domenica 9 febbraio 2014

Fußball Total! Numero 23

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N° 23 Febbraio 2014
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin, Fabio Pierboni e del sottoscritto David Rodinó

Il Muro del Pianto

di Gianluca Danese 

Foto ripresa da: http://www.unionesarda.it/

L'Inter torna alla vittoria 1-0 a San Siro contro il Sassuolo, giocando una partita leggermente migliore rispetto alle ultime uscite e meritando la vittoria e i 3 punti che mancavano da troppo tempo.

Formazione di partenza tutta nuova: 3-5-2 con il ritorno di the wall Samuel per Campagnaro, Rolando e Jesus ai suoi fianchi, Kuzmanovic davanti alla difesa( Cambiasso starà fuori ancora per un po'), il nuovo acquisto il Profeta Hernanes e il rispolverato Guarin (prima partita dopo la mancata cessione alla Juve) liberi di creare visto che anche Ricky Alvarez dovrà stare un po' fuori per infortunio, Milito e Palacio davanti.

Nel primo tempo l'Inter fa tanto possesso palla ma sterile; Guarin è sempre nel vivo dell'azione anche se molto impreciso e il Profeta si vede poco, fatica a trovare la posizione ma è lui per primo a sfiorare il gol con un gran tiro da fuori.

Si prova a fare gioco, si prova qualche triangolazione, si accenna un po' di pressing ma come al solito poche soluzioni, tanti lanci inutili per nessuno, poca lucidità e poca pericolosità offensiva. Dietro si rischia poco anche se Handanovic è bravissimo su una punizione velenosa di Berardi.
Il Sassuolo si chiude bene ed è difficile sfondare, ma negli ultimi cinque minuti del primo tempo due grandissime discese palla al piede di Palacio prima sulla destra e poi sulla sinistra mettono un impacciato Milito due volte solo davanti a Pegolo che in tutte e due le occasioni neutralizza.

All' inizio della ripresa, su corner del Profeta, Samuel di prepotenza insacca di testa il gol dell' 1-0.
Il resto è la fotocopia del primo tempo con l'Inter che controlla abbastanza agevolmente senza però riuscire a chiudere il match, anche se si affaccia più volte dalle parti di Pegolo con Milito (disastroso esce al 65' per Ruben Botta), con il Profeta, con Jonathan, con Guarin e con Botta ma un po' l'imprecisione un po' un super Pegolo negano il raddoppion alla squadra di Mazzarri.

Dunque oggi un po' meglio grazie alla maggiore qualità del centrocampo; finalmente poi si comincia anche a tirare da fuori ( e sia Guarin sia il Profeta sono specialisti a riguardo). Davanti bene Palacio spina nel fianco della difesa emiliana, ma malissimo ancora Milito. Sulle fasce anche oggi ancora un po' bloccate male Jonathan ( ha bisogno di un po' di riposo, vogliamo vedere D' Ambrosio), un po' meglio Nagatomo sia in copertura che in fase offensiva. la difesa oggi abbastanza sicura anche se il Sassuolo non ci è parso troppo pericoloso.
Forse questo è il primo passo per imboccare la strada giusta, e sabato sera andiamo a Firenze per un durissimo banco di prova.



