lunedì 3 febbraio 2014

Fußball Total! 22° Edizione

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N° 22 Febbraio 2014
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin, Fabio Pierboni e del sottoscritto David Rodinó

A tutta Serie A
di Marco Cadin


Foto ripresa da: http://sport.sky.it/

Domenica interlocutoria, quella bagnata che ci siamo lasciati alle spalle. La solita Juventus supera l’ostacolo, a dire il vero leggero, del derby d’Italia e continua la sua striscia di vittorie consecutive in casa. La Roma salta il turno a causa del campo impraticabile dell’Olimpico, respirando un po’prima della semifinale di Coppa Italia e del derby di domenica. Napoli, Fiorentina e Inter perdono quota, non si vede come i giocatori arrivati dal calciomercato possano colmare le lacune palesate. Il Milan di Seedorf è in uno stato confusionale preoccupante, mentre la Lazio di Reja continua a fare punti.

L’anticipo del sabato pomeriggio è stato il teatro del successo esterno dell’Udinese sul Bologna (2-0). Al quarto d’ora, l’arbitro concede un dubbio rigore per il contrasto aereo tra Pazienza e Lazzari. Di Natale trasforma il penalty, portando gli ospiti in vantaggio. La reazione emiliana non si vede, le uniche apprensioni per il giovane Schuffet sono le punizioni in mischia di Diamanti. I primi quindici minuti del secondo tempo sono caratterizzati dalle conclusioni dalla distanza di Diamanti, Moscardelli e Morleo, ma finiscono tutte di poco fuori. Nico Lopez potrebbe raddoppiare al 72°, quando si rende protagonista di un contropiede di cinquanta metri, ma la gioia dell’ex romanista viene rimandata ai minuti di recupero: Maicosuel serve l’uruguagio in posizione solitaria, permettendogli di realizzare il definitivo 2-0. Il Dall’Ara è ormai è una polveriera pronta ad esplodere di fronte ad una squadra troppo brutta per essere vera. Intanto, Guidolin salva la panchina, consapevole che il suo organico vale ben più dei 23 punti attuali.

Prova incolore della Fiorentina, che esce sconfitta per 1-0 da Cagliari. I viola non sono mai stati in partita, appare difficile sottolineare almeno un'azione degna di nota da parte degli ospiti. I sardi vanno vicini alla rete con due conclusioni ravvicinate di Pinilla e Dessena, che trovano pronto Neto. Al 39º, Roncaglia compie la frittata, stendendo in area Sau. Pinilla realizza il penalty con grande freddezza. Nel secondo tempo è ancora il Cagliari a fare di più, sfiorando il raddoppio ancora con Pinilla. Senza Rossi e Gomez, la Fiorentina non punge: Matri impalpabile.

Il Milan non ottiene più di un punto nella sfida con il Torino (1-1). In apertura Padelli si supera smanacciando in angolo un pallonetto di Pazzini. Al 17° l’inatteso vantaggio granata: Immobile s’invola nell’uno contro uno con Bonera, salta di netto il difensore e batte di piatto Abbiati. Poco dopo è ancora Pazzini a cercare il pareggio con una rovesciata, ma il portiere ospite è in gran giornata. Prima dell’intervallo il Torino sfiora il raddoppio, ma Fernerud mette fuori l’assist a porta vuota confezionato da Cerci (cross di esterno da applausi). La ripresa si apre con il pareggio rossonero: Rami riceve palla al limite, il suo potente destro è leggermente deviato ed entra in rete. Kaka prova a portare avanti i meneghini, ma la sua conclusione è di poco alta. Il Milan è tanto fumo è niente arrosto: punte e mezze punte si pestano i piedi, Honda non dà segni di vita.

L’Atalanta s’impone sul Napoli per 3-0, rinforzando le sue speranze di salvezza. Benitez ha preso sotto gamba l’impegno, risparmiando per la semifinale di Coppa Italia Hamsik e Higuain (subentrato nella ripresa). Nel primo tempo, i partenopei hanno gestito di più il pallone, andando vicini al vantaggio con un diagonale di poco a lato. I bergamaschi sono rimasti ben coperti attendendo il momento giusto per colpire, che puntualmente è arrivato al 47°: Denis prova un tiro dal limite senza troppe pretese, la conclusione centrale passa sotto la pancia di Rejna e s’infila in rete. Mertens potrebbe pareggiare, ma la sua conclusione a porta vuota esce a lato. Al 64° il disastro di Inler: il centrocampista sbaglia il rinvio, servendo il bomber Denis per il raddoppio. Il patatrac si completa sei minuti dopo, quando Fernandez scivola in area permettendo a Moralez di realizzare il terzo goal. Troppi errori per il Napoli, che in fase di mercato non si è molto curato del suo tallone d’Achille: la difesa.

