martedì 25 febbraio 2014

Fußball Total! numero 25!

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N° 25 Febbraio 2014
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin, Fabio Pierboni e del sottoscritto David Rodinó


A Tutta Bundesliga
22° giornata
di David Rodinó
La Classifica ed i Risultati sono offerti da: http://www.kicker.de/

La 22° giornata della massima divisione tedesca ha regalato agli appassionati 28 reti e moltissime conferme. Conferme in positivo arrivano dal Bayern Monaco che continua la sua marcia trionfale abbattendo senza problemi l´ostacolo Hannover. Altra conferma positiva arriva dall´Augsburg che si impone per 2 a 4 sul campo del Friburgo e grazie a questo successo restano attaccati al treno delle squadre che continuano a sognare un posto nelle coppe europee. Sogno in cui crede ancora l´Hertha Berlin che, con la vittoria in casa dello Stoccarda, recupera 2 punti sul Mönchegladbach che, non riuscendo a superare in casa l´Hoffenheim, lascia altri punti per strada. Clamoroso il successo dell´Amburgo sul Dortmund che sta pagando a caro prezzo i troppi infortuni e di conseguenza il doppio inpegno lega-champions.

Begegnungen


AnstoßHeim AuswärtsAnzeigeBerichtiS
Fr21.02. 20:30  -  0:0 (0:0)Analyse
 
Sa22.02. 15:30  -  2:2 (2:0)Analyse
 
    -  1:2 (1:1)Analyse
 
    -  2:1 (0:1)Analyse
 
    -  2:4 (1:1)Analyse
 
    -  3:0 (1:0)Analyse
 
Sa22.02. 18:30  -  3:1 (1:1)Analyse
 
So23.02. 15:30  -  0:0 (0:0)Analyse
 
So23.02. 17:30  -  0:4 (0:2)Analyse

Tabelle

Pl.Verein Sp. g.u.v. ToreDiff. Pkte.
1  22 2020 61:952 62
 
2  22 1417 39:2514 43
 
3  22 1336 51:2724 42
4  22 1255 41:3011 41
5  22 1237 38:2612 39
 
6  22 1057 39:2811 35
7  22 1048 34:277 34
 
8  22 1048 34:322 34
 
9  22 1048 31:35-4 34
 
10  22 688 46:460 26
 
11  22 7312 29:41-12 24
 
12  22 4117 27:37-10 23
 
13  22 5710 24:38-14 22
 
14  22 5710 25:46-21 22
 
15  22 5413 35:47-12 19
16  22 5413 38:51-13 19
17  22 4612 22:44-22 18
 
18  22 4315 16:41-25 15

UN SARDO INDIETRO
di Gianluca Danese


 L' Inter dopo 2 vittorie consecutive e di fronte al proprio presidente Tohir non va oltre l' 1-1 casalingo contro il Cagliari.
Un passo indietro rispetto alle ultime uscite, ma con un po' più di fortuna e meno imprecisione si potevano portare benissimo a casa i 3 punti.
Stessa formazione delle ultime uscite con le due punte (Palacio e Milito), ma condizionata dall' assenza di Hernanes fermo ai box sostituito dal rientrante, ma non ancora in condizione, Alvarez. L'assenza del Profeta si farà sentire per tutta la partita visto che manca come il pane un regista sulla trequarti; ne risentono così le punte poco servite, ne risente Guarin che da solo non è in grado e che in uno spento Alvarez non trova un valido alleato per spaccare la difesa schierata; ne risente la squadra che non ha un abile calciatore di punizioni e calci d'angolo (sempre mal sfruttati).
Il primo tempo è molto noioso, l'Inter cerca di fare la partita ma non c'è fluidità di manovra, non ci sono movimenti senza palla, non c'è pressing per riconquistarla.
Ci prova un po' Guarin ma predica nel deserto e da solo non è in grado, le punte non spaventano e abbondano lanci e cross sballati. Kuzmanovic è costretto a fare il regista basso ma non ne ha le caratteristiche e si vede; anche dagli esterni non arrivano segnali e soprattutto Jonathan non ne azzecca una, un pochino meglio Nagatomo in fase di spinta. In compenso la difesa tiene abbastanza bene anche se Jesus è sempre in difficoltà su uno scatenato Ibarbo.