Non è una partita, è il derby
di Fabio Pierboni

Benatia contrasta Klose
Foto riprese da: http://www.sportlive.it/

“A te ho giurato fedeltà eterna, a te darò eterno amore”, la curva nord laziale accoglie la sua squadra con l’immagine di un legionario e una dea, al loro fianco la coppa Italia adagiata sopra una colonna greca, tutt'intorno un mare di bandiere biancocelesti. La sud risponde con tanti fumoni e un’incomprensibile rettangolo bianco al centro della curva.
Il derby non è mai una partita, il derby è “il derby”, contano poco le assenze, la tattica, il meteo, le condizioni del terreno, le statistiche e i moduli.
Molto spesso conta poco anche la differenza tra le due squadre, non sempre vince la più forte e non sempre si riesce a esprimere il proprio gioco. Non ci riesce la Roma, imballata a centrocampo e imprecisa in fase offensiva, ci riesce ancor meno la Lazio che spreca in contropiede e si arrende troppo presto regalando tutto il secondo tempo.
In ombra i giganti Klose e Totti, spaesato il debuttante Keita, fuori condizione il suo sostituto Mauri, sottotono Pjanic e Strootman, confusionari e imprecisi Lulic e Gervigno. Una bella figura la strappano le difese, sempre attenta quella della Roma, con Castan pronto a chiudere ogni tentativo di cross dei biancocelesti, dall’altra parte Dias e Biava sembrano tornati quelli di un tempo, mai in affanno e sempre puntuali. Tra i migliori in campo Maicon e il sopracitato Castan per i giallorossi, Candreva e Ledesma per la Lazio.
Nel primo tempo la Roma spreca con Florenzi, che in piena libertà spara alto di destro al volo. Gol annullato giustamente a Gervinho, bravo a ribadire in rete la respinta di Berisha, l’ivoriano è oltre la linea dei difensori laziali. Un minuto più tardi De Sanctis commette un pasticcio, Lulic per poco non ne approfitta, anche se l’arbitro ferma il gioco per un fallo inesistente del Serbo.
Il primo tempo si chiude con altre due occasioni, una per parte: Totti perde palla a centrocampo permettendo a Gonzales di ricevere palla e concludere con un destro potente di poco alto sopra la traversa. Sul fronte opposto, bella imbeccata di Maicon per Pjanic che si attarda nel controllo permettendo il recupero della difesa biancoceleste.
Nel secondo tempo la Lazio arretra lasciando l’iniziativa alla Roma. I giallorossi non riescono a trasformare la superiorità territoriale in concrete azioni da gol, ci provano nell’ordine Gervinho, destro sul primo palo deviato in corner da Berisha, Pjanic, che sfiora il palo e Totti con un tiro potente da fuori area, di poco alto sulla traversa.
La Lazio rischia il delitto perfetto in contropiede, due contro uno di Onazi e Klose, il nigeriano sbaglia clamorosamente non riuscendo a servire il tedesco che si involava libero verso la porta difesa da De Sanctis. Il secondo tempo si chiude con due belle iniziative del subentrato Bastos.




Attacco contro Difesa
di Michele Sensini

Foto ripresa da: http://www.fanatik.com.tr/


 Il mezzo bicchiere, pieno o vuoto che sia ma molto amaro per i giallorossi, soddisfa solo i laziali che al triplice fischio festeggiano come i tifosi del Sassuolo, del Cagliari e dell'Atalanta. Un punto d'oro per Reja, che non ha ambizioni di classifica, e di platino per i tifosi laziali che escono indenni da uno dei derby più squilibrati di sempre: il divario tecnico e tattico tra le due squadre, ora come ora, è netto e aver frenato la corsa della Roma basta e avanza per chi campa di rendita.

Il pareggio della Juve che arriva al novantesimo confonde gli umori di fine partita e rende indecifrabile il bicchiere di cui sopra. Un derby inutile, in poche parole, ultimo di una stagione in cui potevano essere quattro e meno male per loro che sono stati solo due, visto che in 180 minuti non è arrivato neanche un tiro nella porta di De Sanctis.


La partita. Dura un tempo, il primo, l'unico con due squadre in campo e ne esce una gara tesa ma tutto sommato bella. La Roma tiene il pallino del gioco ma la Lazio è sempre pronta a ripartire con Candreva e Keita, pericolosi e velocissimi nella ricerca degli spazi laterali. La Roma, nella sua formazione tipo, affida alla fascia di Maicon le incursioni in attacco, con Pjianic e Totti a gestire gli spazi centrali e Gervinho solita spina nel fianco. La partita è maschia ma Orsato è bravo a lasciar giocare, molto meno nel gestire le ammonizioni. Il primo giallo in faccia ad un laziale viene sventolato solo al 40', quando già sarebbero dovuti essere due o tre.

Reja inserisce Mauri al posto di Keita e la fase offensiva della Lazio finisce al primo del secondo tempo, da ora in poi sarà attacco contro difesa. Contro il pullman biancoceleste messo di traverso davanti alla porta la Roma non troverà lo spiraglio giusto per far esplodere di gioia la sud. I ritmi rimaranno bassi per tutta la partita e questa è forse la colpa più grande dell'undici giallorosso, oltre ad aver messo poca cattiveria nelle decine di incursioni offensive che hanno scandito la partita. I cambi, che rinvigoriscono gli ultimi dieci minuti, arrivano tardi e il mini assedio finale - che proprio assedio non è perché subentra la paura della beffa - rimane monco grazie ad Orsato che concede solo due minuti di recupero per un secondo tempo molto spezzettato e con cinque cambi.

