martedì 8 ottobre 2013

Fußball Total n°7

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N°7 - Ottobre 2013 
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin e del sottoscritto 
David Rodinó




A tutta Bundesliga
8° Giornata
di David Rodinó



Hannover-Herta 1-1

In un primo tempo contraddistinto da una alta dose di aggressivitá e da un livello tecnico molto basso il bel gol del difensore Schultz ha portato in vantaggio l´Hannover al 23° minuto di gioco. La ripresa ricomincia con il dominio dell´Hertha a causa di una tattica troppo difensiva da parte dell´Hannover. Nel momento in cui questo dominio andava scemando inserisce il tecnico dei berlinesi Wagner e Ronny sul terreno di gioco e proprio quest´ultimo, un minuto dopo il suo ingresso in campo, regala con una punizione di violenza inaudita il pareggio ed il sesto posto in classifica.

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Stoccarda-Brema 1-1

Lo Stoccarda avrebbe meritato i 3 punti e solo una straordinaria difesa del Brema e un poco di imprecisione degli attaccanti degli svevi non hanno consentito agli uomini guidati da Schneider di ottenere il punteggio pieno.
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Mainz-Hoffenheim 2-2


Le partite dell´Hoffenheim regalano sempre tanti gol ed emozioni quest´anno e cosí e´ stato anche in Mainz. Gli ospiti sembravano aver chiuso il match con un uno-due nei primi 22 minuti di gioco e controllando la partita fino agli ultimi 10 minuti senza problemi. Il rush finale é tutto a favore del Mainz che, prima accorcia con un bel gol di Choupo-Moting e poi pareggia allo scadere con una rete rocambolesca e fortunosa.
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Borussia Mönchengladbach-Borussia Dortmund 2-0

Si ferma a Mönchengladbach la cavalcata che aveva fino ad ora contraddistinto la stagione del Borussia Dortmund. Serata sfortunata per gli ospiti che hanno sprecato troppe occasioni. Il fallo da espulsione di Hummels che genera il rigore ed il conseguente 1 a 0 all´82° minuto cambia l´inerzia della partita a favore del Gladbach.

Schalke-Augsburg 4-1

Era partita meglio l´Augsburg che trova dopo dieci minuti un meritato gol del vantaggio. Pochi minuti dopo cambia il match a causa di una discutibile decisione dell´arbitro Marco Fritz che concede un rigore allo Schalke e lascia in dieci i bavaresi espellendo l´incredulo Klavan. Prince Boateng trasforma il penalty e per lo Schalke la partita si fa tutta in discesa anche a causa del contemporaneo crollo psicologico degli avversari. Il 4 ad 1 finale é giusto ma lo Schalke dovrá lavorare molto in allenamento per risalire la classifica.
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Wolfsburg-Braunschweig 0-2

Il Braunschweig rompe il ghiaccio all´ottava giornata e lo fa andando a vincere meritatamente in casa del Wolfsburg. Il successo é stato ottenuto grazie ad un gol per tempo e grazie ad una partita attenta in difesa e veloce in attacco. Il Wolfsburg con questa sconfitta scivola al 14° posto in classifica.
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Norimberga-Amburgo 0-5

Il Norimberga gioca alla pari solo i primi 15 minuti prima di essere surclassato da un Amburgo in grande spolvero. Lasogga con i suoi 3 gol si aggiudica il premio del miglior giocatore della partita ed aiuta la dirigenza del Norimberga nella decisione, giá nell´aria, di esonerare il tecnico Wiesinger.
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Friburgo-Francoforte 1-1

Davanti agli occhi interessati del Bundestrainer Jogi Löw il Friburgo ed il Francoforte hanno dato vita ad una partita di grande intensitá. Il risultato finale danneggia il Friburgo che avrebbe meritato di piú per il gioco espresso e che puó recriminare per alcune decisioni a suo sfavore dell´arbitro Deniz Aytekin.
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Bayer Leverkusen-Bayern Monaco 1-1

Il Bayern Monaco é stata sicuramente la migliore squadra in campo ma ha dimenticato la cosa piú inportante nel gioco del calcio: il gol. Malgrado numerosissime occasioni da gol il solo Kroos riesce a violare la porta avversaria. Nell´unica vera occasione avuta, realizza Sam il gol del pareggio. Malgrado questo sfortunato pareggio raggiungono gli uomini di Guardiola la testa della classifica, in solitaria, causa la contemporanea sconfitta del Borussia Dortmund.
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A tutta Serie A
La 7° Giornata
di Marco Cadin

