lunedì 25 novembre 2013

Fußball Total! N° 13

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N°13 - Dicembre 2013 
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin, Fabio Pierboni e del sottoscritto David Rodinó




 Chi tifa roma non perde mai, ma pareggia spesso.
di Michele Sensini

Foto ripresa da: http://www.asroma.co.uk


Nel doppio impegno casalingo con Sassuolo e Cagliari i ragazzi di Garcia giocano due ottime partite aggiudicandosi però il bottino più magro che si poteva immaginare: due punti e l'imbattibilitá ancora inviolata, ultima traccia delle statistiche esaltanti dei primi due mesi di campionato. A dispetto dell'unico gol segnato su rimpallo, in due partite la Roma produce più di venti occasioni da gol limpide, alcune delle quali clamorose e altre sventate dai miracolosi Pegolo e Avramov. La media gol in campionato, da quando il Capitano è uscito per infortunio, è scesa da due e mezzo a partita ad uno e, anche se il gioco non sembra risentirne, la sua assenza sta pesando come un macigno. Le varie soluzioni in attacco cercate da Garcia si sono sempre infrante sul muro avversario, ancor più clamorosamente domenica scorsa contro il Cagliari, quando nell'inedito tridente Ljiaic, Gervinho, Florenzi solo quest'ultimo è riuscito a dare qualche spunto in più. Contro i sardi è mancato anche il miglior centrocampo, in particolare in Strootman e Pjianic che non trovano mai le giocate decisive di cui sono capaci. Nei minuti finali i collaboratori di Garcia, nel frattempo espulso ancora una volta senza una ragione apparente, pasticciano e disegnano una squadra improbabile, con Bradley che si ritrova impacciato sulla fascia al posto di Maicon quando forse la sostituzione da fare era un'altra. La Roma perde primato e quattro punti sulla Juve in due partite, uscendo ridimensionata da questo tour con le provinciali. Ora la squadra di Conte, tornata lo schiacciasassi delle ultime due stagioni, guida la classifica e il calendario della Roma si fa duro, i entra nel vivo del campionato, che a volte si decide proprio a cavallo della sosta natalizia, e già domenica prossima ci attende una partita difficilissima in un campo storicamente ostico. Servirà una grande Roma come quella che abbiamo ammirato per oltre due mesi. La partita. È da subito un susseguirsi di occasioni per la Roma, sicuramente più brillante nel primo tempo quando mette il Cagliari alle corde. I sardi si affidano alle fasce per le ripartenze ma intasano la zona centrale del campo in fase difensiva. I giallorossi, così, sono costretti a cercare il gioco largo ma senza tentare inutili cross la manovra diventa spesso macchinosa. Gervinho e Ljiaic si alternano al centro dell'attacco ma entrambi non incideranno mai; giustificato il primo, al rientro dall'infortunio, ma il secondo tradisce un po' le attese e finirà la partita senza tirare in porta. Con le clamorose occasioni capitate sul piede di Strootman e sulla testa di Gervinho (entrambe create da Florenzi), si chiude il primo tempo. Anche nella ripresa la Roma a tratti schiaccia l'avversario, ma perde lo smalto col passare del tempo permettendo al Cagliari di rialzare la testa. Gli isolani prima segnano in fuorigioco facendoci assaporare la beffa - sempre in canna con uno come Daniele Conti in campo e in trance agonistica tale da litigare con ogni giallorosso che gli passa vicino - poi, con Pinilla in campo al posto di Sau, affidano al saggio cileno i palloni che servono a far respirare la squadra. Il parastinco di Benatia spara in fallo laterale l'unico rimpallo favorevole della gara e i muscoli ormai arrugginiti di Burdisso non ci regalano il guizzo che avrebbe 'stappato' un Olimpico tesissimo a pochi minuti dalla fine. Finisce con gli avversari che festeggiano il pareggio, come al solito, e i romanisti che escono dal campo e dallo stadio come se ne avessero presi quattro in casa. Tutto il Cagliari festeggia Conti e il suo personale primato di ex romanista più carogna delle serie A, con il simpatico Cossu che esulta più volte verso la Sud compromettendo ogni sua futura uscita pubblica nella capitale. Gli spalti. Considerati l'orario, il giorno feriale e il primo freddo stagionale, i romanisti rispondono come sempre alla grande, riempiendo curve e buona parte del settore famiglie, con le solite tribune piene a metá. Meno esaltante il tifo: come accaduto anche con il Sassuolo, nei minuti finali la curva è un po' sparita facendo mancare il suo apporto. Come al solito insulti a volontà per Daniele Conti, ormai è andata così ma forse con il figlio di Bruno si poteva essere più clementi, nonostante il suo accanimento ormai leggendario. Belli invece, ad inizio secondo tempo e a partita in corso, i fumogeni giallorossi in curva sud che ormai hanno un sapore quasi romantico per quanto sono rari. Cagliaritani non giudicabili: una manciata, con ogni probabilità residenti a Roma. Domenica trasferta delicata per una partita importantissima e si vendono biglietti anche senza tessera del tifoso. Vedremo quanti romanisti decideranno di intraprendere il viaggio per la fredissima Bergamo, conoscendo l'accoglienza degli inospitali valligiani orobici. Che tutto vada per il meglio quindi, ma soprattutto che si torni alla vittoria!

