domenica 26 gennaio 2014

Fußball Total n° 21!

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N°21 - Gennaio 2014
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin, Fabio Pierboni e del sottoscritto David Rodinó

Punti, gioco e gol
di Michele Sensini

Foto ripresa da: http://www.asromavideo.com/

Archiviate le pratiche casalinghe di Genoa e Livorno con sette gol all'attivo e nessuno al passivo, la Roma si trova di fronte ad una di quelle trasferte insidiose che tanto l'hanno fatta soffrire nelle scorse stagioni. L'Hellas è a buon titolo la rivelazione del campionato e il Bentegodi, contro gli scaligeri, anche per via di un'antica e sentita rivalità, è tradizionalmente un campo ostico per i Giallorossi. In tutto questo la Juve ha frenato poche ore prima per merito di una buona Lazio, per giunta sfortunata, e col salire della posta in gioco salgono anche le tensioni.
Ma niente paura: con un Gervinho in questa forma Garcia si può permettere di lasciare la fantasia in panchina e basta affidare il centrocampo ai tre mastini per ridurre al minimo i pericoli provenienti dal veloce Iturbe e dal vecchio ma sempre ingombrante Luca Toni. La vittoria è netta e in partita non si è mai sofferto; dopo il pareggio, arrivato per una disattenzione di Castan, non si è mai avuta la sensazione di aver perso il pallino della partita. Il rigore finale, dubbio per qualche napoletano e per i soliti gufi, non fa altro che chiudere sette minuti prima una partita già chiusa. Benissimo Benatia (Toni non la vede mai) e bene Destro nonostante non sia arrivato il gol: il suo è un gran lavoro di movimento e di sacrificio per tutta la partita. Ottimo Garcia che coniuga acume tattico e gestione del gruppo schierando una formazione un po' a sorpresa che si rivelerà vincente.

La partita. Solito copione, con la Roma che manovra senza fretta ed affida al "tendina" le pochissime ripartenze concesse da un abbottonato Verona. Due quelle del primo tempo, la prima sciupata da Destro e la seconda finalizzata al meglio da Ljiaic, di partita in partita sempre più pericoloso e concreto. Il gol chiude il primo tempo e la tempistica che sembrava perfetta per portare a casa i tre punti beffa invece i giallorossi: neanche il tempo di schierarsi per i secondi 45 minuti di gioco, infatti, che arriva il pareggio veronese.La mezza doccia fredda non scalfisce nessuno e riparte l'assedio ai gialloblù, questa volta con maggiore convinzione. Gervais, come lo chiama il suo allenatore, ci delizia ora con lo scatto da fermo: porta a spasso quattro difensori, trova lo spiraglio e lo infila con un fendente preciso per il gol del vantaggio. Gli ultimi venti minuti sono affidati al Capitano, che entra in campo col piglio del ragazzino al debutto. Largo sulla fascia sfrutta al meglio gli spazi aperti dal Verona che timidamente cerca il pareggio e, da posizione defilata, prende la parte alta della traversa con una palomba che forse era un cross ma con la quale, più probabilmente, cercava l'angolo opposto in modalità 'cucchiaio'. I veronesi si scaldano, picchiano forte e cercano di giocare anche a pallone: tutto inutile, la Roma di oggi chiude i cancelli della difesa e fa ripartire tutti, attaccanti, centrocampisti ed esterni di difesa. Così trova lo spazio giusto Torosidis che, entrato in area da solo viene atterrato dall'oppositore gialloblù che col piedone trova tutto, palla e caviglia. Totti prende in mano la palla e ancora prima di metterla sul dischetto è già tre a uno. Tutti a casa, e ricordatevi sempre che faceva Giulietta di notte.