Foto ripresa da: http://www.direttanews.it

Non c’è niente da fare, il vintage va di moda. E’ così che, se vuoi essere una squadra di belle speranze, devi schierare in campo un ragazzo un po’ attempato degli anni ’70. Totti (’76), Pirlo (’79) e Toni (’77) hanno fatto la differenza in questo settimo turno, incidendo personalmente il corso dei rispettivi incontri. Anche il Napoli mantiene le distanze, riprendendosi prontamente dalla batosta londinese. Dopo la sosta dovuta ai match delle qualificazioni mondiali, le sfide Roma-Napoli e Fiorentina-Juventus disegneranno in modo ancor più definito la classifica.

Nel pomeriggio di sabato, importante successo in chiave salvezza dell’Atalanta ai danni del Chievo. I bergamaschi hanno saputo capitalizzare il vantaggio ottenuto in avvio, in virtù di una conclusione al volo di Moralez (in astinenza da un anno). I clivensi hanno premuto con insistenza, ma Paloschi e Thereau sono stati meno incisivi del solito. Pellisier, subentrato nella ripresa, ha mancato il pareggio nel finale, condannando la propria squadra alla terza sconfitta consecutiva.

La Roma vìola San Siro infliggendo un severo 3-0 all’Inter. Le tre reti giallorosse arrivano tutte nel primo tempo, segnando un divario che nella ripresa si è fatto incolmabile. Un disimpegno errato di Ranocchia avvia il conteggio: Totti (18’), attorniato da quattro avversari, infila Handanovic con un preciso rasoterra dal limite dell’area. I nerazzurri si scuotono, provano con insistenza e sfortuna a scardinare la porta di De Sanctis. Al 25’ è solo il palo interno a negare il goal a Guarin, autore di una violenta conclusione dal limite. La Roma sfrutta con sagacia gli spazi lasciati dai padroni di casa e sul finire del tempo assesta altri due colpi da KO. Totti realizza il rigore del raddoppio ed un bel diagonale di Florenzi fissa il risultato finale. Al di là della bella prestazione della squadra di Garcìa, guidata dalla regia di un magistrale capitano, un paio di errori arbitrali lasciano interdetti. L’atterramento di Gervinho, che ha causato la concessione del rigore, era avvenuto fuori area di un palmo. Il giudice di porta era ad un metro, se non sa decidere da quella distanza è meglio che stia in giro il sabato sera. In oltre, nella ripresa è stato annullato un goal all’Inter per una presunta spinta sul portiere, ma a mio avviso la rete era regolare.

Antonio Cassano ha imbandito la tavola per il pranzo domenicale, riuscendo finalmente ad essere decisivo. Il Parma sconfigge 3-1 il Sassuolo, grazie a due assist e un goal del fantasista barese. Al 32’ Cassano ruba palla vicino al corner all’ingenuo Acerbi e serve deliziosamente Palladino. Sul finire del tempo gli emiliano-romagnoli trovano la superiorità numerica per l’espulsione di Mirante ed il pareggio grazie ad un rigore realizzato da Berardi. Il Sassuolo non sfrutta l’imperdibile occasione per conquistare il primo successo in Serie A e capitola a causa di un colpo di testa di Rosi e di un pregevole contropiede di Fantantonio.

Il Napoli strapazza il Livorno, battendolo per 4-0 nella gara casalinga. Pandev non ha fatto rimpiangere l’assenza di Higuain, disputando una gara di grande spessore. Già al quarto minuto è arrivato il vantaggio del macedone, che ha insaccato con un bel diagonale. A metà primo tempo il raddoppio di Inler, che sorprende un incerto Bardi con una potente conclusione da trenta metri. Nella ripresa scrivono il loro nome sul tabellino delle reti anche Callejon e Hamsik: sempre positive le loro prove in campionato. Molto bene l’ala Mertens, elemento di spicco della rinata nazionale Belga.