Una Lazio autorevole s'impone per 2-0 sul campo del Chievo. Vantaggio immediato dei biancocelesti, che al 5º passano con Candreva: l'azzurro riceve palla in area da Keita, salta un avversario con un colpo sotto di destro e insacca di sinistro. Klose potrebbe raddoppiare, ma il colpo di testa del tedesco finisce di poco alto. Il Chievo non riesce mai a scuotersi, nella ripresa il giovane Keita è l'assoluto protagonista in campo. Prima rischia di segnare con un pregevole colpo di tacco, poi raddoppia con un tiro deviato dal limite (69º). Ora la Lazio è pronta, carica più che mai in vista del derby.

Lo scoppiettante 3-3 tra Catania e Livorno viene tradotto in un punto a testa, che non migliora la precaria classifica delle due formazioni. Il Livorno della gestione Di Carlo è squadra sparagnina, capace di presentarsi in trasferta senza timori reverenziali. Al contrario, gli etnei sono l’ombra degli undici leoni, che nelle ultime annate spaventavano chiunque si affacciasse al Massimino. Goal realizzati nella ripresa. Apre le danze Emeghara (50°), che approfitta di una corta respinta di Frison, ma impatta Berghessio (61°) con un batti e ribatti insistito verso la porta ospite. Al 72°, Paulinho realizza un penalty concesso per l’atterramento del sempre attivo Emeghara. Il tocco corto da parte di Barrientos, di un pallone proveniente dal corner, ristabilisce la momentanea parità (75°). Il terzo goal del Livorno è una fotocopia del primo, Emeghara insacca un respinta centrale del numero uno rossoazzurro (77°). Il definitivo 3-3 arriva a due minuti dal termine, quando Almiron non può fallire il preciso assist di Lodi.

Il Sassuolo, rivoluzionato dal calciomercato invernale, perde per 2-1 con il Verona. Partita equilibrata fino allo sciagurato autogoal in scivolata di Manfredini, che, nei minuti di recupero del primo tempo, gela il Mapei Stadium. Il Sassuolo prova a reagire, ma non fa altro che lasciare spazio ai contropiedi dell’Hellas, che potrebbe raddoppiare se Cannavaro non compisse una prodigiosa chiusura su Iturbe. A tre minuti dal termine arriva il goal di Toni, che supera Pegolo con un delizioso pallonetto. La rete allo scadere di Floro Flores (di testa), non può far altro che accorciare le distanze. Ora due domande d’obbligo al patron Squinzi: perché rinunciare al giovane e dignitoso Sassuolo, per far posto ai calcinacci Cannavaro, Manfredini, Brighi e Floccari? Perché affidare la guida tecnica ad Alberto Malesani, reduce dai recenti fallimenti di Udine, Empoli, Siena, Bologna, Genoa e Palermo?

La legge dello Juventus Stadium è implacabile, undicesima vittoria consecutiva della capolista tra le mura amiche. L'Inter è solo l'ultima vittima, battuta 3-1. Partenza sprint dei bianconeri, che mettono Tevez due volte davanti al portiere nerazzurro, ma in entrambi i casi Handanovic chiude lo specchio. Al 15º, la Juventus passa in vantaggio: pennellata in piena area di Pirlo per Lichtsteiner, che di testa insacca. Prima dell'intervallo, gli interisti intavolano un contropiede in superiorità numerica, ma Palacio spedisce a lato l'assist di Kuzmanovic. Ad inizio ripresa, la Juventus raddoppia con un'azione insistita, in cui Chiellini ha il merito di porre la zampata vincente. Al 55º, Arturo Vidal chiude i conti: il cileno tira di prima intenzione un pallone mal rinviato dalla retroguardia nerazzurra, battendo lo sconsolato Handanovic. Nell'ultima mezzora, la Juve mette i remi in barca, permettendo a Rolando di realizzare il goal della bandiera (71º), segnando con un sinistro in mischia. Palacio avrebbe potuto accorciare ulteriormente le distanze, ma un suo colpo di testa finito alto, è l'emblema di una serata no. Troppa la differenza tra i due club per poter sperare in un match equilibrato.