Gli spalti. Per buona parte dell'incontro al Bentegodi si sentono solo i duemila giallorossi giunti da Roma, a dimostrazione che spesso è meglio in pochi ma avvelenati che tanti 'indivanati'. Il pubblico veronese invece delude, si scalda solo al 73' per insultare la terna arbitrale, rea di aver concesso un rigore dubbio, e i romanisti rei di averlo segnato. Non si vinceva in trasferta da ottobre più o meno e questi tre punti sono la prova che la Roma è tornata a volare. Punti, gioco e gol: solo così si può pensare di stare dietro alla Juve e di tenere a distanza gli avversari per il posto nell'Europa che conta.


A  tutta Bundesliga
18° giornata
di David Rodinó
Tutte le Foto e la Classifica sono state riprese da:
http://www.kicker.de/



Dopo la consueta pausa invernale Venerdí 24 Gennaio il Bayern capolista era ospite a casa del Borussia Monchengladbach. La partita come da tradizione per il primo match del girone di ritorno della Bundesliga é stata trasmessa da ARD, la Rai 1 della Germania, cosí 6 milioni di spettatori che non possegono l´abbonamento a Sky hanno potuto vedere comodamente a casa la partita. E che bella partita tra due squadre in grande forma mi sono potuto godere sui 107 cm del mio Philips. Malgrado il Borussia abbia fatto tutto il possibile per infastidire il Bayern, gli uomini guidati da Guardiola hanno dimostrato una superiore tecnica individuale e una precisione nei passaggi che non hanno lasciato scampo all´impegno dei padroni di casa. Un gol per tempo regalano al Bayern un altro importantissimo successo.

SC Freiburg - Bayer 04 Leverkusen 3:2

Sabato pomeriggio il Leverkusen aveva la possbilitá di tenere il passo del Bayern ma la trasferta in casa del Friburgo si é rivelata piú dura del previsto. Dopo un primo tempo dominato dalla squadra ospite nella ripresa il Friburgo ha cambiato passo ed inflitto al Leverkusen la quinta sconfitta stagionale vincendo negli ultimi minuti per 3 a 2  a conclusione di un Match entusiasmante.


Il Borussia Dortmund ha avuto una ghiotta occasione contro l´Augsburg per accorciare le lunghezze sul Leverkusen. Malgrado i gialloneri abbiano dominato in lungo e largo il match non sono riusciti a portare a casa i tre punti ed il risultato finale di 2 a 2 é ancora piú amaro a causa dell´ennesimo grave infortunio per la squadra guidata da Klopp accorso al fortissimo Kuba Blaszczykowski.


Finalmente vince una partita il Norimberga che sfrutta gli errori difensivi dell´Hoffenheim. Il risultato di 4 a 0 per i padroni di casa é sin troppo severo per gli ospiti che con questa sconfitta scivolano in una zona pericolosa della classifica.

VfL Wolfsburg - Hannover 96 1:3

Il nuovo tecnico Tayfun Korkut porta fortuna all´Hannover che va a vincere per 3 a 1 in casa del Wolfsburg. Malgrado i padroni di casa abbiano dettato i tempi in tutti i 90 minuti gli ospiti hanno capitalizzato freddamente le poche occasione avute a disposizione.

VfB Stuttgart - 1. FSV Mainz 05 1:2

Importantissimo successo del Mainz in casa dello Stoccarda. Gli svevi erano passati in vantaggio ma si sono fatti raggiungere sul finire del primo tempo. Tuchel indovina il cambio nel finale inserendo Saller al posto di Park. Il nuovo entrato realizza il gol del 2 a 1 che avvicina i renani alle posizioni di classifica che contano.


La sera del sabato l´Hertha Berlino é stata ospite del Francoforte. Il Francoforte ha vinto per 1 a 0 in una partita non bella tra le recreminazioni dei Berlinesi nei confronti di un arbitraggio a dir poco casalingo.

Werder Bremen - Eintracht Braunschweig 0:0

Domenica pomeriggio pareggio a reti inviolate tra il Werder Brema e la squadra ospite di Braunschweig. Su un terreno di gioco ghiacciato ed ai limiti della praticabilitá le due squadre hanno dato vita ad uno spettacolo miserrimo che é stato confermato dal risultato finale di 0 a 0.