Poi succede che al 39' su lancio di Cossu un rimpallo fa finire la palla sul braccio di Jesus, l'arbitro lascia giocare, Ibarbo calcia fuori, e poi fischia il rigore (vergogna). Pinilla gol.
Solo al 45' l'Inter si rende pericolosa con una bella triangolazione Palacio Milito ma Avramov neutralizza tiro e successivo tap in di Alvarez.
Il secondo tempo si apre con l'ingresso in campo di Icardi per il solito insufficiente Milito e già dopo 3', liberato da Guarin, sfiora il pari dopo un gran controllo in area.
Al 7' buona iniziativa di Nagatomo che scodella sul secondo palo, grande sponda di testa di Icardi per Rolando avanzatissimo che al volo da due passi spara sul corpo di Avramov e fa 1-1.
Entrano Kovacic per Kuzmanovic e Botta per Alvarez dopo.
L'Inter ci crede, guadagna metri e prova a vincere. Ci provano Guarin che spara fuori da ottima posizione dopo uno slalom, e soprattutto Palacio imbeccato dallo stesso Guarin ma Avramov di piede fa il miracolo.
L'assedio finale è confuso ma palpitante, le sciabolate disperate si sprecano e troviamo anche una clamorosa traversa di Icardi a portiere battuto.
Dunque male ma meglio nel secondo tempo con Icardi e Botta. Alvarez e Milito insufficienti, malissimo Jonathan che sembra tornato quella bella pippa di una volta. 
Domenica trasferta complicata a Roma. Recuperiamo gli ultimi infortunati e poi starà a Mazzarri cercare di mettere in campo la formazione più giusta o potrebbero essere dolori.

Scaldando un algido Dall´Ara
di Michele Sensini

Quando all'ultimo respiro della partita la squadra avversaria, sotto di un gol, ha l'occasione di buttarla dentro e la spreca clamorosamente, e tu vinci nonostante l'assenza di mezza difesa e del tuo Capitano, allora pensi proprio che se non è l'anno buono questo l'anno buono non ti capita più. E sarà proprio così, perché la Juve - che pure è fortissima, probabilmente la più forte - vincerà questo campionato senza esserselo mai giocato veramente. Arriveranno a Roma alla penultima di campionato con lo scudetto già in tasca, e magari ci scapperà pure il contentino che a noi la beffa ci piace sempre.


La partita. Garcia sopperisce alla contemporanea assenza per infortunio di tutti e quattro gli esterni difensivi rispolverando Taddei e lanciando a sinistra Romagnoli; il vecchio e il giovane non deluderanno ma l'assenza di interpreti di ruolo sulle fasce si farà sentire per tutta la partita, soprattutto nella fase offensiva. Bene il primo tempo, in cui la Roma scalda i motori lentamente ma nel giro di un quarto d'ora è padrona del campo. Per una mezz'ora abbondante ognuno fa bene il suo compito: Destro sfiora il gol con un rasoterra che con quel giro nove volte su dieci entra, Naingollan corre in lungo e in largo fornendo sempre l'appoggio e cercando l'inserimento, Pjanic spezza i palleggi saltando l'uomo e dettando i tempi. Solo Gervinho appare un po' stanco e meno devastante del solito ma poi decide di mettere la freccia e la Roma passa in vantaggio: accelerazione per vie centrali con quattro bolognesi attaccati ai parastinchi, scarico esterno per Pjanic che alza la testa e serve al millimetro il piattone di Naingollan che si sta inserendo, manovra perfetta, uno a zero e fine primo tempo. Nel secondo tempo, invece, la Roma compirà un percorso inverso, iniziando con sicurezza e terminando stanca e confusa tanto da rischiare il pareggio, che quasi ci sarebbe stato. Vacillano attacco e centrocampo, che non riescono a sfruttare neanche una delle tante ripartenze che ci sarebbero potute essere, ma per fortuna tiene la difesa con De Sanctis una volta tanto sotto pressione e decisivo.