A tutta Serie A
di Marco Cadin

Foto ripresa da: http://www.datasport.it

Sorpasso in vetta sulla via dello scudetto, la poderosa macchina juventina ha messo la freccia lasciando ferme al tredicesimo chilometro quelle romanista e partenopea. I bianconeri hanno vissuto la domenica perfetta, guadagnando due punti preziosi su Roma e Inter e ben tre su Napoli e Fiorentina. Milan e Lazio continuano a non vincere, permanendo nella melassa di centro classifica. Il campionato equilibrato, che è stato sino ad ora, si trova ad un momento di svolta: o Napoli e Roma ritrovano il passo autunnale, oppure i punti guadagnati dalla Juventus nelle ultime settimane saranno stati solo il prologo ad una lunga marcia trionfale.

Il derby scaligero ha inaugurato il tredicesimo turno di campionato. La vittoria per 1-0 del Chievo ha premiato la squadra che durante i novanta minuti ha cercato maggiormente il successo, non foss'altro che per rafforzare una classica povera di punti. Al 5', la rete di Cesar, frutto di uno schema su calcio di punizione, è erroneamente annullato per fuorigioco. La coppia Thereau-Sestu, scelta dal nuovo tecnico Corini, ha mostrato una certa sintonia, ma senza riuscire a pungere. In pieno recupero è Lazarevic ad insaccare, sfruttando un velo di Acosty susseguente al cross dal fondo di Hetemaj. Hellas estremamente deludente, i troppi complimenti hanno montato la testa.

I tifosi rossoneri non hanno pace, infatti il Milan non va oltre un deludente 1-1 con il Genoa. I rossoneri non sono riusciti a cogliere i tre punti, nonostante per ben due volte le circostanze avessero arriso ai padroni di casa. Al 4º, Kaka ha addomesticato con classe il lancio di 40 metri di De Jong, superando in modo semplice e delizioso Perin. Quattro minuti dopo è giunto il pareggio di Gilardino su rigore, in seguito all’atterramento dell’impronunciabile Fetfatzdis. Il Milan ha avuto l’occasione di fare suo il match al 34°, quando Manfredini ha steso in area Balotelli, rimediando l’espulsione e la concessione del panalty. Il fiacco rigore dell’attaccante azzurro è stato facilmente respinto da Perin, che nel resto dell’incontro è apparso come una diga insormontabile per gli undici milanisti. Non riuscire a vincere una partita in casa, pur giocando per 55 minuti in superiorità, la dice lunga sulla competitività della squadra più titolata al mondo.

