domenica 15 dicembre 2013

Fußball Total n° 16

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N°16 - Dicembre 2013 
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin, Fabio Pierboni e del sottoscritto David Rodinó

E se Fanna è un pelato battiamo le mani
di Michele Sensini


Foto ripresa da: http://it.wikipedia.org

Il miglior Milan stagionale strappa un inutile pareggio che allontana i giallorossi dalla testa della classifica. Poco cinica e cattiva la Roma di San Siro per meritare i tre punti, nonostante la quantità di azioni create e la bella dimostrazione di forza del finale, quando controlla con freddezza la reazione del Milan rinvigorito dal pareggio e sfiora la vittoria con il mini-assedio nel recupero.

Centinaia di migliaia di gufi di ogni razza, sparsi per lo stivale e migranti per tutta l'Europa continentale e anche oltre, passeranno quindi delle feste serene, in attesa della fatidica sera dell'epifania che ci dirà ormai con chiarezza se la Roma lotterà per il titolo con la Juve o se sarà risucchiata nel marasma della lotta per l'Europa.



La partita. Garcia scende in campo con tre attaccanti di ruolo lasciando in panchina Florenzi, fino ad oggi praticamente sempre presente, e lanciando Destro dal primo minuto. L'ascolano si muove bene, come tutta la squadra, e trova il gol dopo solo un quarto d'ora a dispetto di un Milan molto coperto. Nulla da rimproverare alla Roma neanche dopo il vantaggio: l'atteggiamento è sempre molto aggressivo e il raddoppio non arriva per un tocco di troppo a ridosso dell'area avversaria, per un passaggio in più o uno in meno. Il pareggio dei rossoneri è un gollonzo di Zapata, la cui incornata ravvicinata diventa imparabile e fatale solo grazie ad una carambola su una parte indefinita del suo stesso corpo.
Le trame non cambiano nel secondo tempo, pur con un Milan leggermente più aggressivo e meno disposto ad aspettare l'avversario. Arriva di nuovo il vantaggio giallorosso e questa volta, a tutti, sembra il preludio all'allungo verso la vittoria. Il Milan reagisce in modo più organizzato infatti, ma presta il fianco alle ripartenze giallorosse che però saranno sempre poco incisive. La reazione dei rossoneri è anche nervosa, come dimostra un Kaka invasato che stende Dodo lanciato in contropiede, e mentre piovono cartellini il Milan trova di nuovo l'insperato pareggio. Dodo, tra i migliori fino a quel momento, rovina una bella partita non chiudendo su Muntari, mancino che fa tutto col destro, di punta, beffando difesa e De Sanctis.
Totti, che sostituisce Destro ormai esausto, non entra in partita, come spesso accade le rare volte che parte dalla panchina, ed è il Milan a rendersi pericoloso. Non trovando altre soluzioni i rossoneri cercano di sfruttare i calci da fermo e, a parte due o tre calci d'angolo, riescono a guadagnare una sola punizione nonostante una mezza dozzina di simulazioni in area e dintorni cui per fortuna la terna arbitrale non abbocca. Quando la spinta del Milan comincia a farsi pericolosa, a pochi minuti dal termine, esce di nuovo la Roma che si piazza in area avversaria cercando la vittoria. Di Gervinho le due palle migliori, sfruttate male purtroppo, ma che dimostrano come l'ivoriano sia sempre più al centro del gioco giallorosso.
Pareggio giusto a conti fatti, con il grande rammarico di aver affrontato probabilmente il miglior Milan stagionale e con l'unica consolazione di poter sperare in un Milan più competitivo nel girone di ritorno, in grado magari di impensierire anche le dirette avversarie della Roma.
Il Catania in casa sarà il preludio di campionato alla partitissima del 5 gennaio prossimo, cui speriamo di arrivare con gli attaccanti pienamente recuperati e senza altre defezioni.