Gli spalti. "Curve chiuse per menti aperte". Così si sono presentati gli oltre duemila romanisti scaldando un algido Dall'Ara. Gli stati d'animo diversi dei tifosi, con una Roma che vola dopo due stagioni deludenti e un Bologna da anni impantanato nel limbo dell'inutilità, si vedono tutti e la Roma ha praticamente giocato in casa. Curva sud chiusa e tutti in trasferta insomma, con tanto di fumogenata e bandieroni. E quello striscione, in cui è riassunto mirabilmente quello che pensano le curve di Tosel.

A tutta serie A
di Marco Cadin



Due vittorie di misura, quanto mai sofferte, permettono a Juventus e Roma di proseguire la loro corsa. I bianconeri colgono un altro successo contornato di polemiche per un rigore non concesso agli avversari. Forse la notizia sarebbe stata quella di una partita senza recriminazioni, ma da quando ho ricordi, non c’è stato scudetto bianconero senza episodi che abbiano, in un modo o nell’altro, favorito la vecchia signora. I giallorossi allungano il passo sul Napoli, ancora incapace fare bottino pieno, nelle partite casalinghe contro le provinciali. Fiorentina e Inter non sanno approfittare del passo falso campano, allontanando le speranze di approdare in Champions League. Nel frattempo, la zona Europa League si è fatta molto calda. Sei squadre, raccolte in cinque punti, si contendono la qualificazione alla competizione continentale. Milan e Lazio guidano la rimonta, consce di aver dimezzato il distacco dall’Inter dalla sosta natalizia ad oggi. Nella parte bassa della classifica, altre sei squadre sono invischiate nella lotta salvezza. Quest’anno per rimanere in Serie A servirà molto meno della storica soglia dei quaranta punti.

La Roma ottiene il massimo con il minimo sforzo, battendo 1-0 il Bologna. Partita equilibrata al Dall'Ara, che dopo un primo tempo di marca giallorossa ha visto i Felsinei sfiorare il pareggio numerose volte. All'ottavo, Bianchi cerca, senza successo, di beffare De Sanctis con un pallonetto. Dieci primi più tardi, Gervinho serve Destro al limite dell'area, il quale concludendo di prima intenzione colpisce il palo interno. Al 37º, Pjanic pennella un assist per l'inserimento di Naingcolan, che realizza il suo primo goal in giallorosso. Mantovani manca il pareggio di testa, mettendo di un soffio a lato un pallone proveniente dal corner (73º). Dopo un diagonale innocuo di Taddei, è Ibson a vedersi sbarrare la strada del goal dall'uscita del numero uno romanista (85º). Durante il recupero, Cristoudoulopoulos fa tremare i capitolini mettendo di testa a lato il cross di Moscardelli. Visti gli infortuni e l'andamento della gara, si tratta di tre punti d'oro per i giallorossi.

Vittoria di misura della Juventus, nel derby della Mole. Match non entusiasmante, in cui la tattica l'ha fatta da padrona. Ha deciso il risultato una prodezza di Tevez al 30º: servizio di Asamoah per l'argentino al limite dell'area, stop, piroetta e tiro radente che beffa Pegolo. I granata si limitano a contenere i danni, non rischiando un granché. Peccato che sul piano offensivo, a parte un tiro sull'esterno della rete di Immobile, il Toro non produca nulla. Non va, tuttavia, dimenticato l'episodio occorso a dieci minuti dal termine. El Kaddouri ruba palla in piena area, anticipa Pirlo, venendo chiaramente colpito sul piede, e accentua la caduta. Per Rizzoli è ammonizione del marocchino per simulazione, ma il fallo di Pirlo c'era. Al Torino non riesce il miracolo, ma per come ha interpretato la partita, non avrebbe potuto ricavare più di un pareggio.

