato.

    Il Sassusolo coglie la sua prima storica vittoria in Serie A, vincendo 2-1 il match col Bologna. Le emozioni sono state tutte concentrate nel primo tempo, anche perché la pioggia incessante caduta nella ripresa ha pregiudicato lo svolgimento del gioco. Nei primi sedici minuti i neroverdi hanno sfoderato il loro uno-due, prima con Berardi (che conquista e realizza il rigore) e poi con Floro Flores (conclusione dalla distanza, sporcata da una deviazione). Diamanti ha cercato di trascinare i compagni, ma a parte il rigore realizzato al 34°, non ha combinato altro. Il Bologna si posiziona in una tristissima ultima e solitaria posizione in classifica.

    Rocambolesco 3-3 tra Torino e Inter al termine di un incontro in cui i nerazzurri possono dare sfogo a legittime recriminazioni. Gli interisti sono rimasti al 4º in dieci uomini a causa dell'espulsione di Handanovic: il contrasto con Cerci porta un rigore dubbio e un'espulsione eccessiva. L'ex romanista fallisce la trasformazione, ma il vantaggio arriva più tardi con un bel diagonale di Farnerud. Allo scadere del tempo Guarin trova il pareggio con una fantastica rovesciata. Il toro non si smarrisce ed il neo entrato Immobile realizza il secondo goal con una stoccata dal limite. L'Inter tira fuori le unghie, il furbo Palacio sfrutta le incertezze di Padelli e l'assist di Guarin per ottenere il vantaggio. Quando tutto sembra finito, il subentrato Bellomo realizza il pareggio finale con una grande punizione nel sette da posizione defilata, in cui Carrizo non è esente da colpe. Inter doppiamente beffata ad inizio e fine partita.