lunedì 28 ottobre 2013

Fußball Total numero 9°

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N°9 - Ottobre 2013 
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin e del sottoscritto 
David Rodinó


A tutta Bundesliga
9° e 10° Giornata
di David Rodinó

Foto ripresa da: http://www.sport.de

Mi scuso con gli affezzionati lettori del blog per l´assenza della mia rubrica sulla Bundesliga della settimana passata. Ho avuto problemi con la connessione internet da Martedí 22 fino a Lunedí  28 Ottobre. Ieri, nel primo pomeriggio, il mio router improvvisamente ha ricominciato a funzionare e l´incubo di un´altra serata all´Internet-caffé si é trasformata nel sogno di poter nuovamente scrivere a casa mia, tra le mie mura amiche.

La nona giornata della Bundesliga tedesca stagione 2013 – 2014 si è aperta venerdì 18 ottobre e si é conclusa domenica 20 ottobre . Nelle sfide  non ci sono stati grandi stravolgimenti nè in termini di classifica nè in termini di pronostici e di aspettative.
Infatti tutte le squadre di testa hanno vinto, consevando così invariato il distacco tra loro. Primo risulta ancora il Bayer di Monaco allenato da Bep Guardiola che ha avuto ragione per 4 – 1 in casa dell’abbordabile Mainz; il Borussia Dortmund ha mantenuto il passo, pur senza fare sfracelli, vincendo per 1 – 0 contro l’Hannover. Anche il Bayern Leverkusen, al momento terza forza del campionato tedesco, ha vinto in trasferta contro l’Hoffenheim per 1 – 2, grazie anche al gol fantasma di Kießling. (http://www.youtube.com/watch?v=AxekQcBH3pc )
Il distacco tra le prime tre in classifica ed il successivo blocco, capeggiato dall’Herta Berlino è decisamente importante: ben sette punti passano tra il Leverkusen e l’Herta, cosicchè potremmo già affermare che le gerarchie nel campionato teutonico appaiono sia chiare che abbastanza consolidate.
Gli incontri più interessanti della decima giornata della Bundesliga tedesca 2013-2014 si sono tenuti sicuramente sabato 26 ottobre, anche se i risultati erano stati tutti “confermativi” dei pronostici e nulla di nuovo era accaduto nei piani alti della classifica, sempre dominata in sequenza da Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Bayer Leverkusen.
Domenica 27 ottobre 2013 erano in programma solo due posticipi che hanno chiuso così la decima giornata; l’Amburgo ha avuto facilmente ragione del Friburgo, sebbene in trasferta, per 0 – 3; mentre il Borussia Mönchengladbach ha schiantato 4 – 1 l’Eintracht Francoforte.
Dopo 10 giornate si puó gia´ tentare un resoconto sul campionato piú bello del mondo e lo faró paretendo dall´ultima della classe risalendo, come un tonno la classifica, fino alla prima.
18° Eintracht Braunschweig con 4 punti. La neopromossa ha iniziato malissimo ed apparte una buona dose di agonismo il gioco della squadra ha lasciato a desiderare. Il migliore fino ad ora é stato il centrocampista Karim Bellarabi, il peggiore l´attaccante Dennis Kruppke.
17° SC Freiburg con 5 punti. La sorpresa della scorsa stagione non ha ancora vinto una partita e sta pagando a caro prezzo il doppio impegno campionato-europaleague. Il migliore: l´attaccante Mike Hanke. Il peggiore: il difensore Günter Christian.
16° FC Nürnberg con 7 punti. Sette pareggi per la grande delusione della stagione in corso. Sará difficile quest´anno risalire la classifica. Il migliore: il portiere Raphael Schäfer. Il peggiore: l´attaccante ceco Tomas Pekhart.
15° FC Augsburg con 10 punti. Dopo un inizio di stagione entusiasmante la squadra bavarese sembra attraversare un lungo momento di appannamento. Il migliore: il centrocampista Daniel Baier. Il peggiore: l´attaccante Sascha Mölders.