Gli spalti. Ampi spazi vuoti in curva e distinti nord, tribuna Tevere in versione partita di tarda primavera da campionato di mezza classifica, spazi vuoti anche in distinti sud ma curva giallorossa gremita. Sarà colpa anche del prezzo folle (30 euro una curva) ma ieri ho assisitito ad uno dei derby più deserti della storia recente. Solita coreografia laziale, più organizzata, e solita coreografia giallorossa, mezza organizzata e mezza estemporanea, con uso massiccio di botti e fumoni di grande effetto. Solite schermaglie tra opposte fazioni affidate agli striscioni, con fuori programma divertente che coinvolge la parte bassa della nord: quindici minuti abbondanti per ritrovare l'ultimo pezzo di scritta, finito chissà dove, senza il quale rimane esposta a lungo una frase senza senso ma che in realtà non lo acquisisce neanche quando si completa. Chi parlava di memorial, infine, celebra al 26' del secondo tempo San Lulic da Formello, l'eroe di quello che probabilmente rimarrà a lungo l'ultimo successo biancoceleste.




A Tutta Serie A
di Marco Cadin

Foto ripresa da: http://sport.sky.it/

Bianconeri e giallorossi rimpiangono la domenica delle occasioni perse, avendo entrambe sciupato una ghiotta opportunità di guadagnare punti sulla rivale. La Roma avrebbe dovuto vincere contro un avversario distante ben 19 punti in classifica, anche considerando le implicazioni psicologiche che il derby nasconde. L’atteggiamento timoroso della Lazio è stato l’umile modo di fare di chi di più non può e non gliene si può fare una colpa. La Juventus ha visto sfumare il successo nei minuti di recupero, ma almeno si risparmia le polemiche settimanali per gli off side e i falli di mano non visti. Chi gode sono Napoli, Fiorentina ed Inter, che finalmente rosicchiano qualcosa al duo di testa. Milan non pervenuto.

Partita senza storia al Friuli, Udinese-Chievo 3-0. I goal sono arrivati tutti nella ripresa, dimostrazione che gli ospiti abbiano resistito molto più di quello che racconta il risultato finale. L’unico lampo della prima frazione è il palo di tacco di Therau sul cross di Bentivoglio. Nel secondo tempo cambia musica, Di Natale fa esplodere il Friuli: passaggio filtrante a pallonetto di Basta, stop e diagonale di destro dell’ex azzurro (56°). Al 74°, tacco smarcante di Di Natale per Pereyra, che serve l’indisturbato Fernades per il raddoppio. Chiude i conti Badu, che conclude in rete un retropassaggio dal fondo di Fernandes (86°). L’Udinese sta riprendendo quota, ora la zona retrocessione è a sei punti.

La Fiorentina sistema la pratica Atalanta con un secco 2-0. I viola hanno impiegato un quarto d’ora a trovare il vantaggio, grazie ad una pregevole punizione di Ilicic. Neto deve districare un paio di situazioni pericolose, su cui Cigarini e Bonaventura avrebbero potuto pareggiare, ma tutto rimane immutato. Anche nella ripresa, scarseggiano le emozioni, prima dell’espulsione di Cigarini (81°), si registra solo un tiro-cross pericoloso di Vargas. Per vedere il raddoppio bisogna arrivare a quattro minuti dal termine: Wolski mostra la sua tanta voglia di giocare saltando con un dribbling secco Estigarribia e concludendo in rete. Non la migliore Fiorentina della stagione, ma una squadra attenta e concreta.

L'anticipo di sabato sera ha raccontato il 3-1 del Napoli sul Milan. La partita era iniziata bene per i rossoneri, in grado di segnare subito con Taarabt (4º, contropiede solitario e tiro a giro dal limite). Il Napoli non ha impiegato molto a pareggiare: tiro dal limite di Inler, deviato in rete (7º). Nella ripresa, Higuain spizza in rete un cross di Inler (56º), portando in vantaggio i partenopei. L'argentino chiude i conti all'83º, concludendo in rete una rapida sequenza di passaggi con Hamsik e Callejon. Il Napoli riprende il suo cammino, mentre il confusionario Milan sembra un ubriaco nella nebbia.

