sabato 2 novembre 2013

Fußball Total! Special Editio n°10

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N°10 - Novembre 2013 
Edizione speciale
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin e del sottoscritto 
David Rodinó


A tutta Serie A
La 10° Giornata
di Marco Cadin

Foto ripresa da: http://www.suedtirolnews.it


Il dieci è un numero tondo, sinonimo di completezza e  perfezione. La Roma ha legato il suo nome a questo numero, stabilendo un record fatto di dieci vittorie e altrettante vittime lasciate sul campo. Tutto ciò resterà nella storia, anche se prima o poi le più attese favorite dovessero mettere la freccia del sorpasso. Juve e Napoli non mollano e saranno sempre lì, forti della loro qualità e di successi non facili, come quelli dei partenopei.
La Roma non ferma la sua corsa, vincendo di misura sul Chievo. Il match testa-coda poteva far presagire ad una goleada, ma le pesanti assenze dei giallorossi ne hanno  pregiudicato il rendimento. Il Chievo si è difeso arroccandosi in difesa, rinunciando in modo totale alla fase offensiva. I giallorossi hanno costruito una paziente tela, infruttuosa per 68 minuti, ma che alla fine ha portato al goal partita di Borriello.  Fondamentale l'assist di Florenzi, subentrato nella ripresa. Roma, dunque, non esaltante, ma in questo momento di panchina corta coglie tre punti d'oro.

Nell’anticipo di martedì, Atalanta e Inter si sono divisi la posta pareggiando 1-1. Partita molto intensa per quanto riguarda i ritmi di gioco, con le due squadre che hanno cercato vanamente di prevalere l’una sull’altra. Nel primo tempo, dopo un colpo di testa di Canini salvato sulla linea da Guarin, arriva il vantaggio interista. E’ il 16°, quando Alvarez stoppa con classe un assist aereo di Palacio ed insacca con un tiro che passa sotto le gambe di un difensore avversario. La reazione orobica non si fa attendere e dieci minuti dopo è Denis ad incornare un pallone, che con una parabola imprendibile supera l’incolpevole Handanovic. Nella ripresa l’Inter prova più volte a superare Consigli con le iniziative di Alvarez e del subentrato Icardi (clamoroso palo al 73°), ma è l’atalantino Yepes a sfiorare il vantaggio facendosi respingere da Carrizo un facile tapin. Mazzarri rimpiange le mancanze di cinismo e dell’assente Milito, ma tutto sommato il pari è giusto.
Davvero avvincente il big match del decimo turno, in cui il Napoli ha conquistato tre punti fondamentali sul campo della Fiorentina. Successo meritato da parte dei partenopei, che hanno interpretato l’incontro con grande personalità. Ai viola non è riuscito lo scherzetto inflitto alla Juventus due turni fa e pagano un gioco meno fluido del solito, tutto incentrato sulle iniziative personali di Cuadrado e Rossi. I goal arrivano tutti nel primo tempo: al 12° è Callejon a colpire al volo un pregevole assist (pallonetto di esterno destro) di Higuain. Quando al 28° Fernandez spintona in area Savic, l’arbitro concede il calcio di rigore. Rossi non si fa pregare dal dischetto e riporta i viola in parità. Poco dopo Cuadrado scaglia un violento destro rasoterra, che si infrange sul palo, ma è il Napoli che ripassa avanti. Martens si inserisce in area e insacca con un preciso diagonale (36°), sfruttando magistralmente l’assist del solito Higuain. Nella ripresa si assiste alla sterile pressione dei padroni di casa, che tuttavia non sortisce gli effetti sperati. Maggio e Cuadrado trovano l’occasione per farsi espellere, assenze importanti nel prossimo turno.

Una Juventus senza pietà strapazza con quattro goal il malcapitato Catania. Partita senza storia, se si pensa che in novanta minuti gli etnei hanno effettuato solo un paio di deboli conclusioni con Berghessio. Bianconeri in vantaggio al 26°: il tiro di Vidal subisce una doppia deviazione prima di insaccarsi. Otto minuti dopo è Pirlo a trasformare una punizione dal limite, che i suoi piedi fatati fanno sembrare sin troppo semplice. Nella ripresa, un guizzo in area di Tevez porta il 3-0 (66°) e cinque minuti dopo c’è gloria anche per il “Ferrarista” Bonucci. La Juventus sembra aver ritrovato i ritmi dei tempi migliori, in attesa delle due sfide capitali con Real Madrid e Napoli.

I fischi di San Siro sotterrano un Milan deludente, che non va oltre l’1-1 con la Lazio. In realtà il primo tempo è stato dominato dai rossoneri, che si sono presentati in campo con il tridente Birsa-Kaka-Balotelli. Il brasiliano, che alla prima giornata avevo derubricato a figurina impolverata, ha offerto una prova esaltante, seminando il panico nella retroguardia biancoceleste. Il goal del vantaggio (55°) è una perla di Kaka: tiro a giro sotto l’incrocio, imparabile. La Lazio gela il Meazza al 72°, quando Ciani irrompe in area e schiaccia la palla in rete di testa. Solita dormita della retroguardia milanista. Klose e Candreva sfiorano la beffa, ma un punto in trasferta può bastare alla Lazio. Prova incolore di Balotelli, tartassato da arbitro e Cana, ma troppo nervoso.