14° Eintracht Frankfurt con 10 punti. La squadra che lo scorso anno aveva sfiorato la Champions League sta pagando come il Friburgo il doppio impegno campionato-europaleague. La rosa non é attrezzata a sufficienza per il doppio impegno e soprattutto in Bundesliga ne sta pagando le conseguenze. Il migliore: il portiere Kevin Trapp. Il peggiore: il centrocampista Johannes Flum.
13° Werder Bremen con 12 punti. La squadra guidata da Dutt segna molto poco (appena 9 reti) ma si difende con costrutto. Se proseguirá sulla strada intrapresa il Werder conquisterá una salvezza tranquilla. Il migliore: il portiere Sebastian Mielitz. Il peggiore: il difensore Gebre Sellasie.
12° Hamburger SV con 12 punti. I tifosi speravano in una stagione diversa ed entusiasmante ma l´Amburgo anche quest´anno dimostra di essere una squadra incostante e raffazzonata. Il migliore: l´attaccante Pierre Lasogga. Il peggiore: il centrocampista Petr Jiracek. 
11° FSV Mainz 05 con 13 punt. La squadra guidata da Tuchel centrerá anche quest´anno la salvezza esprimendo come al solito un gioco piacevole. Il migliore: il portiere Heinz Müller. Il peggiore: Nessuno
10° Hannover 96 con 13 punti. La squadra sembra ripercorrere le orme della passata stagione. Troppe incertezze difensive e poca luciditá nei momenti decisivi delle partite. Il migliore: il portiere Robert Zieler. Il peggiore: il difensore brasiliano Marcelo.
9° 1899 Hoffenheim con 13 punti. Squadra pazza! Miglior attacco e peggior difesa. Il migliore: il difensore argentino David Abraham. il Peggiore: Nessuno.
8° VfB Stuttgart con 13 punti. Dopo la cacciata del tecnico Labadia lo Stoccarda ha iniziato ad esprimere un gioco piú efficace e sta pian piano risalendo la classifica. L´obbiettivo di un ritorno in europa mi sembra peró irrealizzabile. Il migliore: il portiere Sven Ulreich. Il peggiore: Moritz Leitner
7° FC Schalke 04 con 14 punti. Lo Schalke prende tanti troppi gol, soprattutto in contropiede, per competere per le posizioni che contano. Il migliore: il centrocampista Kevin-Prince Boateng. Il peggiore: Felipe Santana
6° VfL Wolfsburg con 15 punti. La squadra della Volkswagen come una utilitaria sta raccimolando i punti necessari per un campionato tranquillo con ambizioni di un piazzamento per le competizioni europeee. Il migliore: il difensore Robin Knoche. Il peggiore: il difensore Timm Klose.
5° Hertha Berlin con 15 punti. I berlinesi sono la sorpresa della stagione. Con un gioco efficace e nonostante i tanti infortuni la squadra della capitale sta facendo parlare di se. Il migliore: il portiere Thomas Kraft. Il peggiore: Nessuno
4° Borussia Mönchengladbach con 16 punti. Se la squadra guidata da Favre giocasse solo tra le mura amica sarebbe invincibile. Purtroppo la metá delle partite in Bundesliga si giocano in trasferta dove il passo del Gladbach é a dir poco claudicante. Il migliore: il portiere Marc-André ter Stegen. Il peggiore: Nessuno
3° Bayer Leverkusen con 25 punti. Pochi avrebbero scommesso su un inizio di stagione cosí entusiasmante per gli uomini di Hyypiä. La lotta per il titolo ha trovato una nuova protagonista. Il migliore: il centrocampista Robbie Kruse. Il peggiore: Nessuno
2° Borussia Dortmund con 25 punti. Il gioco piú spettacolare della Bundesliga. Il tecnico piú esuberante del panorama europeo. Io credo che questo sará di nuovo un anno magico per i tifosi del Borussia. Il migliore: il jolly offensivo Marco Reus. Il peggiore: Nessuno
1° Bayern München con 26 punti. Guardiola ha capito subito che a Monaco di Baviera la parola d´ordine é vincere e restare al vertice. Ripetere il triplice sccesso dello scorso anno é un´impresa impervia ma ritengo che Guardiola si sia giá conquistato la sima dei dirigenti bavaresi. Il migliore: il centrocampista Toni Kroos. Il peggiore: Nessuno