Gli spalti. Oggi è sciopero del commento sugli spalti, non per colpa delle censure catto-teutoniche del direttore del blog ma per colpa di quei quattro dementi che governano il calcio.
Premetto che sono per la libertà assoluta di insulto allo stadio, ma ritengo assolutamente pazzesco, oltretutto, punire solo un certo tipo di insulto. È una logica discriminatoria in partenza, frutto di una cultura dalle radici profondissime che dimostra quanto il problema non sia mai stato affrontato e come ora si cerchi di coprire solo la manifestazione più evidente senza averne la benché minima competenza.
Basti pensare che in Fiorentina Juventus i viola hanno inneggiato ripetutamente al Liverpool, ma pare che Platini non ricordi connessioni tra le due squadre e che i signori dell'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive sostengano che all'attuale Stadio Re Baldovino di Bruxelles non sia successo niente. L'Heysel non risulta nel loro database.
Io domenica sarò allo stadio ugualmente e questi maledetti non mi avranno mai. Balotelli è un pezzo di merda, e Pietro Fanna era pelato anche a 22 anni.


A tutta Serie A
di Marco Cadin



Il carro armato bianconero inizia a farsi strada tra le macerie del nostro campionato, macinando punti di vantaggio sulle dirette avversarie di domenica in domenica. Non è sufficiente l’opposizione di una Roma a tratti bella, forte della difesa meno battuta e dell’imbattibilità stagionale. La Juventus ha realizzato, rispetto ai giallorossi, dieci punti in più nelle ultime sei gare. Lo scontro diretto del 5 Gennaio rappresenterà il vero spartiacque dell’annata, se i bianconeri conquisteranno i tre punti avranno davanti un’autostrada con destinazione terzo scudetto consecutivo. Il Napoli dimostra di essere squadra viva e capace di far male a chiunque, ma il rendimento difensivo lascia più di qualche perplessità. Chi vorrà conquistare un posto in Champions League dovrà guardarsi le spalle dalla Fiorentina, che ogni settimana incanta per il bel gioco. Per quanto riguarda l’Inter, basta una considerazione: lo scorso anno aveva sei punti in più, tra la guida di Mazzarri e Stramaccioni c’è tanta differenza?

Pareggio a reti bianche tra Catania e Verona, nell'anticipo del sabato sera. Match a senso unico, gli etnei hanno attaccato senza sosta, ma senza ottenere il meritato vantaggio. Spesso l'impressione era quella di una squadra cui mancasse solo il bomber di razza, capace di spingere in rete palloni giunti a due palmi dalla linea di porta. Le conclusioni di Izco, Castro e Barrientos hanno trovato un valido oppositore nel portiere Rafael. A parte due discese di Iturbe, si può dire che l'Hellas non si sia mai reso pericoloso, accontentandosi del punto esterno. Dal basso del suo ultimo posto, il Catania non può permettersi simili occasioni perse.

Il derby dell'Appennino è stato vinto dalla Fiorentina, che ha liquidato il Bologna con un secco 3-0. Imbarazzante l'errore di Krhin, che al 13º serve Ilicic: slalom in area avversaria e diagonale vincente per l'1-0. Gli emiliani sono tramortiti, vengono graziati due volte dalle imprecise finalizzazioni di Cuadrado. Al 30º, Rossi offre un millimetrico pallone filtrante a Valero, che con eleganza supera Curci. Nella ripresa non cambia l'inerzia del match, Rossi realizza la terza rete con un pregevole pallonetto (65º). Fiorentina sempre piacevole da vedere, Bologna non pervenuto.

Partita senza storia all'Olimpico, la Lazio si sbarazza del Livorno vincendo 2-0. Klose devastante: manca due volte il goal in avvio con un colpo di testa e un palo in scivolata, ma si riprende il dovuto poco dopo. Al 19º, il tedesco cerca di saltare Bardi con un colpo sotto, sulla respinta del portiere l'attaccante è ancora pronto a insaccare. Sette minuti dopo, Klose raddoppia: la punta è lesta ad approfittare di una palla lasciata sola in mezzo all'area. La Lazio avrebbe potuto chiudere il match in goleada, ma le imprecisioni commesse sono state tante. Klose continua ad essere un giocatore insostituibile per i biancocelesti.  Il Livorno ha offerto una prova indifendibile: difesa disattenta e squadra incapace di costruire il benché minimo pericolo, decisamente da Serie B.

