venerdì 28 marzo 2014

Fußball Total n°30

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N° 30  Marzo 2014
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin, Fabio Pierboni e del sottoscritto David Rodinó

INGUARINBILE
di Gianluca Danese

L'Inter non va oltre lo 0-0 casalingo contro l'Udinese nel posticipo del turno infrasettimanale.
Una brutta partita stavolta per la squadra di Mazzarri che ha palesato tutti i difetti che ci trasciniamo dietro dall'inizio della stagione: poca manovra verticale, scarsissimo movimento senza palla, grossolani errori in fase di palleggio, palloni che scottano, poca aggressività, instabilità difensiva, difficoltà nello scardinare le difese ben messe in campo.

Solito schieramento con turnover in difesa: torna Jesus dopo la squalifica, torna Samuel e fiducia a Ranocchia.
Primo tempo letteralmente buttato: squadra imbarazzante, molle, lenta e prevedibile; il Profeta proprio non si vede, Guarin sbaglia tutto quello che c'è da sbagliare, Nagatomo e Jonathan in affanno sugli esterni avversari, le punte sono abbandonate e soffriamo tanto il loro pressing. La squadra non combina nulla ed esce tra i fischi.
Meglio nella ripresa, primo perchè la squadra ha dovuto per forza alzare il ritmo, ma soprattutto perchè al posto di un imbarazzante Guarin entra Ricky Maravilla Alvarez che non è che faccia granchè, ma almeno alza il baricentro della squadra e cerca di raccordare il più possibile centrocampo e attacco. In parte ci riesce, ne giovano anche gli esterni che cominciano ad essere pericolosi in fase offensiva, ne giovano le punte che paiono però poco lucide; il Profeta arretra un po' e continua a non lasciare tracce.
Qualche buona occasione c'è stata, bravo il super portierino friulano Scuffet miracoloso soprattutto nell'assedio finale cui ha partecipato anche Milito riesumato dalla tomba di Ramsete III.

Che dire, male tutto o quasi, e arrivederci lunedi sera a Livorno. buon caciucco a tutti

A tutta Bundesliga
27° giornata
di David Rodinó

Con il successo per 1 a 3 in casa dell’Hertha Berlino il Bayern Monaco guidato dal tecnico spagnolo Guardiola si è laureato per la 24° volta campione. La Bundesliga 2013-2014 verrà ricordata per la cavalcata trionfale di questa squadra fantastica. Neuer, Götze, Ribery, Robben, Dante, Müller, Boateng, Alcantara ed il capitano Lahm sono solo alcuni degli attori protagonisti di questa entusiasmante stagione. Mancano ancora sette giornate alla fine della stagione e da adesso in poi i bavaresi potranno concentrarsi quasi esclusivamente sulla Champions League. Il ruolino di marcia della squadra di Monaco di Baviera in Bundesliga parla chiaro. In queste prime 27 partite si contano 25 successi, 2 pareggi, nessuna sconfitta, 79 gol fatti e solamente 13 reti subite. Una vera schiacciasassi contro la quale nulla hanno potuto fare le avversarie più accreditate al titolo.
Nella sfida per il secondo posto il Borussia Dortmund e lo Schalke si sono divise la posta pareggiando lo scontro diretto per 0 a 0. Il Leverkusen vincendo per 1 a 3 sul campo dell’Augsburg conserva il 4° posto in classifica e mantiene a distanza di sicurezza il Wolfsburg che con lo stesso risultato ha vinto la sfida in casa del Werder Brema. In fondo alla classifica sette squadre sono invischiate nella lotta per non retrocedere e nei sette turni che rimangono dovranno darsi molto da fare per non ritrovarsi la prossima stagione a giocare nella Zweite Liga.
La classifica della Bundesliga dopo 27 giornate
Bayern 77
Dortmund 52
Schalke 51
Leverkusen 47
Wolfsburg 44
Gladbach 42
Mainz 41
Augsburg39
Hertha 36
Hoffenheim 35
Frankfurt 32
Hannover 29
Brema 29
Norimberga 26
Friburgo 26
Amburgo 24
Stoccarda 24
Braunschweig 21
Il prossimo turno 28-30 Marzo 2014: Schalke-Herta; Bayern-Hoffenheim; Leverkusen-Braunschweig; Stoccarda-Dortmund; Wolfsburg-Francoforte; Mainz-Augsburg; Friburgo-Norimberga; Gladbach-Amburgo; Hannover-Brema.