Un Napoli distratto dall'imminente sfida europea con il Borussia Dortmund, esce sconfitto dal match casalingo con il Parma. Lo 0-1 finale è il giusto risultato di una partita giocata con attenzione difensiva e pronte ripartente da parte degli emiliani, il tutto impreziosito dalla classe di un Cassano al top della forma fisica. Il fantasista barese, non ha solo realizzato il goal vittoria con un preciso diagonale a dieci minuti dal termine, ma ha illuminato il gioco parmense con suggerimenti mai banali e sempre precisi. Il Napoli ha fatto davvero poco per impensierire Mirante, il solo Higuain ha creato due opportunità al 20' e al 29', senza riuscire a sorprendere l'estremo difensore avversario. Nella ripresa, un goal annullato per fuorigioco a Higuain ha momentaneamente scaldato il San Paolo, mentre Hamsik si è infortunato dopo soli nove minuti di gioco. La traversa di Martens al novantesimo ha condannato i partenopei alla prima sconfitta casalinga della stagione.

I campioni d’Italia espugnano il campo di Livorno, vincendo 2-0. Partita non facile per la Juventus, che in particolar modo nel primo tempo ha subito le arrembanti azioni toscane. Nella ripresa, come un pugile esperto che ha saputo incassare e aspettare, i bianconeri hanno colpito per due volte con Llorente e Tevez. Al 63°, lo spagnolo colpisce al volo un cross a mezza altezza di Pogba, mentre dodici minuti dopo è l’argentino a segnare con un preciso piatto rasoterra alla destra di Bardi. Juve compatta e cinica, come da tradizione. Il Livorno ha pagato a caro prezzo l’assenza per squalifica di Paulinho.

Pareggio all’ultimo respiro tra Sampdoria e Lazio, un risultato che non serve a risollevare la deludente classifica delle due squadre. Se il primo tempo scivola via senza grandi sussulti, la ripresa si apre con l’espulsione per doppia ammonizione di Krsticic. Al 61°grande occasione per la Lazio: Perea colpisce il palo dopo esser stato servito davanti al portiere dall’assist di Floccari. Quattro minuti dopo, arriva il vantaggio insperato della Sampdoria: Soriano colpisce di testa in rete, sfruttando un batti e ribatti davanti a Marchetti, scaturito dall’iniziale conclusione di Gabbiadini. Al 94° il pareggio di Cana, che infila Da Costa dopo la sponda aerea di Floccari.

L’Udinese conferma la sua solidità casalinga, superando per 1-0 la Fiorentina. Risultato bugiardo, i viola hanno spinto a ritmi molto elevati per gran parte del match e solo l’imprecisione e la giornata di grazia di Brkic hanno lasciato la porta bianconera immacolata. Al 15°, magnifico triangolo Cuadrado-Borja Valero, ma la conclusione viene respinta dal portiere. Rossi viene steso in area al 21°, ma Tagliavento ignora l’evento, mentre, poco dopo, Cuadrado sbaglia la finalizzazione dopo aver seminato il panico nella difesa friulana. E’il 33° quando inaspettato arriva il goal partita dell’Udinese: Pereyra offre un assist invitante per Heutaux, che a un passo da Neto non può sbagliare. Nella ripresa, i gigliati perdono smalto, mentre Muriel fallisce il raddoppio in un paio di contropiedi.

Il Torino ritrova il successo dopo ben otto turni, infliggendo un pesante 4-1 al Catania. Immobile sblocca il risultato al nono minuto, sfruttando un errore plateale di Legrottaglie. El Kaddouri raddoppia al 33°, capitalizzando un’altra ingenuità della retroguardia etnea: insacca grazie all’assist involontario di Capuano. Ad inizio ripresa, timido sussulto del Catania che accorcia le distanze: la conclusione di Leto entra in rete grazie ad una decisiva deviazione. La reazione granata è pronta, due goal al 59° e 61° chiudono il match: terza rete di Moretti di testa e quarta di El Kaddouri, che insacca la corta respinta di Andujar sul tiro di Immobile.