La Nona Sinfonia
di Michele Sensini


Foto ripresa da: http://www.insideroma.com

Le vittorie sofferte sono le più belle, non c'è dubbio. Se poi coincidono con il record di nove partite vinte su nove sono fantastiche e, come ha detto il capitano, che ha sofferto come noi lontano dal campo, questa squadra ha 'due palle così'. La vittoria è tutta di Garcia questa volta: orfano di coloro che fino ad ora hanno dato una marcia in più alla capolista (Totti e Gervinho), il condottiero giallorosso è stato capace di leggere al meglio la partita nel momento in cui i giochi si stavano complicando per l'espulsione di Maicon, complice anche l'Udinese, brava a guastare il gioco quando il pallino è stato nelle mani dell'avversaria ma assolutamente incapace di inferiere quando era il momento di approfittarne. La Roma spara un acuto sul campionato con la vittoria al Friuli, campo in cui nessuno, da più di un anno, aveva fatto bottino pieno. Il calendario ora sembra favorevole a quella che ormai è la Roma dei record ma attenzione, è proprio con le 'piccole' che bisognerà dare il massimo, tenendo bene a mente i tanti punti persi nelle passate stagioni, quando i giallorossi sono inciampati più volte in partite solo apparentemente abbordabili. A partire già da giovedì sera, quando all'Olimpico arriverà l'ultima in classifica: nessuna pietà quindi, perché la posta in gioco sale partita dopo partita. 


La partita. Una Roma meno attenta del solito subisce l'Udinese per tutto il primo tempo. Un ispirato Muriel fa impazzire i giallorossi, salvati prima dal palo poi da un mezzo miracolo di Castan sul pallonetto con cui Gabriel Silva era riuscito a beffare De Sanctis. Solo le fasce funzionano nella Roma, con Balzaretti che va al cross per Borriello - debole e poco angolata la conclusione dell'attacante romanista - e Maicon che si propone spesso tenendo sempre la difesa bianconera in apprensione. Mancano troppo, però, le incursioni di Gervinho, e Florenzi non è brillante come al solito; Borriello fa un gran lavoro ma non riesce a far salire i centrocampisti come solo Totti sa fare. Se ne va il primo tempo quindi, con la Roma che per la prima volta in stagione non da quella sensazione di controllo e superiorità che aveva dato sin ora. Nel secondo tempo i giallorossi appaiono più ordinati e attenti, rischiano di meno senza però trovare soluzioni per scardinare l'attenta difesa di Guidolin. La partita è meno intensa ora, fin quando Maicon si fa ingenuamente espellere. Entra quindi in gioco il tattico, che ridisegna la difesa e lascia Ljiaic da solo a fare reparto d'attacco: la squadra si accorcia e il serbo entra finalmente in partita. Paradossalmente, in dieci contro undici, la Roma trova le misure e l'Udinese abbassa la cresta, dovendo imporre un gioco che forse ancora non ha. Alla prima ripartenza, impostata da un De Rossi sempre più leader (capitan birretta è solo uno sbiadito ricordo, come tutti speravamo), la banda Garcia colpisce: ci pensa Bradley, buttato nella mischia a far mucchio a centrocampo e a fare l'incursore che, puntuale come la morte, sigla la nona sinfonia giallorossa. Esplodono i quattromila romanisti giunti a Udine, esplode la panchina, esplodono i giocatori in campo, esplode mezza Roma davanti ai teleschermi. Rimane solo il tempo per far rosicare Pinzi, come se non bastasse la goduria che già stiamo vivendo. Tre punti che contano molto di più di quelli che sono, come dichiarerà Garcia a fine partita.


Gli spalti. Bello stadio quello di Udine, stadio amico che accoglie da sempre molto amichevolmente i romanisti. Attualmente è però monco, a causa di un restauro che stenta a decollare, quindi il colpo d'occhio è quello che è: la curva dei sostenitori friulani è chiusa in attesa di essere demolita e la parte calda del tifo è ospitata dalle due tribune. Coloratissimo e gremito è, invece, il settore ospiti con più di quattromila romanisti giunti a sostenere la capolista. È grande gioia all'ottantesimo e lo sarà anche più al triplice fischio di Bergonzi: come al solito i ragazzi di Garcia salutano con corsa sotto al settore e degni di nota sono il tuffo di Capitan De Rossi - che suscita l'incontrollata ilarità dei compagni di squadra - e la 'botta da matto' di De Santis che impazzisce attaccato alla rete come il più coatto degli ultrà. Memorabile. Bagno di folla a Fiumicino e cori da stadio dei giocatori, prima in aereo - come documentato dalla foto che Borriello posta su twitter - poi nel pullman che dall'aeroporto riporterà i giocatori a trigoria in tarda serata: bellissimo il video postato da Skorupski nel suo profilo facebook, con la squadra attorniata dai tifosi che intona un fantastico 'e se ne va, la capolista se ne va...'. Grandissimi, come tutti noi! 