Colpaccio del Torino ad Udine, che batte per 2-0 i padroni di casa. Primo tempo equilibrato, Di Natale conclude debolmente al volo in avvio e Immobile tira alto al 13º, vanificando un assist di Cerci. Nella ripresa, i granata passano al terzo minuto: Farnerud supera Brkic con un tocco sotto. Immobile raddoppia a un quarto d'ora dal termine, colpendo di testa un cross al bacio di Darmian. I granata sono meritatamente settimi, hanno sempre offerto prove di spessore e possono vantare un Cerci migliorato in fase di costruzione. L'Udinese sente l'aria fredda della zona retrocessione, a soli quattro punti.

Importante successo esterno della Sampdoria sul campo del Chievo (0-1). La rete decisiva arriva al quarto d'ora, quando Eder incorna in rete un corner battuto da Krstic. Il Chievo punge poco con una sola punta, Thereau fallisce di testa l'unica occasione del primo tempo, mettendo il pallone tra le braccia di Da Costa (35º). Nella ripresa, gli ingressi di Pellisier e Paloschi sono tardivi ed infruttuosi. La Samp coglie tre punti salvifici, con la guida di Mihajlovic appare più quadrata e cinica.

Pareggio giusto a Marassi tra Genoa e Atalanta (1-1). Partita scialba, con poche occasioni, in cui le due squadre hanno badato più a non prenderle. Al 18º, Antonelli colpisce il palo con un coraggioso colpo di testa in tuffo. Sul finire del tempo, Cigarini colpisce un palo su calcio di punizione. Bertolacci illude i grifoni al 72º, inserendosi repentinamente in area per sfruttare un'indecisione difensiva con un preciso diagonale. La doccia fredda arriva a tempo scaduto, allorquando De Luca, lasciato solo, devia in rete un cross basso di Cigarini.

Pareggio a reti bianche tra Parma e Cagliari, nella partita del centenario scudato. Il primo tempo scivola via senza grandi emozioni, mentre al 62º sono gli ospiti a sfiorare il goal: il tiro di Sau viene respinto sul palo da Mirante e Gobbi anticipa sulla linea Nenè. Al novantesimo,  il subentrato Amauri mette di poco fuori, colpendo di testa un cross di Biabiany. L'impressione finale è che il pareggio fosse gradito a tutti.

La Juventus ha passeggiato sul Sassuolo, vincendo per 4-0. Apre Tevez al 15º, che sfrutta un'impacciata respinta di Pegolo sul tiro di Vidal. Peluso segna di testa (28º), impattando una punizione di Tevez. L'argentino realizza il terzo goal, grazie ad uno scellerato retropassaggio di Marzorati. La tripletta personale di Tevez si completa al 68º, quando la punta devia in goal un cross basso di Vidal. Il Sassuolo non ha saputo ripetere i miracoli del San Paolo e dell'Olimpico.

Napoli-Inter è stata una partita completa: ricca di goal, svarioni difensivi, ex allenatori, espulsione e rigore, in cui i partenopei hanno vinto 4-2. Al nono, Nagatomo regala un assist di testa a Higuain, che al volo dal dischetto batte Handanovic. Negli ultimi dieci minuti, le due squadre decidono di prendersi a "pallate". Al 35º, Guarin crossa basso dal fondo, velo di Palacio e tiro del pareggio di Cambiasso. La risposta del Napoli non si fa attendere, contropiede di Higuain, che lascia il tiro dal limite a Martens per il 2-1. I partenopei non sono sazi, Insigne chiede il tiro al belga, la respinta del portiere interista è ribadita in rete da Dzemaili. Al 47º, l'Inter accorcia con Nagatomo, lesto a sfruttare l'erronea uscita di Rafael sul tiro-cross di Guarin. Nella ripresa, l'espulsione di Alvarez per doppia ammonizione spegne, di fatto, le speranze dell'Inter, che sino ad allora sembrava avere il pallino del gioco. Callejon segna il 4-2 all'81º, capitalizzando il preciso e teso assist di Insigne. Prima del fischio finale c'è giusto il tempo di vedere un rigore parato da Handanovic a Pandev (macedone steso da Ranocchia). Le due squadre avranno anche divertito, ma le due difese confermano le loro deficienze. 