Il Sassuolo batte 2-0 l’Atalanta e, almeno per questa settimana, esce dalla zona retrocessione. Gara equilibrata, decisa nel secondo tempo dalle punte nero-verdi. Al 63°, Consigli respinge una punizione sui piedi di Marrone, il quale serve Zazza per il comodo 1-0. Berardi raddoppia al 67°, ottimamente imbeccato dal cucchiaio di Marrone. Atalanta ancora troppo fragile al di fuori delle mura amiche.

Nel posticipo domenicale, l’Internazionale manca l’aggancio al terzo posto, pareggiando 1-1 in casa del Bologna. Partita in salita per i nerazzurri, che al 6° vanno in svantaggio a causa del contropiede ben concluso da Kone. Al 15°, Palacio spreca una grande occasione tirando addosso a Curci e poco dopo un suo colpo di testa sorvola di poco la traversa. A fine tempo, Taider e Pereira sbagliano due conclusioni a porta vuota, mentre una punizione di Guarin scheggia la traversa. Il 51° è il minuto del pareggio interista, scaturito da un tiro deviato di Johnathan. Nei minuti di recupero, un sinistro al volo di Juan Jesus si stampa sulla traversa. Con un bomber di razza in campo l’Inter avrebbe vinto l’incontro, ma la prestazione è stata di grande personalità.

La Roma manca il controsorpasso sulla Juventus, pareggiando 0-0 con il Cagliari. Ad inizio gara, prima Gervinho sulla destra e poco dopo Maicon sulla sinistra entrano in area e sfiorano il vantaggio. Al 33º, De Sanctis salva in tuffo un pericoloso colpo di testa di Ibarbo. Al 38º, è il palo a negare la rete al rientrante Gervinho, meritevole di una bella incornata su cross di Dodò. Sul finire del tempo, clamoroso errore di Strootman, che tutto solo sbaglia a tu per tu con Avramov. Nella ripresa, la Roma perde brillantezza ed energie e spesso rischia di subire il goal beffa. Sau gela l'Olimpico segnando di testa, ma la rete viene giustamente annullata per fuorigioco. Gli ultimi tentativi di Maicon e Burdisso non sortiscono gli effetti desiderati. Il terzo pareggio consecutivo rappresenta un campanello d'allarme, solo l'eventuale ritorno di Totti potrebbe dare nuova fiducia all’ambiente.



Occasione Sprecata
di Gianluca Danese


Foto ripresa da: http://tr.eurosport.com

L'Inter spreca l'ennesima occasione di avvicinare il terzo posto impattando 1-1 nel comunque difficile campo di Bologna.

Peccato perchè una disattenzione collettiva sul gol preso e la poca lucidità sotto porta non permettono alla squadra di Mazzarri di vincere una partita condotta e giocata all'attacco per quasi tutti i 90'.

Classico 3-5-1-1 con Guarin a supporto di Palacio,Taider per Kovacic, e da sottolineare il ritorno di Campagnaro in difesa.