L’opaca Inter pareggia 1-1 con il Cagliari, davanti all’annoiato pubblico di San Siro. Primo tempo lento e impacciato da parte dei nerazzurri, che al 38° vanno in svantaggio a causa del penalty realizzato da Pinilla. Il rigore è stato concesso per un fallo di mano di Juan Jesus, a cui l’arbitro ha risparmiato l’espulsione per doppia ammonizione. Nel secondo tempo, l’ingresso di Icardi al posto di Milito vivacizza gli attacchi interisti. Non a caso, il pareggio giunge al 51°: cross di Nagatomo, sponda di Icardi e tapin ravvicinato di Rolando. Al 64°, Guarin serve Palacio in area, ma il tiro dell’argentino viene deviato magistralmente da Avramov. Quando il novantesimo è ormai giunto, Icardi illude i tifosi anticipando Avramov di testa, ma la traversa ferma la corsa della sfera. L’Inter ha perso l’occasione giusta per dare continuità ai risultati, dopo l’incoraggiante vittoria di Firenze.

Pareggio quasi scontato tra Udinese e Atalanta (1-1). Il risultato permette alle due società di veleggiare in acque tranquille, a otto punti dalla zona retrocessione. Bergamaschi più incisivi nel primo tempo, vicini al goal con il palo di Bonaventura (6°) e un miracolo in tuffo di Schuffet (20°), che nega la soddisfazione della rete a Moralez. Al 24°, Brivio porta in vantaggio i suoi con un insospettabile pallonetto, che beffa il diciassettenne estremo difensore friulano. Nella ripresa, i nerazzurri indietreggiano il baricentro, permettendo all’Udinese di fare più pressione. Il pareggio arriva grazie ad un penalty realizzato da Di Natale, concesso per l’atterramento dello stesso attaccante. A cinque minuti dal termine, Cigarini prova a spezzare l’armonia che si respira in campo, ma il suo tiro da fuori si stampa sulla traversa.

Il Chievo torna al successo, battendo 2-0 il Catania. Prima occasione da segnalare il tiro di Paloschi, seguente alla sponda di Thereau, salvato sulla linea da Bellusci (23°). Al 35°, il Chievo vede concedersi il primo rigore della stagione, in virtù del fallo di mano di Alvarez. Thereau realizza il vantaggio senza esitazioni. Al 68°, Rigoni raddoppia con una secca conclusione, su cui Andujar non può nulla. Il resto della gara scivola via, senza regalare particolari sussulti.

Il Verona espugna il Picchi di Livorno, battendo 3-2 i padroni di casa. Le due squadre si sono concesse un tempo a testa, ma la disperata rimonta degli amaranto è stata tardiva. L’Hellas tramortisce gli avversari nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, infilando tutte e tre le reti realizzate. Jankovic apre le danze con un tiro cross che beffa Bardi (33°), Romulo replica sfruttando al meglio il traversone smarcante di Toni (43°) e lo stesso campione del mondo insacca a porta vuota l’assist impeccabile di Iturbe (46°). Dopo la presumibile strigliata di Di Carlo, il Livorno entra in campo più determinato, ma accorcia le distanze solo al 72°: Paulinho evita un avversario e segna con un preciso destro a giro. Un minuto più tardi, Greco illumina la scena con un piatto potente, che si va ad incassare sotto l’incrocio dei pali. Il tempo passa veloce per i padroni di casa e le speranze di rimonta si spengono ben presto.