La sorpresa della stagione si chiama Hellas Verona: gli scaligeri sono quinti in classifica e dopo aver vinto la Serie B ora mostrano gli artigli anche nella massima serie. Questa domenica ne ha fatto le spese un piccolo Bologna, che nella prima mezzora aveva subito già due reti. Il primo goal è stato il frutto di un triangolo tra Gomez e Cacciatore, finalizzato con un diagonale da quest’ultimo. Fantastico raddoppio dell’argentino Iturbe, che conclude una generosa galoppata nella metà campo avversaria con un poderoso tiro, che gonfia la rete di Curci. Flebile sussulto del Bologna ad inizio ripresa, che accorcia le distanze con un rigore realizzato da Diamanti. Tuttavia via si tratta di un fuoco di paglia, poiché bomber Toni non si fa pregare e segna il 3-1 con un facile tocco sotto porta. Jorginho non conosce pietà e cala il poker nei minuti di recupero.

Catania-Genoa 1-1: gli etnei avrebbero meritato più del pareggio, ma una disgraziata autorete di testa di Legrottaglie (82’) ha vanificato la netta superiorità dimostrata nel resto dell’incontro. Il vantaggio rossoazzurro era arrivato 59’, quando Barrientos aveva furbescamente sfruttato un errore della difesa genoana, che gli aveva permesso di concludere indisturbato in area ospite. Il pareggio dà fiducia a Gasperini, subentrato al deludente Liverani.

L’Udinese ritrova la vis delle ultime stagioni e batte 2-0 il Cagliari. Match equilibrato in avvio, con il Cagliari che prova più volte senza successo con tiri dalla distanza. Al 33’ il vantaggio di Danilo: il difensore realizza in mezza rovesciata da due passi in mischia. Nella ripresa ci pensa Totò Di Natale a chiudere i conti, in virtù di una perfetta punizione sotto al sette.

L’incontro Sampdoria-Torino è stato pesantemente condizionato dall’arbitro Gervasoni, che con due decisioni allo scadere dei tempi ha fatto e disfatto il risultato finale. Delio Rossi ha motivato a dovere i suoi ragazzi, che nel primo tempo hanno disputato una gara intensa, colmando le vistose lacune offensive. Sansone ha ottenuto il vantaggio con un preciso sinistro dal limite e i doriani avrebbero anche raddoppiato al termine della prima frazione, se la giacchetta nera non avesse sfoderato una decisione incredibile: il goal sarebbe stato convalidato qualora Palombo avesse segnato direttamente da calcio di punizione, ma poiché Pozzi aveva insaccato dopo la respinta di Padelli il goal era da considerarsi a tempo scaduto. Nella ripresa il Torino cambia l’inerzia della gara, assestando un secco 1-2: Immobile ritrova il goal dopo quasi un anno e poco dopo Cerci realizza su rigore (netto il fallo su d’Ambrosio) il goal del vantaggio. Nei minuti di recupero Eder segna il pareggio doriano, grazie alla dubbia concessione di un rigore per i padroni di casa.

Lazio-Fiorentina si conclude a reti inviolate, un pareggio che scava un solco tra le due squadre e l’alta classifica. Va detto subito che il risultato è bugiardo, poiché i biancocelesti avrebbero meritato molto di più. Come al solito è mancata la concretizzazione di tanto gioco, infatti, a parte una bella discesa di Perea e qualche pericolosa conclusione dalla distanza dei soliti Hernanes e Candreva, è successo ben poco. Entrambe le squadre, ma in particolare la Fiorentina, sono parse scariche di energie a causa degli impegni di Europa League.

La Juventus supera il Milan per 3-2 e si mette nella scia della Roma. La partita era iniziata bene per i rossoneri, che dopo diciannove secondi avevano trovato il goal con Muntari (solo soletto in area). Da quel momento i bianconeri hanno tenuto il pallino del gioco, trovando ben presto il pareggio di Pirlo (astuta punizione che passa in mezzo alla barriera). Il vantaggio juventino arriva a metà ripresa, quando Giovinco salta in dribbling stretto Zapata ed insacca Abate. Poco dopo Mexes si fa espellere per doppio giallo, ma è da rimarcare che il francese doveva essere espulso ben prima (pugno in mezzo all’area al povero Chiellini). Il difensore della nazionale segna il terzo goal, ribadendo in rete un’altra punizione di Pirlo, che si era infranta sull’incrocio dei pali. Muntari accorcia le distanze nel finale con una conclusione da fuori area leggermente deviata, ma per i rossoneri è notte fonda.  


SPROFONDO GIALLOROSSO
di Gianluca Danese


Foto di Gianluca Danese


La Roma supera meritatamente L'Inter a San Siro con un rotondo 3-0.
Per i commenti e i tabellini per non annoiarvi vi rimando a quelli pubblicati dai miei espertissimi e impeccabili colleghi del blog che si occupano della as Roma.