Proprio quando l'Inter comincia a guadagnare campo, all'11' nasce un contropiede ben orchestrato da Diamanti e Cristaldo che trova completamente spiazzata la retroguardia neroazzurra e  che permette a Kone di trovarsi solo davanti ad Handanovic e firmare il vanntaggio felsineo. Partita in salita.
Un minuto dopo , però, Palacio sciupa clamorosamente davanti a Curci.
Al 23' Nagatomo esce per infortunio e Mazzarri decide di riproporci Alvaro Pereira che ci metterà un bel po' a capire quello che deve fare in campo.
L'Inter prova a fare gioco ma è bloccata in mezzo al campo,con Guarin e Taider in evidente affanno. Alvarez a sprazzi e con percussioni personali prova a dare la carica ma Palacio è troppo isolato e costretto ad arretrare per giocare la palla.
Sul finire del primo tempo l'Inter cresce così ci provano A.P. e  Taider in  mischia, e Guarin su punizione che colpisce la traversa alta.
L'Inter  comincia bene anche il secondo tempo e al 51' Guarin in percussione centrale scarica per Jonathan che con l'aiuto di Sorensen inganna Curci, 1-1.
Al 55' entra Kovacic per un impalpabile Taider e l'Inter è più dinamica e aumenta l'intensità della spinta; salgono in cattedra Alvarez e, a sprazzi,pochi, Guarin, ma soprattutto è Jonathan a creare sconpiglio garantendo quantità e qualità.
Tra il 60' e il 70' ci prova Guarin prima con una azione personale (para Curci) e poi dopo una bella triangolazione Alvarez-Jonathan, ma spara clamorosamente fuori.
Con il passare del tempo il Bologna cerca di spezzare il gioco e perdere tempo; Mazzarri manda in campo Belfodil all' 85' (troppo tardi). All'88' ci prova Alvarez da fuori e nel super forcing finale (allucinanti solo 2 minuti di recupero), dall'ennesimo angolo e dopo l'ennesima mischia, Jesus spara clamorosamente sulla traversa.
Peccato quindi non aver sfruttato le tante occasioni in una partita che si poteva e si doveva vincere; è mancato il colpo del ko da grande squadra e così ci ritroviamo con altri 2 punti persi male dopo Cagliari e Torino.
Oggi bene la difesa malgrado quell'unica amnesia collettiva sul contropiede dello 0-1. Male Palacio oggi meno lucido del solito ma lo perdoniamo; Guarin meglio di altre volte ma con troppe pause e gravi errori; Alvarez a intermittenza; Kovacic molto meglio di Taider che non ci sembra un grandissimo calciatore; sugli esterni un grandissimo Jonathan a destra mentre a sinistra prima Nagatomo e poi soprattutto Alvaro Pereira detto Pippero non pervenuti.
Ora due partite casalinghe abbordabili ( Samp e Parma) obbiettivo 6 punti.


Quanti piccioni…
di Fabio Pierboni


Foto ripresa da: http://www.repubblica.it


Novanta minuti di brutto calcio in un freddo pomeriggio di fine novembre, lo spunto più interessante ce
l’hanno regalato proprio loro, una ventina di piccioni intenti a banchettare sull’erba di Marassi, un
brutto presagio sotto forma di metafora.
La Lazio si presentava a Genova con i suoi dilemmi tattici e con i soliti dubbi di formazione, la Sampdoria con l’esonero di Delio Rossi alle spalle e l’imminente arrivo di Sinisa Mihajlovic. Al fischio finale le due squadre escono dal campo con un pareggio che scontenta entrambe, che smuove poco nella deludente classifica di questo campionato che non le vede affatto come protagoniste.
Al fischio d’inizio i blucerchiati si presentano con qualche novità, dettata più dalle assenze che da reali stravolgimenti di formazione, assente Eder capocannoniere di stagione con quattro reti, si rivede Pozzi ad affiancare Gabbiadini. La Lazio, in cerca della prima vittoria lontano dalle mura amiche, si presenta con l’ennesimo cambio di modulo, un 3-4-3 con Lulic ma soprattutto Konko più vicini alla linea della difesa che a quella di centrocampo, Hernanes e l’intera campagna acquisti accomodati in panchina.

Primo tempo di marca doriana, con gli uomini di Mihajlovic impegnati in un pressing a tutto campo e puntuali raddoppi sul portatore di palla, i biancocelesti palesemente in confusione con le uniche note
positive di stagione, Candreva e il giovane Keita, svantaggiati dal cambio di modulo e dai pochi spazi a disposizione. Alla mezz’ora Petkovic cerca di correre ai ripari chiedendo a Konko di scalare sulla linea dei tre centrali e spostando il povero Keita dietro Floccari, limitandone ancora di più i movimenti. Si arriva alla fine del primo tempo senza grandi emozioni, persino i piccioni sono rimasti al loro posto, in mezzo al terreno di gioco, indisturbati dalle poche azioni della partita.