A Tutta Serie A
di Marco Cadin
Il rischio che questo finale di campionato possa annoiarci non è da escludere. Le posizioni in classifica sembrano immutabili, le prime quattro della classe non si scambiano i posti da mesi, rimanendono l’una a debita distanza dall’altra. I viola hanno perso l’occasione per mettere pressione ai partenopei, mentre la Lazio non ha sfruttato lo stop in cui è incappato il Parma. Chissà che alla fine non ne approfitti la sorprendente Atalanta, a quattro punti dalla zona Europa League. In coda si gioca a chi fa peggio, anche se le speranze di recupero di Sassuolo e Catania appaiono sempre più fioche.
Sofferta vittoria della Roma sul Torino, nell’umido anticipo di martedì sera (2-1). I giallorossi hanno condotto le danze per tutta la prima frazione, al termine della quale avrebbero potuto ottenere di più di ciò che hanno portato negli spogliatoi. In apertura, bell’azione di prima tra Gervinho, Maicon, De Rossi (velo) e Totti, il cui tiro risulta essere centrale. Al 35°, Destro devia verso la porta un suggerimento di Totti, ma Padelli è pronto a respingere. Il susseguente tiro di Pjanic, viene nuovamente respinto dal numero uno granata. Al 41° il vantaggio giallorosso: percussione di Gervinho, che serve inaspettatamente Destro, la punta insacca in scivolata. La ripresa è il teatro della riscossa piemontese. Vives lancia da centrocampo Immobile, che, con un tiro al volo da incorniciare, supera De Sanctis (52°). Dopo un'altra conclusione pericolosa di Immobile, è Cerci a far tremare l’Olimpico: l’ex giallorosso stoppa con eleganza il lancio di El Kaddouri, concludendo di un soffio fuori (68°). Il finale è un susseguirsi di emozioni, dettate dall’atteggiamento spavaldo delle due squadre, volenterose di spuntarla sull’avversaria. Dopo due occasioni di Gervinho e Kurtic, l’ingresso di Florenzi decide il match. A tempo scaduto, l’azzurro riceve l’assist in area del solito Gervinho, battendo Padelli con un diagonale di sinistro. La Roma infila il terzo successo consecutivo, ma nel finale il Torino avrebbe potuto fare il colpaccio.
Implacabile la legge del Juventus Stadium: 2-1 per i padroni di casa nei confronti del Parma. La prima occasione è per Molinaro che, sfruttando il cross di Lucarelli, manda in scivolata la palla addosso a Buffon. Al 25º, Tevez spezza l'equilibrio superando di forza difensori e portiere ospiti. Sette minuti dopo, l'argentino raddoppia con un tapin susseguente alla conclusione di Vidal. Nel secondo tempo si spegne il vigore bianconero, permettendo agli emiliani di accorciare le distanze: Molinaro supera Buffon con un gran tiro di controbalzo (62º). Amauri commette una sciocchezza, facendosi espellere per una manata a Chiellini. Nel finale, una spinta di Bonucci su Parolo sarebbe stata da sanzionare col penalty, ma l'arbitro ha preferito sorvolare. La capolista deve il successo al capocannoniere del torneo, Carlitos Tevez.
Il Milan supera 2-1 la Fiorentina nell'ostica trasferta toscana. Vittoria meritata per i rossoneri, che sin dai primi minuti hanno messo alle corde i padroni di casa. Dopo un colpo di testa a lato, non di molto, di Matri, al 23º arriva il vantaggio ospite: Neto devia a centro area una forte punizione, facilitando il tapin vincente di Mexes. Al 29º e al 37º, Neto si riscatta deviando in angolo due forti conclusioni di Muntari e Taarabat. Nella ripresa, la reazione viola è tutta in un tiro ravvicinato di Matri di poco a lato. Balotelli mette in ghiaccio il risultato con una morbida punizione di destro (64º). La partita finisce con la delusione del Franchi, per una squadra incapace di vincere nei momenti importanti.