Il Milan supera 2-0 la Sampdoria nel fortino di Marassi. Rossoneri subito aggressivi: Pazzini s’invola in area e cerca di superare Da Costa con un pallonetto, ma la retroguardia blucerchiata riesce a salvare sulla linea (7°). Il 12° è il minuto del vantaggio milanista: Tarat prima conclude di testa e poi è pronto a ribadire in rete la corta respinta del portiere. Saponara potrebbe raddoppiare poco prima dell’intervallo, se non mettesse alto un invitante cross basso di Costant. Il 2-0 rossonero arriva al 58°, quando Rami insacca di testa a porta vuota, approfittando di un contrasto aereo tra Pazzini e Da Costa. La rete era da annullare per carica al portiere, ma l’arbitro ha preferito sorvolare. Maxi Lopez, appena entrato, mette Eder davanti ad Amelia. Il contrasto in area tra i due genera numerose proteste, ma a mio avviso non era calcio di rigore. Per reiterate proteste, Maxi Lopez va a farsi la doccia con qualche minuto d’anticipo sul previsto. La Samp prova ancora a farsi viva, ma una conclusione ravvicinata di Eder, trova ancora pronto Amelia. Vittoria meritata del Milan, che ora annusa l’Inter a soli cinque punti.

Successo della Lazio sul Sassuolo per 3-2. Primi trentasei minuti da sbadigli, interrotti dalla prodezza di Radu, che rompe l'equilibrio con un imprendibile tiro sotto l'incrocio. Nella ripresa, il gioco laziale non migliora ed una palla persa a centrocampo innesca l'azione del pareggio di Floccari (72º). I neroverdi ricambiano il favore perdendo la palla a metà campo, agevolando il contropiede del vantaggio di Klose (73º). Sei minuti dopo, Floro Flores pareggia con una chirurgica punizione dal limite dell'area. All'83º, la difesa emiliana pasticcia il rinvio difensivo, permettendo a Radu di crossare il pallone che Cannavaro spedisce di testa nella sua porta. Partita segnata dagli errori imperdonabili dei due collettivi, fotografia di due squadre svogliate.

Parma e Fiorentina si dividono la posta, pareggiando 2-2. Match equilibrato tra due squadre in salute, sbloccato al 38º dal goal di Cassano. Nell'occasione, il barese insacca l'assist sporco dal fondo di Amauri. Dopo appena un minuto, uno strano tiro-cross di Matri viene deviato in porta dalla scivolata di Cuadrado. Al 51º, Amauri riporta in vantaggio gli emiliani su penalty, concesso per un gioco pericoloso di Pizzarro su Biabiany. Due primi dopo, la partita si mette malissimo per i viola, che rimangono in dieci per l'espulsione di Diakite. All'85º, Mati Fernandez salva i suoi con una punizione, su cui Mirante non appare esente da colpe. Valero e Munari si fanno espellere poco prima del fischio finale. Fiorentina stanca ed eccessivamente nervosa.
Il monday nigth offre il risultato più sorprendente del venticinquesimo turno: 1-1 tra Napoli e Genoa. I primi venti minuti vengono giocati a ritmi forsennati dai partenopei, che sfiorano il vantaggio con un tiro dal limite di Higuain al 4º (fuori di poco). Al 9º, Mertens conclude con un destro a giro, deviato sopra la traversa da Perin. L'1-0 arriva al 18º, quando il lancio filtrante di Hamsik viene valorizzato dal colpo sotto di Higuain, con cui Perin è elegantemente battuto. Il Napoli ha la colpa di sedersi, permettendo a Konatè di andare vicino al pareggio per due volte. Prima una sua conclusione supera Reina, ma non il salvifico piede di Fernandez, poi vede negarsi il goal quando il portiere spagnolo respinge un colpo di testa a botta sicura. Nella ripresa, il gioco azzurro è frammentato e molti palloni vengono persi a centrocampo.  Sculli impegna in un paio d'occasioni Reina, ma il pari giunge all'84º. Calaiò, appena entrato, disegna su punizione una traiettoria imparabile per Reina. Giusta la divisione della posta, il Napoli ha corso solo per venti minuti.