La ripresa si apre con l’espulsione di Krsticic per un’entrata col piede a martello su Ledesma. La Lazio in superiorità numerica continua a combinare poco anzi riesce addirittura a passare in svantaggio, una conclusione di Gabbiadini, respinta corta da Marchetti, provoca un rimpallo tra Konko e Soriano, il pallone rimbalza sulla traversa e lo stesso Soriano lo accompagna in rete da pochi passi.
Petkovic tenta il tutto per tutto infoltendo il reparto avanzato e aumentando la confusione della
manovra laziale, quando ormai la partita sembrava del tutto compromessa, esce l’uomo che non ti
aspetti, perché a sfruttare una sponda di Floccari, rientrando sul destro e chiudendo sul primo palo una traiettoria angolata, non c’era ne Hernanes, ne Ederson e tantomeno l’infortunato Klose, c’era Lorik Cana, difensore albanese dai piedi duri e dalle dubbie doti tecniche, ma con la grinta e la fame che in questa Lazio hanno in pochi, uno di quelli con la maglia sempre sudata a fine partita, uno che oggi i piccioni se li sarebbe mangiati vivi.


A tutta Bundesliga
13° Giornata
di David Rodinó


Faires Verhalten: Jürgen Klopp (l.) begrüßt Mario Götze.


Salutando cordialmente e calorosamente il nuovo redattore del blog Fabio Pierboni che segiurá, con mia immensa gioia, la Lazio, vi racconto questa bella e d importante 13° giornata della Bundesliga.
Il big match lo si é giocato a Dortmund dove il Bayern Monaco ha dimostrato tutta la sua forza andando a vicere con un rotondo 3 a 0 a casa del Borussia. E´stata una partita equilibrata e fino all´ultimo quarto di match quando la classe di Götze, rimpianto ex, Robben e Müller ha messo la parola fine alle velleitá dei Giallo-Neri. Il Bayern é sempre piú primo mentre il Borussia viene scavalcato in classifica da un cinico Leverkusen che con il minimo sforzo ha regolato, a Berlino, un Herta come al solito troppo sprecone. L´ 0 a 1 finale porta la firma del solito immarcescibile Kießling. 

Quarto successo consecutivo per uno scatenato Mönchengladbach a casa di un modestissimo Stoccarda. Un gol per tempo, in una partita dominata, conclusasi per 0 a 2 e che solidifica il 4° posto degli uomini di Favre.

Il Norimberga resta ancora l´unica squadra senza vittorie in questa affascinante Bundesliga 2013-2014. Il pareggio per 1 ad 1 contro il Wolfsburg segna a mio parere la definitiva condanna alla retrocessione per la squadra bavarese. Il team della Volkswagen muove la classifica e mantiene il 5° posto.

Che partita a Francoforte! Lo Schalke strapazza i padroni di casa nel primo tempo e va al riposo con un confortante 0 a 2. Nella ripresa uno scatenato Joselu é protagonista della rimonta e del vantaggio per 3 a 2 che sembra chiudere l´incontro a favore del Francoforte. Nei minuti finali peró Höwedes realizza il gol del 3 a 3 che rimarrá il risultato finale e nega al Francoforte la gioia del primo successo casalingo.

Un gol di di Santo all´ultimo minuto regala al Mainz un importantissimo successo per 2 a 3 in casa di un Werder Brema che sta attraversando un periodo di crisi dal quale deve risollevarsi in fretta se non vuole ritrovarsi invischiato nella battaglia per non retrocedere.

L´esperto ma sempre efficace, giocatore dell´Ausburgo, Halil Altintop con una doppietta nel primo tempo chiude i match contro uno spento Hoffenheim. 2 a 0 il risultato finale per un Ausburgo che procede nel suo campionato da favola.

La partita tra le delusioni della stagione se la aggiudica in casa l´Amburgo nei confronti di un Hannover sempre piú in crisi di risultati e di gioco. Il 3 a 1 a favore degli anseatici é risultato giusto e descrive ben la partita.