Finisce 2-2 il posticipo del lunedì tra Milan e Roma. Il pareggio scontenta tutti: i romanisti perdono altro terreno sulla capolista e i rossoneri rimangono impantanati a metà classifica. La Roma è partita forte, trovando il vantaggio al 13° con una scivolata di Destro, ben assistito da Strootman. La superiorità giallorossa non arriva alla fine del tempo, poiché Zapata insacca di testa al 29°, capitalizzando la sponda aerea di Muntari. Due minuti dopo su un pasticcio di Abbiati, Bradley non imprime la sufficiente forza alla conclusione, permettendo a Bonera il salvataggio sulla linea. La ripresa si apre con una sciocchezza del subentrato portiere Gabriel, che falcia in area il defilato Gervinho. Strootman non fallisce il rigore, portando di nuovo in vantaggio i giallorossi (50°). I capitolini non hanno la forza di tenere il risultato, la reazione milanista è premiata al 77°: Muntari, servito da Balotelli, supera Dodò e batte De Sanctis con un violento rasoterra sul lato del portiere. A tempo scaduto, le due squadre hanno un match ball per parte, ma non sanno sfruttarlo. Prima Balotelli tira a lato, dopo aver messo a sedere mezza difesa avversaria, poi Gervinho calcia di poco fuori un pallone al limite dell’area. 

La moglie di Lotito…”
di Fabio Pierboni

Foto ripresa da: http://www.welt.de

La Lazio ritrova la vittoria dopo sei partite, ma soprattutto ritrova il suo bomber Miroslav Klose autore di una doppietta, chi sembra invece non trovare più la strada della vittoria è il Livorno di Davide Nicola, gli amaranto non riescono a effettuare un’azione degna di nota in novanta minuti.
Petkovic propone la vecchia difesa con Radu, Konko, Dias e il rientrante Biava, arretra Hernanes a centrocampo e ripropone Ederson dal primo minuto dietro l’unica punta Klose.
Il tedesco dimostra subito di aver recuperato la forma migliore, prima sfiora il gol di testa su cross di Lulic, poi prende in pieno il palo cercando di perfezionare in rete il tiro fuori misura di Candreva. I due si ripetono qualche minuto più tardi, sul filtrante di Candreva il tedesco ribadisce in rete raccogliendo la respinta di Bardi sul primo tentativo. Il raddoppio arriva sei minuti più tardi, un tiro svirgolato da un sempre più irriconoscibile Hernanes, carambola sui piedi del numero undici che deposita in rete tra le gambe dell’incolpevole portiere. La partita finisce qui, il secondo tempo è uno spot contro il calcio, con i biancocelesti ad amministrare il vantaggio e il Livorno incapace di costruire un’azione degna di nota.

L’unica cosa degna di nota in quarantacinque minuti di noia mortale, un coro che interrompe il silenzio: “la moglie di Lotito, la moglie di Lotito, la moglie di Lotito è Igli Tare.”

BELLI E DANNATI
di Gianluca Danese

Foto ripresa da: http://bleacherreport.com


Una delle migliori Inter della stagione perde incredibilmente 4-2 a Napoli vedendo il traguardo del terzo posto allontanarsi in modo preoccupante.

Una bellissima partita, dominata dalla squadra di Mazzarri fino al 4 a 2 partenopeo, tradita dalla differenza di qualità degli interpreti, dalle solite gravissime disattenzioni in fase difensiva, e da un arbitro che ad un certo punto ha deciso che il Napoli doveva assolutamente portare a casa i tre punti.