Frizzante 2-2 tra Verona e Juventus. Match dai due volti, con le due squadre che hanno preso un tempo per parte. I bianconeri segnano due goal nei primi venti minuti, ipotecando la vittoria finale. Tevez è pronto a ribadire in rete una corta respinta di Rafael (4º), resta da stabilire se Llorente (in off side) coprisse il portiere. L'argentino raddoppia con un preciso diagonale (20º), ma anche in questo caso c'è il fuorigioco di Tevez al momento del passaggio di Pogba. In apertura di ripresa, Toni riapre il match incornando in rete un cross proveniente da una punizione. Anche qui un fuorigioco non visto. Il neoentrato Osvaldo coglie il palo in contropiede, ma è l'Hellas a sfiorare più volte il pareggio. Un mani in area di Lichtsteiner, ignorato dall'arbitro, fa gridare "ladri ladri" ai tifosi scaligeri. La gioia veronese è rimandata ai minuti di recupero: Gomez spinge in rete un cross su punizione di Romulo. Clamorosa occasione persa per la Juventus, mentre l'Hellas è una piacevole conferma.

Deludente 0-0 nel derby capitolino, vinto dalla paura di perdere di entrambe le squadre. Gli zero tiri in porta dei biancocelesti dicono tutto sull'atteggiamento della Lazio, ma era la Roma costretta a vincere. Nel primo tempo, spiccano un goal giustamente annullato a Gervinho per fuorigioco e un tiro di Totti non troppo pericoloso. Nel secondo tempo, l'ingresso di Bastos ha vivacizzato il gioco sulla fascia sinistra. Proprio il laterale ha concluso sull'esterno della rete l'ultima occasione della gara. Ai giallorossi è mancato un guizzo in grado di regalare il derby e due punti tolti alla Juve. Lazio coriacea, ancora un pareggio di sostanza.

Inaspettato successo del Bologna sul campo del Torino (1-2). Ciro Immobile illude i suoi con il goal del vantaggio, dopo soli cinque minuti di gioco: il cross dal fondo di Darmian è un invito troppo ghiotto per essere ignorato. Sembra una partita in discesa per i padroni di casa, ma un combattivo Bianchi sradica la palla ai difensori avversari e serve a porta vuota l’accorrente Cristaldo: 1-1. I granata sono frastornati, al 24° Cristaldo è pronto ad insaccare il tapin susseguente alla conclusione di Krhin. Al 50°, Cerci fa tremare la traversa a pochi passi dalla linea di porta, ma l’insistenza dei padroni di casa non sortisce gli effetti sperati. Neanche le scellerate uscite di Curci permettono al Torino di pervenire al pareggio. La partenza di Diamanti ed il sesto posto dei granata facevano presagire un facile successo per gli uomini di Ventura, ma il tappeto verde ha raccontato un’altra storia.

Il Livorno perde la delicata sfida salvezza con il Genoa (0-1). Partenza bruciapelo dei grifoni, che al decimo passano in vantaggio con Antonelli, bravo a risolvere con un diagonale di sinistro una mischia creatasi nell’area piccola amaranto. Al 20°, Paulinho viene lanciato in area da Greco, ma il brasiliano tira debolmente. Sette minuti dopo, Emeghara sfiora l’incrocio dei pali con un tiro ravvicinato, mentre al 51° è Perin a deviare la potente conclusione di Mesbah. Il pareggio arriverebbe al 73°, ma il goal di Emeghara è in fuori gioco. Ultima chance un colpo di testa di Paulinho salvato sulla linea da Portanova, ma era destino che la porta di Perin rimanesse inviolata. I grifoni ottengono molto di più di ciò che avrebbero meritato.

Vittoria di peso della Sampdoria, che batte 1-0 il Cagliari. Il goal decisivo arriva già all’11°, quando Gastaldello schiaccia in rete il traversone di Krsticic. Al 20°, la terna arbitrale annulla ingiustamente il pareggio di Sau: il suo inserimento vincente viene vanificato dalla segnalazione di off side. Al 58°, Gabbiadini non è preciso nel diagonale del possibile raddoppio, dopo il buon suggerimento di Okaka. Il Cagliari ci mette tanta buona volontà, ma continua a latitare lo spunto vincente.
0-0 nell’incontro che ha messo di fronte Parma e Catania. Pareggio noioso, con gli etnei più attivi dei padroni di casa, ma scarsamente precisi in zona offensiva. Nel primo tempo, un cross errato di Barrientos s’infrange sulla traversa, mentre Cassano scalda i pugni di Andujar con una punizione centrale. In apertura di ripresa, un contropiede etneo si conclude con la seconda traversa, stavolta colpita da Berghessio. Se il Catania avesse avuto un pò di buona sorte, avrebbe portato in Sicilia i meritati tre punti.