Hamburger SV - FC Schalke 04 0:3


Nella partita della domenica sera ad Amburgo netto successo degli ospiti dello Schalke che si aggiudicano l´incontro per 3 a 0 avvicinandosi pericolosamente alla zona Champions League e spedendo l´Hsv all´inferno del terzultimo posto, quello dell partita di relegazione.

Risultati

Fr24.01. 20:30  -  0:2 (0:1)Spielbericht
Sa25.01. 15:30  -  2:2 (1:0)Spielbericht
 -  1:2 (1:1)Spielbericht
 -  1:3 (1:1)Spielbericht
 -  4:0 (2:0)Spielbericht
 -  3:2 (1:2)Spielbericht
Sa25.01. 18:30  -  1:0 (1:0)Spielbericht
So26.01. 15:30  -  0:0 (0:0)Spielbericht
So26.01. 17:30  -  0:3 (0:1)Spielbericht

Classifica

1 17152044:83647
2 18121534:191537
3 18103540:221833
4 18103535:211433
5 1894535:28731
6 1893629:22730
7 1884627:21628
8 1883727:32-527
9 1874723:27-425
10 1863926:32-621
11 1855822:37-1520
12 1754830:33-319
13 1846836:42-618
14 1846821:29-818
15 1845919:33-1417
16 18441033:41-816
17 18111621:33-1214
18 18331210:32-2212



BRUTTI FINO ALL` ULTIMA
di Gianluca Danese


Foto ripresa da: http://golparade.net/


Un` Inter sempre più brutta non va oltre lo 0-0 in casa contro l' ultima in classifica.

Su questa partita c'e' poco da dire: in un clima di contestazione alla società si é vista la solita Inter. Stessa formazione di Marassi, con Milito-Palacio e Alvarez che svaria, Kuzmanovic-Cambiasso in mezzo, e stessi scarsi risultati: poco gioco, poche idee, piedi scarsi, giocatori in età pensionabile, poca determinazione, poco pressing e un Catania ben chiuso ha anche sfiorato il colpaccio nel secondo tempo. C` e' stato tanto predominio territoriale ma molto sterile, se ci si avvicina alla porta avversaria o non si tira o si tira male. Non si sono sfruttati i tanti angoli conquistati, le fasce sono rimaste bloccate, tanti lanci per la difesa e per il portiere avversario. Il solo Alvarez, a tratti, ha cercato di dare una scossa con giocate personali ma sempre fine a se stesse.

Male in mezzo con Kuzmanovic (di nuovo titolare!) e peggio con Kovacic nel secondo tempo; male gli esterni, male Milito ( sempre per terra o in fuorigioco) Palacio é stanco e la difesa é sempre da brividi.



Presente in tribuna il nuovo presidente Tohir si sarà già pentito ma almeno si renderà conto che c'e' tanto da fare e magari da anche tanto da spendere.



E domenica sera a Torino con la Juve...


A tutta serie A
di Marco Cadin

Foto ripresa da: http://m.goal.com/

La ventunesima giornata si è tinta di giallorosso, i capitolini hanno guadagnato terreno non solo sulla capolista, ma anche sul duo tosco-campano. Gervinho è stato l’eroe della settimana, capace di affondare la Juventus in Coppa Italia e di spezzare l’equilibrio nella complicata trasferta scaligera. I bianconeri, pur interrompendo la striscia di dodici vittorie consecutive, hanno saputo rimediare un punto quando erano sotto di un goal con l’uomo in meno. Quelli di Napoli, Fiorentina e Inter sono, invece, due punti persi in casa, considerando il livello non elevato degli avversari. Il Milan vince con fortuna a Cagliari, potendo guardare con fiducia alla zona Europa League (ormai distante solo cinque punti). La Lazio ha ritrovato punti, autostima ed equilibrio tattico, d’ora in avanti sarà avversario ostico per chiunque.