Il derby della lanterna, giocato lunedì sera, ha visto prevalere la Sampdoria per 1-0 sul Genoa. Successo meritato per i doriani, che subito hanno impresso un ritmo alto e una determinazione superiore ai cugini. In apertura, una punizione di Palombo lambisce il palo, ma per vedere il vantaggio blucerchiato non c’è molto da attendere. Al 27°, Maxi Lopez è servito in area e con un perentorio diagonale di destro realizza il goal del figliol prodigo. Ancora Lopez impegna Perin con una conclusione centrale, mentre il Genoa si fa vedere solo con un’innocua girata di testa di Gilardino. Nella ripresa, ci prova spesso Bertolacci e Matuzalem fallisce un comodo colpo di testa ravvicinato. Finisce senza tanti sussulti, il match in cui la Samp ha vendicato il derby dell’andata.


MANIFESTA INFERIORITÀ
di Gianluca Danese


Foto ripresa da: http://www.timesofmalta.com/

L' Inter cade vergognosamente, giocando male e senza lottare 3-1 allo Juventus Stadium.

Troppo il divario tecnico, fisico e mentale tra le due squadre. In mezzo Pirlo, Pogba e Vidal hanno fatto quello che volevano, ai limiti della presa in giro, con Taider, Kovacic e Kuzmanovic ( Cambiasso é fuori un mese per infortunio) a guardare.
Sulle fasce Asamoah e Lichsteiner si sono divorati i pulcini Jonathan e Nagatomo (per l 'occasione capitano..) Dietro poi i soliti immancabili brividi ed orrori; davanti Alvarez non pervenuto e le pochissime occasioni capitate non sono state sfruttate ( Palacio sotto rete non la butta più dentro)
In più ci metti il secondo e il terzo gol letteralmente regalati: gente che non segue l'uomo, che si fa anticipare in area, palloni che scottano...
Questo siamo stati costretti a vedere domenica sera.



Il mercato ci ha regalato il Profeta Hernanes dalla Lazio e il laterale D'Ambrosio dal Torino, du' pippe che però magari potranno anche fare comodo; nella speranza di fare meno figure di merda


A  tutta Bundesliga
19° giornata
di David Rodinó

Bayern München - Eintracht Frankfurt 5:0
Foto ripresa da: http://www.kicker.de/

La settimana del calcio tedesco di massima serie era iniziata mercoledi´sera con la partita di recupero della 17° giornata tra lo Stoccarda ed il Bayern. La squadra degli svevi ha giocato un primo tempo fatto di corsa e di tanta intelligenza meritando il vantaggio con il gol di Ibisevic. Nella ripresa Guardiola inseriva Pizarro e Mandzukic che spostavano gli equilibri del match a favore del Bayern e  il Peruviano prima e Tiago Alcantara con un gol da cineteca all´ultimo secondo di gioco regalavano al Bayern l´ennesimo trionfo.

Venerdí sera il Borussia Dortmund era ospite dell´Eintracht Braunschweig. In una partita tiratissima hanno avuto la meglio gli ospiti capaci di capitalizzare al meglio le occasioni avute. Nell´1 a 2 finale da registrare la doppietta dell´attaccante Aubameyang.

Partita molto intensa nella tana dello Schalke che ospitava sabato pomeriggio il Wolfsburg. Il migliore in campo, Boateng, decide con il gol  del 2 a 1 la partita a favore degli uomini di casa.

Il Bayer Leverkusen sconfigge non senza difficoltá tra le mura amiche lo Stoccarda. La partita é stata decisa nel finale dal gol del subbentrato e ritrovato Derdiyok che con un colpo di testa da distanza  ravvicinata realizzava il 2 a 1.

Colpito ed affondato l´Amburgo in casa dell´Hoffenheim che con un sin troppo facile 3 a 0 spedisce gli ospiti in piena zona retrocessione al penultimo posto.

Vittoria con gli occhi a mandorla per il Mainz, al settimo risultato utile consecutivo, contro il Friburgo. I due sudcoreani Park e Koo realizzano i  gol per il 2 a 0 finale.


Dopo essere passata in vantaggio nei primissimi minuti a casa dell´Augsburg il Werder Brema spegne i suoi ardori agonistici e si lascia travolgere dalla squadra ospitante che vince per 3 a 1 e si conferma come la piú grossa sorpresa positiva della Bundesliga 2013-2014.