Solito 3-5-1-1 con Taider per Kovacic. Aggressivi già dai primissimi minuti teniamo palla e facciamo la partita ma al 9' un errore in disimpegno di Nagatomo favorisce Higuain che al volo firma l'1-0.
Malgrado Taider e Guarin inguardabili continuiamo anche dopo il gol a fare la partita, siamo inferiori tecnicamente ma siamo più squadra; Alvarez è ispirato, Jonathan molto propositivo e Palacio sempre una spina nel fianco delle difese avversarie. Teniamo bene palla,fraseggiamo,pressiamo alti, ci avviciniamo alla porta avversaria ma dalle parti di Rafael siamo poco cinici e poco concreti.
Il Napoli gioca solo di contropiede ma quando lo fa sono dolori, troppo forti i vari Higuain, Insigne, Callejon e Mertens contro la sprovveduta difesa neroazzurra poco aiutata dal centrocampo in fase di non possesso.
Al 34' meritato e bellissimo pareggio di Cambiasso dopo una bella iniziativa di Guarin sulla destra, un velo di Palacio e una spizzata di Alvarez.
Al 38' e 41' tra infilate napoletane, dormite in difesa ed errori tecnici due contropiedi portano il Napoli sul 3-1 (Mertens e Dzemaili).
Ma l'Inter oggi c'è e malgrado il doppio svantaggio reagisce subito e al 46' torna in partita con Nagatomo che sfrutta sotto rete una grande iniziativa in area di Guarin.
Nel secondo tempo non cambia il canovaccio con l'Inter che fa la partita alla ricerca del pareggio ed il Napoli pericoloso in contropiede.
Al 60' entra Kovacic per un gravemente insufficiente Taider. La partita è bella e vivace  con continui capovolgimenti di fronte e tutte e due squadre danno l'impressione di poter arrivare al gol.
Ci proviamo con Alvarez, Nagatomo, Palacio e con Guarin che a due passi da Rafael gli spara il pallone in faccia.
Al 70' il sig. Tagliavento si inventa un fallo di mano di Alvarez su un rimpallo che costa il secondo giallo, l'espulsione e la squalifica per il derby di domenica prossima. Ennesimo episodio arbitrale sfavorevole che da svariato tempo ci vede protagonisti.
Anche in 10, stoici, cerchiamo il pari fino all'80' quando (su contropiede...) Insigne trova Callejon per il 4-2.
Da segnalare al 94' quel coglione di Pandev che si procura un mezzo rigore fafocchio, si prende il pallone per fare il gol dell'ex e Handanovic glielo para. Idiota come sempre...
Dunque oggi bravi, sfortunati e polli, buon collettivo ma poca concretezza e troppi, troppi errori in fase di difesa e di non possesso. Senza giocatori forti non si va da nessuna parte.
Domenica il derby contro i cugini che per fortuna sono più scarsi di noi. Peccato che Alvarez non ci sarà...


A  tutta Bundesliga
16° giornata
di David Rodinó

Foto ripresa da: http://www.bild.de

Venerdí sera nell´anticipo vittoria dell´Hertha Berlino in casa su un derelitto Werder Brema. In una partita contraddistinta da tanti errori difensivi si impongono i padroni di casa con un roboante 3 a 2.

Sabato pomeriggio continua la favola dell´Augsburg che domina tra le mura amiche un Eintracht Brauschweig troppo rinunciatario. Il 4 a 1 finale rende merito ai padroni di casa.

Il Bayern prosegue nella sua marcia trionfale e sconfigge a Monaco un Amburgo che le ha provate tutte per arginare il possesso palla dei padroni di casa. 3 a 1 il risultato finale.

Rischia il primo successo stagionale il Norimberga in casa dell´Hannover. I bavaresi dopo aver dominato la prima frazione chiudendola sullo 0 a 3, nella ripresa si fanno recuperare dai padroni di casa. L´Hannover raggiunge un pareggio insperato negli ultimissimi minuti e nel 3 a 3 finale c´e´anche la firma della, fin troppo casalinga, terna arbitrale.

Hoffenheim spreca una grande occasione nella partita casalinga contro il Borussia Dortmund. Dopo essere stata in vantaggio per 2 a 0 perde il filo del gioco e si fa recuperare da un Borussia volitivo ma non bello. 2 a 2 é alla fine il risultato giusto.

Il Mainz ferma tra le mura amiche la corsa del Gladbach. Malgrado lo 0 a 0 finale non sono mancate occasioni e bel gioco da entrambe le parti.

Prosegue la corsa del Wolfsburg che nell´incontro casalingo del sabato pomeriggio regola con un netto 3 a 1 lo Stoccarda. Benaglio e Diego sono stati i migliori tra i padroni di casa.

Un gol per tempo consentono allo Schalke di sconfiggere,domenica pomeriggio, un agguerrito Friburgo. Il 2 a 0 finale scaturisce da un autogol e da un dubbio calcio di rigore.

Nel tardo pomeriggio di domenica arriva la sorpresa della 16° giornata con il Francoforte che vince con merito, 0 a 1, a casa del Leverkusen. Con questo successo il Francoforte prende un poco di respiro nella lotta per non retrocedere mentre il Leverkusen perde contatto dal Bayern nella lotta per il titolo.