Per quanto riguarda il mio pensiero su questa partita c'è il rammarico di essere scesi in campo senza Campagnaro ( e infatti la difesa ha sbandato clamorosamente ) e senza Jonathan, che non sarà un fenomeno,ma finora era stato un'arma importante per il 3-5-2 di Mazzarri il quale purtroppo ha dato la possibilità ad Alvaro Pereira ( ahinoi rieccolo!…) di tornare a fare danni irreparabili su quella fascia. Provare il giovane Wallace brasiliano ed ex Chelsea nooo?

La squadra era troppo bloccata e faticava a produrre gioco, male Taider e Cambiasso e con gli esterni troppo bassi, tutti più impauriti dalle accelerazioni di Gervinho ( il migliore, una vera spina nel fianco per 90') e Florenzi e dai colpi di Tott,i capace di ragionare e proporsi, con Palacio come al solito troppo solo a combattere contro le difese avversarie.

Insomma la coperta è troppo corta: pochi giocatori in rosa di qualità, rincalzi non all'altezza.
Abbiamo fatto fare alla Roma ciò che volevano,velocità e contropiedi, e subito pressing e vigore atletico.
Meglio nel secondo tempo con una punta in più,ma la partita era già finita.

Peccato per quel palo interno clamoroso di Guarin sullo 0-1 che avrebbe potuto cambiare l'inerzia della partita; peccato per il rigore inventato dall'assistente di linea sig.Guida che ha di fatto chiuso il match; peccato per il gol di Ranocchia annullato per carica sul portiere ( ci può stare ) che avrebbe potuto riaccendere una fiammella di speranza. Ma si sa il calcio è fatto soprattutto di episodi e oggi l'Inter oltre a non essere stata brava è stata anche sfortunata.

Bubú settete 
di Michele Sensini

Foto ripresa da:http://www.repubblica.it 
Noi non dimentichiamo nulla. Abbiamo bene impressa la faccia vuota di Ibhraimovic sotto al diluvio di Parma che segna il gol scudetto dell'Inter di Mancini; non dimentichiamo i laziali che si spostano davanti ai giocatori nerazzurri e la curva nord che espone lo striscione più ignobile mai esposto da una curva; ricorderemo sempre 'zero tituli', la frase con cui Mourinho palesò al mondo la sua proverbiale simpatia; non dimentichiamo il gol clamorosamente regolare annullato a Couto che ci avrebbe regalato uno scudetto. E la squadra per cui tifiamo è composta in gran parte da gente come noi - e chi non lo era sembra esserlo diventato in fretta - gente che non dimentica. Facile vincere quindi se hai tutto quel veleno in corpo accumulato in anni e anni di secondi posti e piazze d'onore. Diventa facile soprattutto se qualcuno, durante la settimana, incanala quel veleno sui binari della tecnica e della cattiveria agonistica, della concentrazione assoluta e della concretezza disarmante. Carne di porco anche a San Siro, quindi, per l'avversario di turno: l'Inter dell'altro simpaticone Mazzarri, cui Garcia confeziona, per il suo compleanno, un sonoro zero-tre. Se poi ci mettiamo anche la fortuna, che non guasta e che non è mai stata un marchio di fabbrica della Roma, allora ecco che sognare è possibile, eccome! 


La partita. È partita vera, con occasioni da una parte e dall'altra. La solita Roma, attenta e concreta, passa in vantaggio al diciottesimo con la rasoiata chirurgica dell'immenso Totti che alla Scala del calcio non tradisce mai, come previsto. Pochi minuti dopo, con un buon fraseggio che porta al tiro Guarín, l'inter sbatte sul palo interno. Solo qui la differenza? Secondo Mazzarri, che per fortuna siede nella panchina che ha 'fortemente voluto', si; secondo noi neanche un po'. Concentrati, attenti e cattivi gli uomini di Garcia non lasciano nulla al caso: non una sbavatura in difesa, passaggi semplici, un uomo sempre libero a cui dare il pallone e ripartenze da far paura. In una di queste Gervinho se ne va, viene atterrato  tre centimetri fuori dall'area e Tagliavento indica il dischetto. La differenza tra noi e loro l'ha fatta un errore arbitrale? No, la differenza la fa Totti in questo caso, che non si fa pregare per portarsi sul dischetto. Il 'pararigori' Handanovic non può che buttarci il guanto. Ma la differenza la fa anche Florenzi, quando diventa cecchino dal limite dell'area e chiude i conti con la trasferta più insidiosa che la Roma ha affrontato fino ad ora. Il secondo tempo è pane per i denti dei ragazzi di Garcia: controllo della gara senza mai rischiare. 