Si conferma dopo il ritorno al successo nella ventesima giornata l´Hannover che sconfigge per 3 a 1 il Monchegladbach. La squadra di casa ha meritato il successo grazie ad una migliore fase difensiva e a veloci ripartenze.

Domenica pomeriggio gli spalti dello stadio Olimpico di Berlino erano stranamente poco gremiti. Forse molti simpatizzanti dell´Hertha avevano previsto una giornata storta dei propri beniamini che, malgrado fossero passati in vantaggio col solito Ramos, contro il redivivo Norimberga perdono per 1 a 3. Tra gli ospiti grande prova del giovane attaccante svizzero Drmic.

Domenica sera é stata una partita senza storia quella tra il Bayern e il Francoforte. I bavaresi vincono per 5 a 0 e proseguono la loro incredibile stagione. Da segnalare il record per la Bundesliga realizzato da Thiago che ha in questa sola partita toccato per 185 volte il pallone.


Non tutti i mali vengono per nuocere…
Di Fabio Pierboni

Foto ripresa da: http://www.calciomercato.it/

La Lazio si presenta al Bentegodi travolta da mille polemiche, la cessione di Hernanes nell’ultimo giorno di mercato ha fatto esplodere la contestazione dei tifosi contro la dirigenza, a poco sono valsi gli acquisti di Kakuta e Hélder Postiga. Se proprio dovessimo trovare un elemento positivo, potremmo sperare che la partenza del brasiliano possa lasciare maggior spazio a un talento puro, uno di quei giocatori che sanno dare del tu al pallone, Balde Diao Keita, non tutti i mali vengono per nuocere.
Il Chievo reduce da troppe giornate senza vittoria prova a dare uno scossone all’ambiente, la società veneta è stata molto attiva nel mercato, anche se Corini per la partita casalinga contro i biancocelesti si affida a una formazione più che collaudata. Nel 3-5-2 speculare a quello di Reja trovano spazio Paloschi e Téréau in attacco con Rigoni in cabina di regia e Dainelli, Frey e Cesar nella difesa a tre. La Lazio si schiera ancora con Berisha tra i pali, Biava, Radu e un ritrovato Dias in difesa, Cavanda e Lulic sulle fasce, Ledesma e Biglia al centro con Keita e Candreva a ridosso di Klose.
La sfida ha inizio sotto una fitta pioggia, al sesto minuto Keita s’invola sulla fascia sinistra, mette al centro per Candreva che controllando con il destro elude l’intervento dell’avversario e supera Puggioni con un potente sinistro da distanza ravvicinata, per l’ala laziale si tratta del settimo centro in campionato, sommando anche gli 8 assist ci si rende conto della splendida stagione del centrocampista della Nazionale.
Il Chievo prova a rispondere con Paloschi che gira di poco sopra la traversa l’ottimo invito di Bentivoglio. La reazione clivense è sterile, è la Lazio invece che rischia più volte di raddoppiare. Al 12’ Klose non trova la giusta coordinazione sul perfetto assist di Ledesma, il tedesco spedisce alto da ottima posizione. Alla mezz’ora filtrante di Biglia per Keita che conclude in porta trovando la parata di Puggioni. Corini è costretto a due sostituzioni per altrettanti infortuni, fuori Dainelli e Hetemaj, dentro Radovanovic e il nuovo acquisto Canini.
Il secondo tempo si apre sempre con la Lazio in avanti, al 55’ Candreva mette al centro per Keita che gira di tacco costringendo Puggioni a rifugiarsi in angolo, molto bello il gesto tecnico del Giovane Laziale. Al 61’ Biglia si fa ammonire per un intervento ai danni di Sardo, l’argentino fino a quel momento tra i migliori in campo, commette una grande ingenuità che lo costringerà a saltare il derby per squalifica.
L’ennesimo cross di Candreva al 66’ viene vanificato da Lulic che spedisce alto a porta vuota. Il raddoppio laziale arriva quattro minuti più tardi, Keita lascia partire un potente sinistro dal limite dell’area, il pallone deviato da Canini si insacca in rete. Nella parte finale della partita trovano spazio anche Perea e il diciottenne romano Luca Crecco, all’esordio stagionale.

La miglior Lazio da trasferta di questa stagione, non che ci volesse molto, ma bisogna ammettere che la cura Reja sta dando ottimi frutti, non solo per quello che riguarda i punti, 11 in 5 giornate, ma anche per un ritrovato equilibrio tattico e una sorprendente produzione offensiva.