Il solito Napoli squilibrato pareggia 1-1 nella gara interna con il Chievo. Dopo un colpo di testa di Martens, gli ospiti fanno tremare il San Paolo con il goal del vantaggio. Sardo triangola con Thereau, scaricando un gran destro sotto l'incrocio (18º). Sette minuti dopo, Higuain sbaglia l'impossibile: il suo tapin a porta vuota, scaturito da un tiro errato di Callejon, è degno di un piede a banana. Tra la fine del primo tempo e l'inizio del secondo, Mertens colpisce due pali  uno su azione e l'altro su punizione. Dopo una traversa scheggiata da Insigne, è Albiol a trovare il pareggio a due minuti dal termine, superando Puggioni con un destro in mischia. Il Napoli ha perso troppi punti casalinghi con le provinciali, per poter ambire ad una classifica appagante.

La Juventus non va oltre l'1-1, nel confronto esterno con la Lazio. Un Buffon svagato, probabilmente distratto dalle notizie di gossip che lo riguardano, ha condizionato la gara con errori di grave superficialità. Al 14º, il numero uno azzurro controlla male un retropassaggio di Barzagli, permettendo a Klose di sfiorare il vantaggio in scivolata. Al 26º, Buffon stende Klose a un metro dalla porta, rimediando un cartellino rosso ed un penalty. Candreva trasforma il rigore, permettendo ai padroni di casa di chiudere in vantaggio la prima frazione. Da segnalare un fallo di mano in area di Bonucci, sul quale l'arbitro ha chiuso due occhi. Nella ripresa, la Juve trova l'inaspettato pareggio con un colpo di testa beffardo di Llorente (61º), perfetto nell'impattare il cross di Lichtsteiner. Berisha nega a Tevez il goal partita, ma sono i biancocelesti a fare di più nel finale. Su una punizione di Ledesma (76º), Klose colpisce di testa in totale solitudine, ma un colpo di reni di Storari spedisce il pallone sulla traversa. A cinque minuti dal termine, il subentrato Keita colpisce il palo con un pregevole tiro a giro. La Lazio avrebbe meritato i tre punti, ma può consolarsi con le apprezzabili prestazioni della gestione Reja.

La Roma sbanca il Bentegodi, battendo 3-1 il Verona. Primo tempo imbalsamato, le due squadre si sono controllate come due scacchisti. Gervinho è l'unico a velocizzare l'azione, da una delle sue sortite sulla destra nasce l'assist per il goal di Ljajc (46º). Ad inizio ripresa, Iturbe soffia il pallone all'ingenuo Castan, dando il via all'azione conclusa con il tiro del pareggio di Hallfredsson (49º). Garcia inserisce man mano i "panchinari" Pjanic, Florenzi e Totti, cambiando il volto della gara. Tuttavia  è ancora l'attaccante ivoriano  a fare la differenza: Gervinho irride gli avversari in area scaligera e dopo aver  spostato il pallone sulla destra incrocia un tiro sul palo opposto (60º). La partita si chiude solo all'82º con un rigore di Totti, concesso per il dubbio atterramento di Torosidis. Va precisato che Marques colpisce prima il pallone e solo dopo la caviglia del romanista. I giallorossi non perdono l'occasione di guadagnare due punti da tutte le dirette avversarie.

Sconcertante 0-0 nella soporifera sfida tra Inter e Catania. Nel primo tempo, l'unico pericolo corso dagli etnei è sfato un tiro di Milito deviato in angolo (26º). Nella ripresa, la migliore occasione è stata una traversa di Palacio (50º), per altro in offside. Un Catania più cinico avrebbe potuto vincere, sfruttando in modo più efficace i contropiedi intrapresi nel finire di gara. I nerazzurri,  ormai in caduta libera, hanno bisogno di una scossa.