Il Verona si insedia al quinto posto, battendo per 2-0 la Sampdoria al Bentegodi. Scaligeri padroni del campo, in grado di annichilire i doriani, provenienti da due vittorie consecutive. I due goal arrivano nel secondo tempo: al 51° rete di Gomez, che sfrutta a meraviglia una sponda aerea di Toni, mentre al 78° è lo stesso ex bavarese a segnare con un gran diagonale, dopo aver ciccato il primo tentativo.
Cagliari-Bologna 0-3 rappresenta la più grossa sorpresa del mercoledì sera. Il ruollino di marcia esterno dei rossoblu e l’assenza di Diamanti facevano presagire una sconfitta sonante in casa dei sardi. Al contrario gli emiliani hanno vinto con merito imponendo il proprio gioco e passando in vantaggio al 26° con Garics, che sfruttava una goffa respinta di Agazzi. Nella ripresa, l’espulsione di Murru ha facilitato il compito agli ospiti, capaci di infilare il Cagliari altre due volte: astuto anticipo di Konè e terzo goal di testa di Pazienza. Cagliari irriconoscibile, proprio ora che può sfruttare il fattore campo.

Genoa batte di misura il Parma, in una partita che non ha del tutto meritato di vincere. Al primo minuto i rossoblu hanno la grande occasione di passare il vantaggio con un penalty, ma Gilardino si fa respingere il rigore da Mirante. Più tardi Palladino (preferito ad Amauri) e Parolo falliscono due facili occasioni a tu per tu con Perin. Nella ripresa cambia musica e Gilardino incorna in rete un cross di Biondini (57°), facendosi perdonare l’errore del primo tempo. Un minuto dopo la terna arbitrale annulla il pareggio parmense per un inesistente fuorigioco, errore capitale che condiziona l’esito della gara. Nell’occasione era stato Mesbah a cogliere bene l’invito di Parolo. Il pari sarebbe stato il risultato più giusto, ma il calcio non è sempre giusto.

Livorno-Torino si è conclusa su un ecumenico 3-3. I granata assestano un doppio colpo in soli otto minuti, segnando con Immobile e Glik (entrambi bravi a sfruttare i puntuali cross di Cerci). Gli amaranto sono bravi a non perdersi d’animo e prima della fine del tempo riescono a pareggiare: prima Paulinho insacca un cross basso e poi Greco sfrutta un abile velo del brasiliano per superare Padelli. Al 63° il Livorno completa il sorpasso, quando Emerson scaglia un bolide da trequarti campo, che si insacca sotto la traversa. A tre minuti dal termine, Rinaudo compie la sciocchezza di giornata, colpendo la palla con la mano in piena area. Cerci realizza il rigore del definitivo tre pari. Le due squadre confermano pregi e limiti di questo inizio di stagione: esprimono un buon calcio, ma non sono abbastanza ciniche nel chiudere le partite.

L’Udinese coglie il primo successo esterno della stagione, superando il Sassuolo per 2-1. Già al 17° i friulani passano su rigore con Di Natale (penalty concesso per un atterramento di Basta ad opera di Ziegler). Il pareggio dei neroverdi non si fa attendere, Zaza anticipa lestamente Naldo e buca Brkic. Nella ripresa Muriel supera con un destro a giro dal limite dell’area il povero Pegolo. Il Sassuolo non si arrende, ma il tentativo di rimonta non viene coronato. L’eccessiva foga agonistica di Zaza gli costa l’espulsione, a causa di una pessima entrata su Gabriel Silva.

ACCIDENIS!
di Gianluca Danese

Foto ripresa da: http://www.melty.it

L'inter fa 1-1 a Bergamo contro l'Atalanta vera bestia nera dei neroazzurri negli ultimi anni.
Sotto una pioggia battente per tutta la partita e su di un campo pesantissimo, Mazzarri propone il classico 3-5-1-1 ma azzarda scelte che risulteranno controproducenti: stavolta a supporto di Palacio viene schierato l' oggetto misterioso Kovacic (trequartista? centrocampista centrale?…) mentre Alvarez arretra per svariare sul centro-destra; in difesa vista la persistente assenza di Campagnaro torna al centro Samuel per dare più sicurezza ad un reparto che sembra averla smarrita da un po'.