Gli spalti. Una delle trasferte più amate dai romanisti negli ultimi tempi regala solo gioie. Ma questa volta di più. In 5.000 seguono la Roma al Meazza e vengono ampiamente ripagati dagli undici in campo, ormai un tutt'uno con i propri tifosi in una sorta di incantesimo che vogliamo far durare all'infinito. Lontano da S.Siro e lontano da Roma, ma pure da casa e dal centro Italia, il sottoscritto vede la partita in un ristorante di un'imprecisata ma nota localitá turistica campana, dove si trova per lavoro e dove vorrebbe non trovarsi proprio: solo per un miracolo di non so quale santo non distrugge il locale prima della fine del primo tempo, al punto che decide di vedere in solitudine il secondo senza farsi mancare cori sottovoce nella hall dell'albergo ed un'irrefrenabile e liberatoria esultanza al triplice fischio che rischia di ridurre in mille pezzi lo strumento che gli consente di vedere la partita. 

Interisti meno tristi del solito, ma impossibile arginare la piccionaia di San Siro del secondo tempo anche per una tifoseria che negli ultimi anni ha ripreso vigore. Alla prossima. 

Ora testa al big match della prossima settimana. Anzi no, tra due settimane perché c'è l'inutile sosta delle inutili nazionali. Anzi nemmeno. Il big match di non si sa ancora quando. Quando non si sa, ma dove deve essere certo: il San Paolo è campo ostico e il Napoli di quest'anno è molto forte, non facciamo scherzi e non inventiamoci barzellette. Forti siamo forti, ma tre trasferte di seguito non si sono mai viste né sentite. Saluti dalla capolista. 

Altra rimonta.
di Emiliano di Calogero


Foto ripresa da: http://juvemania.it


Pronti, partenza, via e dopo appena 20 secondi la Juve già sotto di un gol, anche in questa occasione la rete segnata dagli avversari è fortunosa e frutto di un episodio: Muntari si trova sui piedi un facile pallone calciato male da un compagno. Questo gol a freddo probabilmente cambia il copione della partita dando vita a un primo tempo avvincente e combattuto in cui le squadre si affrontano a viso aperto arrivando spesso nei pressi dell'area avversaria. La Juve insolitamente attende molto bassa  il Milan nella propria metà campo affidando all'inventiva di Tevez e a Quagliarella la fase offensiva. Al settimo proprio quest'ultimo spara alto un gran pallone datogli da Vidal. Al nono e al dodicesimo minuto è Abbiati a mandare in calcio d'angolo due tiri centrali di Asamoah e Chiellini. Il gol arriva poco dopo su calcio da fermo con una grande punizione di Pirlo che beffa centralmente barriera e Abbiati. Il Milan senza Balotelli appare comunque troppo spuntato, Matri e Robinho non incidono ed il Milan arriva ad impensierire Buffon solo con un difensore, Zapata. Il primo tempo si chiude con il Milan che attacca e i bianconeri che attendono l'avversario. La ripresa si apre con due tiri per parte ma sono i padroni di casa a prendere il sopravvento e a schiacciare gli avversari nella propria area di rigore. Il gol del vantaggio arriva su passaggio del solito Vidal che trova Giovinco in stato di grazia. Dribbling secco e tiro basso e angolato. Finalmente la formica atomica trova un gol decisivo. Il Milan crolla, Mexes dopo una prestazione indegna viene finalmente espulso, e i rossoneri prendono il terzo gol da Chiellini che respinge in rete un'altra gran punizione di Pirlo stampatasi sulla traversa. Partita praticamente finita con la Juve che si complica ulteriormente la vita concedendo, al quarantacinquesimo minuto su ennesimo errore individuale, il secondo gol a Muntari. Il Milan, forse anche perché ridimensionato dalle assenze, è apparso veramente poca cosa ed è stato in partita solo grazie agli, ormai consueti, errori difensivi dei bianconeri. Roma, Napoli e Juve hanno già staccato le altre.