L'Inter batte 1-0 il Sassuolo nel posticipo. Nerazzurri più brillanti delle ultime uscite, ma imprecisi in fase di finalizzazione. Nei primi venti minuti, sono Guarin ed Hernanes a sfiorare il goal con due conclusioni da fuori area, ma quando il pallone non esce Pegolo è pronto a respingere. Alla mezzora l'unico sussulto ospite: bella punizione di Berardi, ma Handanovic salva la porta. In due occasioni Milito è servito con perizia da Palacio, ma l'argentino spara il pallone sul portiere (40º e 43º). La ripresa si apre con il goal di testa di Samuel, lesto ad insaccare un cross dal corner. Ancora Hernanes scalda i pugni di Pegolo, ma l'Inter non corre mai rischi. Tre punti che danno fiducia, ma Milito pare bollito.

A  tutta Bundesliga
20° giornata
di David Rodinó

Herthas Torschützen jubeln: Adrian Ramos und Sami Allagui.
Foto ripresa da: http://www.mopo.de/


Nell´anticipo del Venerdí sera il Mönchengladbach ha ospitato il Leverkusen. Gli ospiti si sono imposti per 0 a 1 meritatamente dimostrando da una parte un assetto difensivo molto compatto, dall´altra un gioco offensivo molto efficace. Il gol del successo é stato realizzato dal bravissimo coreano Son giunto al suo ottavo centro stagionale.

Sabato pomeriggio il Mainz per circa un´ora se la era giocata alla pari nella tana del Wolfsburg. Ma un dubbio calcio di rigore, assegnato dall´arbitro Stieler e trasformato da Rodriguez, ha  cambiato il volto del match e ha scatenato i padroni di casa che si sono imposti alla fine per 3 a 0

Troppo forte il Borussia Dortmund ospite di un sin troppo remissivo Werder Brema. Il risultato finale di 1 a 5 fa uscire i padroni di casa tra i fischi del pubblico nel tutto esaurito Weser Stadion.

Il Bayern vince anche in casa del Norimberga. Nello 0 a 2 finale brilla Mandzukic autore di un gol e di un assist.

Pareggio senza troppe emozioni tra il Friburgo e l´Hoffenheim. Dopo un primo tempo non degno di una partita di Bundesliga le due squadre hanno provato a darsi un poco da fare e prima Schmid per i padroni di casa e poi Modeste per l´Hoffenheim realizzavano i due gol dell´1 a 1 finale.

La sfida tra le due Eintracht della Bundesliga termina con la netta vittoria del Francoforte che tra le mura amiche travolge per 3 a 0 il Braunschweig. Protagonista assoluto del match il centrocampista Flum autore di un gol e di un assist.

La sera del sabato ad Amburgo contro l´HSV era ospite l´Hertha Berlino. Solo una squadra in campo ha segnato accenti importanti ed é stato il team berlinese, grazie ad un Ramos scatenato, a vincere per 0 a 3. L´Amburgo é sembrata una squadra allo sbando e il penultimo posto in classifica é meritato.

Domenica pomeriggio 40000 spettatori hanno assistito alla Mercedes Benz Arena di Stoccarda alla debacle della squadra di casa contro il sempre piú sorprendente Augsburg. Nel derby di Svevia si impongono gli ospiti per 1 a 4 con la grande prova del centrocampista Hahn.

Prova incolore dell´Hannover a casa dello Schalke. I padroni di casa dominano nella prima parte di gioco e solo con molta fortuna riescono gli ospiti a contenere il passivo nei canoni di una partita di calcio e non di palla a mano. Nella ripresa lo Schalke amministra il match ed il 2 a 0 finale accontenta entrambe le squadre.

Eccovi i risultati e la classifica. Grazie alla collaborazione di: http://www.kicker.de/


Tabelle

Pl.VereinSp.g.u.v.ToreDiff.Pkte.
1 20182053:94456
2 20141537:201743
3 20123547:242339
4 20114539:291037
5 20103736:251133
6 20103733:24933
7 2094731:24731
8 2094730:29131
9 2093829:35-630
10 20731029:35-624
11 2057840:43-322
12 2056924:34-1021
13 20551024:45-2120
14 20541133:41-819
15 20461020:36-1618
16 20211724:36-1217
17 20441233:47-1416
18 20331411:37-2612
Stand: So. 09.02. 20:47 Uhr
Durch die erste Linie sind die Champions-League-Plätze gekennzeichnet, durch die zweite der Platz für die CL-Qualifikation. Durch die dritte Linie sind die Plätze für die Europa-League-Qualifikation, durch die vierte der Relegationsplatz und durch die fünfte die Abstiegsplätze gekennzeichnet.