La partita all'inizio non è bella ma c'è grande intensità e le due squadre dimostrano di stare bene fisicamente con grande pressing e velocità. Al 10' Guarin toglie la palla dalla porta dopo un'indecisione di Handanovic dopo un piazzato.
Al 16' l'Inter va in gol: Jonathan si libera bene e mette in mezzo, grande sponda di testa di Palacio per Alvarez che controlla si gira e infila in rete.
L'Atalanta non ci sta e attacca a testa bassa e con grande velocità, il duo Moralez-Denis mette spesso la difesa in difficoltà; si soffre troppo, troppi angoli subiti, troppe palle perse; e proprio da una palla persa e un pasticcio di Nagatomo e Alvarez al 25' che nasce il pareggio: Moralez mette in mezzo dove Denis sovrasta alla grande Samuel e di testa insacca.
Nel secondo tempo non succede niente per un po' anche a causa della pioggia e del terreno pesante.
Al 62' Alvarez dopo un contropiede e una super serpentina mette seduto Yepes ma spara su Consigli.
Al 65' Mazzarri fa entrare Icardi per dare più peso all'attacco.
Al 72' Icardi in azione solitaria colpisce il palo pieno con un potente rasoterra e l'urlo di gioia degli interisti rimane in gola.
All'82 è però l'Atalanta a sfiorare il gol in mischia da calcio d'angolo ma Carrizzo (entrato per Handanovic infortunato) con il piedone stavolta fa il miracolo. Ci prova infine al 90' Alvarez con una botta da fuori che esce di poco.

Un mezzo passo indietro questo rispetto a domenica scorsa ma l'avversario era assai ostico, le condizioni atmosferiche erano pessime e, a mio avviso, Mazzarri oggi ha fatto scelte discutibili prima e durante la gara.
Malissimo Kovacic, male Guarin che pare sempre un incompiuto; malissimo ancora tutta la difesa Samuel compreso; malissimo gli esterni in copertura, un pochino meglio nella fase offensiva; bene come al solito Alvarez e Palacio anche se quest'ultimo sembra essere sempre troppo solo.
Domenica altra trasfertaccia: Udinese, altra bestia nera, e anche dall' infermeria non sembrano arrivare buone notizie...


Dieci e Lode!
di Michele Sensini

Foto ripresa da: http://www.maidirecalcio.com

Con la vittoria di ieri sera la Roma di Garcia è riuscita, in tempo di record, a lasciare già una traccia di sé negli annali del calcio italiano. Nessuno era mai riuscito a vincere le prime dieci partite della serie A italiana e - anche se qualcuno ha già rispolverato record dei primi anni dello scorso secolo relativi ad altri campionati di tutt'altra levatura - quella dei giallorossi è una vera e propria impresa, probabilmente destinata a restare inarrivabile per molti anni.
Le ultime, insidiosissime due partite hanno dimostrato che questa squadra non è perfetta ed invincibile ma il fatto che siano arrivate due sofferte vittorie da la misura della forza mentale del gruppo. È una squadra affidabile in ogni circistanza, anche se è evidente che tecnicamente le riserve non sono all'altezza dei titolari. Cinque punti sulle seconde e ben undici sui quarti: tirando le somme, a poco più di un quarto di campionato, diventa difficile nascondersi per tutti ora, tifosi, giocatori e società e soprattutto diventerà sempre più difficile vincere le partite, come ha dimostrato ieri sera il Chievo di Sannino.

La partita. Una Roma ridisegnata da esigenze di turnover e infortuni incappa nel miglior Chievo stagionale, attento e aggressivo in difesa e per nulla rinunciatario in attacco. Nel primo tempo non si va oltre un paio di tentativi da lontano di Marquinho, che interpreta il ruolo di esterno d'attacco senza mai cercare di allargare il gioco ma accentrandosi continuamente. Borriello si da molto da fare ma non incide sul match soprattutto perché non servito adeguatamente mentre Lijaic riesce a saltare l'uomo con facilità ma non trova mai né il varco per il tiro né l'assist illuminante. Così, come domenica contro l'Udinese, occorrerà attendere i cambi del tecnico del secondo tempo per sbloccare il match: entra Florenzi che trova subito la profondità, piazzando l'unica palla buona della partita nell'area piccola sulla quale si getta un implacabile Borriello trasformandola nel gol del delirio giallorosso. La solita, grande sicurezza difensiva a cui i giallorossi ci hanno ormai abituato, vacilla in occasione della mezza papera di De Santis, fortunatamente innocua per via del fuorigioco di Paloschi, atterrato con fallo da rigore di Benatia a gioco ormai fermo. Arrivano altri tre punti e un'altra grandissima prestazione di De Rossi che a mio avvisto sta dando vita alla miglior stagione della sua carriera, mai ricordato così continuo, così forte, determinante e trascinatore.

Gli spalti. Il Chievo è praticamente una squadra senza tifosi - le solite trenta presenze in Tribuna Monte Mario - e la scena è quindi solo per i giallorossi, accorsi in numero discreto ma non certo da sud America come ai bei tempi. Il tifo risente troppo dell'andamento della partita e, a parte i minuti inziali, la sud si scalda solo nel secondo tempo, quando capisce che è il momento topico della gara. Il gol fa tremare il vecchio impianto del Foro Italico e da li alla fine sarà torcida.
Neanche il tempo di festeggiare il record che la Roma sarà di nuovo in campo a Torino, contro una squadra ben costruita e ricca di individualità importanti, soprattutto in attacco. Servirà la Roma migliore per avere la meglio e siamo certi che sarà accompagnata ancora una volta da tanti tifosi, in una trasferta lunga e scomoda ma dal grande fascino.
Intanto dieci e lode a tutti, squadra e tifosi.