Il Cagliari si fa superare nel finale dal Milan, 2-1 il risultato. La disattenta retroguardia rossonera regala palloni a gogò ai padroni di casa: su un erroneo passaggio di Amelia Sau è lesto a sorprendere il portiere  e portare in vantaggio il Cagliari (28º). La reazione milanista è tutta nelle conclusioni respinte di Honda e Balotelli. Nella ripresa, la manovra rossonera è sempre lenta e prevedibile. Il pareggio arriva solo grazie ad una punizione di Balotelli (43º).  Due minuti dopo, il subentrato Pazzini segna colpendo con la suola un cross proveniente dall'angolo. Successo fortunato per  il Milan, che non sembra reggere l'assetto con quattro punte.

Una Sampdoria sciupona non ottiene oltre la divisione della posta, nello scontro salvezza col Bologna (1-1). A dire il vero non si è trattato di un match esaltante, nel primo tempo non si sono registrate occasioni rimarchevoli. Al 62° è giunto il goal che ha illuso Marassi: Eder arriva sulla linea di fondo campo e serve con un retropassaggio Gabbiadini, che di prima conclude in rete. I doriani controllano il gioco senza troppe apprensioni, ma a un minuto dal termine Costa stende all’ingresso dell’area l’innocuo Christodoulopoulos. Diamanti non sbaglia il rigore del pareggio.

Il Livorno, rivitalizzato dalla cura Di Carlo, batte 3-1 il Sassuolo. Primi ventisei minuti da incubo per gli emiliani, che subiscono le tre reti avversarie. Apre le danze Greco, che approfitta nel modo corretto dell’assist di Emeghara (4°). Raddoppia Paulinho con un potente sinistro dalla distanza (11°), mentre segna il terzo goal Benassi smarcato dall’ispirato Emeghara (26°). Berardi accorcia le distanze su penalty (28°), concesso per l’atterramento di Sansone ad opera del portiere. Di Francesco prepara le valige, mentre dagli spalti Prandelli si sarà reso conto che Berardi è ancora acerbo.

Il Torino conquista il sesto posto in classifica, superando 1-0 l’Atalanta. Una delle prestazioni più incolore dei granata, premiata da un rigore regalato dall’arbitro. Il misfatto si compie al 59°, quando Cerci piomba addosso a Consigli, reo solo di aver respinto un pallone di pugno. Per l’arbitro è rigore, che viene puntualmente realizzato da Cerci. Denis, entrato nella ripresa, si è reso pericoloso in un paio di occasioni. In particolare al 77°, l’argentino colpisce di testa verso l’incrocio, ma Padelli si supera deviando in angolo. Nei minuti di recupero, Immobile potrebbe raddoppiare, stavolta per un giusto rigore, ma Consigli è bravo a parare il penalty.

Il Parma conferma il suo momento di grazia, superando per 1-0 l’Udinese. Al 13°, Gargano penetra in area e sfodera un gran destro, respinto prontamente da Brkic. Quattro minuti dopo è Parolo a sfiorare il palo, ma il goal partita arriva al 35°: Amauri insacca di testa un cross di Cassano. Nella ripresa entra Di Natale, ma i bianconeri non riescono a scuotersi. E’ ancora il Parma ad andare vicina al goal con Biabiany, ma il diagonale del francese trova pronto Brkic. I padroni di casa volano a 32 punti, mentre l’Udinese è a soli tre punti dal baratro.

Scoppiettante 3-3, nel posticipo tra Fiorentina e Genoa. Pareggio giusto, indirizzato dalle dubbie decisioni arbitrali. In effetti, il vantaggio genoano arriva con un rigore di Gilardino, concesso per un atterramento inesistente di Antonelli (27º). Cinque minuti dopo, il pari arriva con un penalty realizzato da Aquilani, concesso in modo generoso per una trattenuta su Ambrosini. Al 34º, Antonini riporta in vantaggio i rossoblù con un preciso diagonale, anche se la sua posizione sul passaggio di Matuzalem era in fuorigioco. Due minuti prima del riposo, Aquilani impatta con un tiro in mischia all'altezza del dischetto. L'ex giallorosso realizza la sua storica tripletta, grazie ad una conclusione la cui traiettoria deviata inganna Perin (57º). I viola si fanno raggiungere al 78º, quando De Maio è lesto ad insaccare in spaccata un traversone proveniente dal corner. I viola perdono un'occasione d'oro per avvicinare il Napoli.