Finalmente la Juve
di Emiliano di Calogero

 
Foto ripresa da: http://www.ilsecoloxix.it

Una partita giocata come la Juventus negli anni precedenti ci aveva abituato ovvero tanto pressing, squadra alta e tanto furore agonistico. Lo scivolone con la Fiorentina e l'immeritata sconfitta con il Real Madrid hanno finalmente fatto tirare fuori gli attributi alla squadra bianconera che, almeno con il Genoa, sembra aver ritrovato "la fame" che l'ha contraddistinta negli ultimi campionati. I bianconeri hanno condotto la partita giocando quasi esclusivamente nell'area avversaria e hanno costretto il Grifone ad un match di contenimento sotto le percussioni della coppia d'attacco, Tevez e Llorente, apparsa in grande forma e crescente sintonia. Lo spagnolo, rinvigorito dal gol a Madrid, è apparso convincente e, pur non segnando, ha partecipato alla manovra offensiva della squadra dialogando bene con i compagni e tenendo alta la squadra. La partita è stata archiviata nel primo tempo con le reti di Vidal su rigore per fallo su Asamoah (difficile da giudicare ma avviene fuori area) e gol di Tevez che salta un avversario e brucia il portiere. Se i bianconeri riusciranno a mantenere questa intensità e questa attenzione potranno realmente ambire al terzo scudetto consecutivo altrimenti, vista anche la forza e la costanza delle contendenti Roma e Napoli, sarà dura. 


TRI ANGOLO SCALIGERO
di Gianluca Danese

Foto ripresa da: http://www.tuttosport.com

Vittoria abbastanza agevole quella dell'Inter sul Verona. Un 4-2 in scioltezza, con qualche patema dopo il 2-1, in una partita che si presentava difficile poichè a San Siro arrivava un Verona in grandissima forma,con il vento in poppa e con un punto in più dei neroazzurri. 

Nel solito 3-5-1-1 di Mazzarri di partenza torna Alvarez a supportare Palacio, Rolando per Campagnaro ancora fermo ai box (la sua assenza si farà sentire ancora perchè da quando si è infortunato la difesa fa sempre acqua ed è sistematicamente in difficoltà nei cross, nelle infilate, negli 1 contro 1 e nelle palle inattive); Kovacic per Taider e Carrizzo per Handanovic squalificato.
Da palla inattiva e nello specifico dai calci d'angolo l'Inter costruisce questo successo e lo fa praticamente da subito grazie soprattutto alle invenzioni di Alvarez e la caparbietà di un immenso Palacio: al 9' corner di Cambiasso per Jonathan che appena dentro l'area spara al volo verso la porta trovando la deviazione di un difensore per l'1-0; al 12' corner di Alvarez, mischietta in area e Palacio corregge per il 2-0.
Il Verona comincia a riprendersi dopo la mezz'ora e guadagna un po' di campo così al 32', complice un obbrobrio di Juan Jesus e Ranocchia l'uno in balìa dell'altro, Toni apre un varco per Martinho che si trova a tu per tu con Carrizzo e lo infila per il 2-1.
A togliere le castagne dal fuoco ci pensa al 38' Cambiasso che ribadisce in gol una deviazione di Guarin dopo una grande azione di Nagatomo che aveva colpito un palo.
L' Inter chiude al 56' dopo l'ennesimo corner di Alvarez e la seguente mischietta in area piccola dove Rolando trova il tap in per il 4-1.
Il Verona prova a riaprire la partita e al 71' Toni (grande partita la sua) difende palla e scarica per Romulo che fa 4-2 (ancora Ranocchia e Juan Jesus fanno la figura dei polli).
Poi girandola di cambi e partita che arriva con pochi sussulti al 90'.

Da segnalare i soliti orrori arbitrali: questa volta è il sig. Celi e collaboratori che scontentano tutti annullando un gol regolare di Palacio per fuorigioco quando si era ancora 3-1, e un altro regolare di Toni che avrebbe riaperto sul 4-3 con ancora qualche minuto da giocare. In più 6 ammoniti e 2 espulsi in una partita che di cattivo aveva ben poco.

Dunque vittoria agevole grazie soprattutto agli episodi che questa volta hanno favorito la squadra di Mazzarri. Palacio, Cambiasso e Alvarez tra i migliori come al solito, bene questa volta gli esterni con Jonathan scatenato, male la difesa che dà sempre l'impressione di essere in difficoltà; male Kovacic che non riesce a trovare una collocazione all'interno della squadra. Tre punti importanti per non perdere contatto con le prime e martedi sera anticipo a Bergamo, trasferta difficile e pericolosa ma la squadra ci fa ben sperare.


A tutta Serie A
La 9° Giornata
di Marco Cadin



Da Napoli a Torino, passando per Firenze e Milano, tutti credevano fosse la settimana giusta...quella della rottura dell'incantesimo. Eccezion fatta per il naufragante Milan, tutte le big avevano svolto bene il loro compito ed attendevano il cadavere della capolista sulla riva del fiume. I giallorossi, spuntati dei migliori attaccanti ed in 10 uomini, hanno detto ancora no, trovando la forza per il goal che lascia tutto immutato. I nove punti in cui sono racchiuse le prime cinque squadre fanno sperare in un campionato lungamente combattuto.

Sampdoria e Atalanta hanno aperto la nona giornata, nella sfida salvezza del sabato. I doriani si sono imposti di misura, cogliendo il secondo successo consecutivo. Dopo un primo tempo in cui gli orobici hanno condotto le danze, sfiorando più volte il vantaggio con Denis, nella ripresa sono stati i blucerchiati ad imporre il proprio gioco. Al 56º è arrivato il goal partita di Mustafi, il quale ha colpito di testa un cross dall'angolo. Inutile l'intrepido tentativo di salvataggio di mano di Cigarini. Il fallo da dietro di Nica su Eder ha causato l'espulsione del bergamasco, spegnendo le residue speranze di pareggio.



Nel saturday night, l'Inter si è imposta sul Verona per 4-2, raggiungendo il quarto posto in classifica. Match chiuso nei primi 12 minuti, grazie a due calci d’angolo ben capitalizzati: prima Johnatan, con una gran botta deviata da Moras, e poi Palacio con una rete rocambolesca. Alla mezzora una sponda di Toni apre la strada al goal di Martinho, ma sei minuti dopo Cambiasso ristabilisce il doppio vantaggio, deviando in rete una conclusione imprecisa di Palacio. Al 56º arriva il quarto goal nerazzurro ad opera di Rolando, che spinge in rete con un comodo tap in il solito cross proveniente dal corner. Il super Toni di giornata non si arrende ed offre l'assist del secondo goal veronese a Romulo. Poco dopo l'ex bavarese si vede annullare ingiustamente la rete, che avrebbe coronato nel modo migliore una prestazione da incorniciare. L'Inter ritrova la vittoria dopo tre turni e guarda con fiducia allo sbarco di Thohir.


La domenica si è aperta con il successo del Napoli sul Torino per 2-0. Prova spenta dei granata, mai in grado di impensierire Reina. I partenopei passano grazie a due rigori (14º e 32º) realizzati da Higuain. Il primo concesso giustamente per un atterramento di Martens, mentre il secondo punisce un fallo di mano involontario (braccio attaccato al corpo). Il Napoli non ha giocato male, ma non ha saputo dare la mazzata finale ad un Torino privo di rabbia agonistica. Hamsik e Cerci non pervenuti.

La Roma passa là dove nessuno aveva vinto nell'ultimo anno, espugnando di misura il campo dell'Udinese. I giallorossi schierano per necessità la coppia Ljajc-Borriello, ma nel primo tempo soffrono le scorribande avversarie. Al 3º Muriel centra il palo con un bel diagonale e più tardi Castan salva il risultato con una rovesciata sulla linea.  A metà ripresa Maicon viene espulso per un secondo giallo molto ingenuo. Garcia si copre togliendo Pjanic e Borriello per Marquinho e Bradley, scelte premiate dal goal partita all'82º. Strottman ottiene palla al vertice di sinistra dell'area e serve l’accorrente Bradley, che dal limite piazza un piatto vincente. Nono successo consecutivo per la Roma nei primi nove turni, eguagliata la Juve di Capello.

Juventus-Genoa si è conclusa sul 2-0 per i padroni di casa. I bianconeri hanno finalmente ritrovato le chiavi del gioco e dell’intensità agonistica, che nelle ultime due stagioni hanno fruttato nuovi titoli in bacheca. Dopo un’occasione sprecata da Llorente ed una poderosa traversa di Vidal, al 23°, arriva il vantaggio ad opera del cileno su rigore. Non sfugge che il fallo di Biondini su Asamoah sia avvenuto di un palmo fuori area. Tevez raddoppia tredici minuti dopo, sfoggiando un fulmineo dribbling secco e diagonale vincente in piena area. Bianconeri un po’ spreconi, che con le molte occasioni create avrebbero potuto arrotondare il punteggio, ma i tre punti fanno morale dopo le due sconfitte dell’ultima settimana.