L’UOMO IN PIU’
di Fabio Pierboni

Foto ripresa da: http://de.eurosport.yahoo.com/


Quando ho visto la Juve coprire il campo alla perfezione e chiudere bene sulle ripartenze della Lazio, anche dopo l’espulsione di Buffon, mi sono chiesto: ma non incominceranno le partite con un uomo in più?
L’uomo in più in realtà è la mentalità, una difesa solida, ottimi ricambi e un impianto di gioco collaudato, ma l’uomo in più è anche Vidal che lo trovi ovunque, Pogba, una forza della natura con l’eleganza di una pantera e la coppia Llorente/Tevez, perfettamente amalgamata e funzionale alla squadra.
Al 39’ del secondo tempo in realtà, l’uomo in più lo ha messo dentro anche la Lazio, Keita Balde Diao classe ’95 non fa in tempo neanche ad entrare che regala una delle sue perle. Riceve palla in profondità da Klose, controlla tra due avversari, rientra sul destro e lascia partire un tiro a giro che scavalca Storari e si stampa sul palo interno, il gesto più bello della partita.
La Juve si presenta all’olimpico con la formazione titolare, fatta eccezione per lo squalificato Chiellini sostituito da Ogbonna, a centrocampo Conte preferisce Marchisio a Pirlo. Reja schiera i suoi con un’inedita difesa a tre, Biglia e Ledesma al centro del campo e gli esterni molto bassi, in avanti Candreva, Hernanes e Klose, ancora assente Marchetti, tra i pali c’è Berisha.
La partita comincia a farla la Juve che si scontra con il muro alzato da Reja, la Lazio prova a pressare alto, Buffon si attarda a rinviare e per poco Klose non lo punisce, il tedesco riesce a prendere il pallone ma non centra la porta. Al 24’ una buona discesa di Konko spiazza la difesa juventina, Klose taglia l’area e anticipa Buffon che gli frana addosso, l’arbitro assegna il rigore e sventola il cartellino rosso al numero uno bianconero. Dal dischetto va Candreva, portiere da una parte e pallone dall’altra, la Lazio passa in vantaggio.
La Juve prova a riorganizzarsi e a reagire, Llorente gira bene in area, Berisha blocca a terra.
Il primo tempo si chiude con un cross di Dias per Hernanes, il brasiliano gira verso la porta, Bonucci lo contrasta in maniera scomposta e con il braccio allargato stoppa il tiro, per l’arbitro è tutto regolare, Mazzarri per un episodio del genere avrebbe pianto per i prossimi tre mesi.
Nel secondo tempo la Juve sembra non risentire dell’uomo in meno, al 60’ Lichtsteiner supera Konko e centra per Llorente, lo spagnolo gira di testa avvitandosi, la sfera scavalca Berisha insaccandosi nel secondo palo.
La Juventus prova a ribaltare la partita, il portiere biancoceleste è costretto a rifugiarsi in corner sul diagonale di Tevez.
La Lazio rialza la testa, gli uomini di Reja provano a riportarsi in vantaggio con Hernanes, il suo tiro a giro esce di poco, poi con Candreva che chiude di poco alto dalla destra. All’75’ Klose colpisce di testa a botta sicura da pochi passi, Storari riesce a deviare d’istinto sulla traversa.
La partita si chiude con il palo di Keita, la Juve riesce a portare via un punto pur giocando due terzi di partita in inferiorità numerica, la Lazio sembra rinata dall’avvento di Reja, Biglia ha finalmente dato una prova convincente, la difesa è rigenerata e Hernanes, tornato al suo antico ruolo, sembra essere di nuovo il faro della squadra, i biancocelesti devono per forza ripartire da questi segnali e dal talento di un giovane di grandi prospettive.