Il Parma si impone sul Milan per 3-2, al termine di un match senza fine. Rossoneri che recitano il copione della stagione in modo accademico: primo tempo inguardabile e ripresa di rimonta, ma stavolta la festa è tutta a base di prosciutto e parmigiano. Biabiany è una spina nel fianco sulla fascia destra, due sue incursioni sono il preludio del 2-0 del primo tempo. Parolo e Cassano, autori delle reti, dialogano in modo perfetto e mettono “Costantemente” in imbarazzo la retroguardia rossonera. Nella ripresa Allegri suda freddo sulla traversa di Gargano e decide di escludere Poli e Balotelli, in virtù di Kaka e Matri. L’ex juventino segna il suo primo goal con la nuova maglia, grazie ad un diagonale che sorprende Mirante. Il Parma subisce il colpo e in un battito di ciglia subisce il pareggio, quando Silvestre è pronto a ribadire di testa una traversa colpita da Zapata. Un molto attivo Kaka sciupa il goal vittoria e come spesso vuole il calcio, il Parma trova il colpo per beffare i milanisti. Al 90°, una poderosa punizione di Parolo da tre quarti campo s’infila alla destra di Gabriel, grazie ad un insperato sfaldamento della barriera. La difesa da zona retrocessione dei rossoneri non permette voli pindarici pensando al futuro.

La Fiorentina espugna il campo del Chievo, con un bel 2-1. Padroni di casa in vantaggio già al 13°, grazie ad il colpo di testa di Cesar. Poco dopo, Thereau ci riprova con un’azione in fotocopia, ma stavolta l’incornata si spegne a lato. Sul finire di tempo sale in cattedra Cuadrado e per i viola si accende la luce. In seguito ad una sgroppante cavalcata in contropiede, il colombiano coglie il pareggio. Nella ripresa Rossi & co mettono pressione sui clivensi, grazie al loro superiore tasso tecnico e al 64° arriva il goal partita. Cuadrado infila Puggioni, dopo un triangolo con Pepito nazionale. I viola rimangono a braccetto con i nerazzurri, mentre i veronesi scalano in ultima piazza.

Lo scontro salvezza del Dall’Ara ha visto prevalere il Bologna di misura sul Livorno. Dopo un colpo di testa di un soffio alto effettuato da Paulinho, è Crespo a portare in vantaggio gli emiliani. Lo spagnolo si tuffa in area piccola in compagnia di due avversari e spinge in qualche modo in rete il cross basso di Cech. Il resto della gara non offre molti spunti, se non la volitiva, quanto sterile, prova di Diamanti. Il Bologna lascia l’ultimo posto, mentre il Livorno incassa la quarta sconfitta consecutiva.

Catania e Sassuolo si dividono la posta, in un pareggio a reti bianche che non soddisfa nessuno. Gli etnei si sono presentati al loro pubblico sotto la nuova guida tecnica di De Canio, che in questa prima occasione non ha apportato grossi benefici al gioco siculo. Il Catania ha spinto molto nella prima frazione, sfiorando la rete con il colpo di testa di Plasil e i tiri alti di Almiron e Berghessio. Il Sassuolo si è difeso con ordine e nel secondo tempo ha sfiorato più volte il colpaccio, beneficiando del calo fisico etneo. A parte un diagonale di poco a lato di Schelotto, va segnalata un’occasione d’oro per Zaza: errore a porta vuota, dopo aver saltato il portiere Andujar. Le due squadre restano in zona retrocessione.

Il posticipo ha visto la Lazio battere 2-0 il Cagliari. Scialbo il primo tempo dei biancocelesti, mai pericolosi e preoccupati dalle pericolose discese di Sau e Ibarbo. L'ingresso di Klose nella ripresa cambia il match e già al 52º arriva il vantaggio con una schiacciata di testa su cross di Candreva. Due minuti dopo, un affondo del tedesco viene fermato con una mano: inevitabile la concessione del penalty, da cui la realizzazione di Candreva. Perea e Klose falliscono il comodo 3-0, mentre il Cagliari si rende pericoloso solo con le solite punizioni di Conti. La Lazio trova tre punti scaccia crisi, lasciando in panchina il capro espiatorio Hernanes.