Napoli corsaro al Massimino, 4-2 al Catania. Ai partenopei è bastato un travolgente primo tempo per far propria la partita. Vantaggio al 15° ad opera di Zapata, che devia in rete a porta vuota un cross basso di Hamsik. Dopo una traversa di Keko, è il Napoli a raddoppiare: lo scontro fratricida tra Andujar e Legrottaglie, permette a Callejon di insaccare indisturbato (24°). Il quarantesimo primo è il minuto del goal di Henrique, segnatura su cui ci vorrebbe un capitolo a parte. Per descrivere la rete è sufficiente tornare mentalmente al goal di Van Basten nella finale dell’Europeo del 1988, una delle più belle reti della storia. Poco prima del riposo, Zapata firma la sua personale doppietta. Nella ripresa, gli etnei fanno di tutto per limitare il passivo davanti al loro pubblico, riuscendo ad andare in goal per due volte. Su uno schema ben congegnato, Plasil mette in difficoltà Reina con un tiro al volo, sul pallone si avventa in modo vincente Monzon (52°). Gyomber fissa il punteggio sul 2-4 al 75°, incornando in rete un pallone proveniente dal corner.
Il Sassuolo perde 2-1 in casa contro la tonica Sampdoria. Pronti, via e gli ospiti sono in vantaggio: Sansone s’inserisce su una sponda di Okaka, salta un avversario e segna con un destro. Al 16º, Longhi pareggia facendosi trovare pronto su un cross basso di Zazza. Nei minuti di recupero della frazione, la Samp va due volte vicina al vantaggio. Prima Renan colpisce il palo con una punizione bassa, poi Pegolo respinge in angolo una spettacolare rovesciata di Okaka. Al 53º, il portiere neroverde è lesto a rispondere ai tentativi di Bjarnason e Renan. Il goal partita giunge al 66º: Okaka scatta sull'assist di Eder e supera Pegolo con un pallonetto. Le iniziative finali del Sassuolo non preoccupano i doriani, che tuttavia finiscono il match in dieci per l'espulsione di Regini.
Chievo-Bologna termina 3-0, risultato che inguaia seriamente gli emiliani. Vantaggio clivense già al 7º: Paloschi trasforma il penalty,  concesso per il fallo di Garics su Rubin. Il Bologna potrebbe pareggiare grazie ad un’erronea uscita di Agazzi, ma il tiro di Cherubin finisce fuori. Il raddoppio clivebse arriva solo al 78º, quando Paloschi colpisce prima di testa e poi di piede per battere Curci. All'89º, Dainelli serve Rigoni, che dopo un pregevole dribbling secco deposita la sfera in rete. Per entrambe le squadre la strada della salvezza è ancora lunga.
Vittoria del Genoa sulla Lazio per 2-0. Primi minuti di fuoco per i grifoni, che sfiorano la rete con un tiro al volo di Sturaro ed un colpo di testa di Motta. Mauri liscia la traversa con una violentissima conclusione dall’interno dell’area (16°), mentre un diagonale di Keita, deviato da un difensore, mette in seria difficoltà Bizzarri (35°). Al 65°, Sculli offre l’assist per Gilardino, che di prima intenzione brucia l’uscita di Berisha. Poco dopo, Gilardino potrebbe raddoppiare, ma il suo tocco ravvicinato viene ben contrato dal portiere biancoceleste. A sette minuti dal termine, Fetfatzidis mette al sicuro il risultato realizzando il secondo goal: preciso diagonale alla destra di Berisha. I padroni di casa hanno meritato il successo, in virtù di una seconda frazione giocata su ritmi doppi rispetto a quelli laziali.
L’Atalanta travolge anche il Livorno, vincendo 2-0. Dopo aver osservato un grappolo di cross, su cui il Tanque si rende sempre pericoloso, al 22° arriva il vantaggio: De Luca colpisce prima di piede e poi di testa per insaccare un pallone in mischia. La reazione toscana è tutta in una velleitaria conclusione dalla distanza di Greco. Al 59°, Bonaventura sfoggia il sombrero, serve De Luca, che di prima assiste Denis: la conclusione dal limite dell’argentino è imparabile. Gli amaranto non hanno né le forze né le idee per impensierire la porta di Consigli. L’Atalanta supera la Lazio, posizionandosi al settimo posto della classifica.
Importante successo, in chiave salvezza, per il Cagliari sul Verona (1-0). I sardi hanno ottenuto il massimo con il minimo sforzo, battendo una squadra lontana parente di quella vista fino a un mese fa. Prima occasione al 23°, quando Nenè mette alto di testa un cross dalla trequarti di Eriksson. Al 32°, l’attaccante colpisce sempre di testa un cross di Pisano, ma questa volta la mira è giusta ed il pallone finisce in rete. Nenè potrebbe raddoppiare, ma la sua conclusione indisturbata viene respinta da Rafael (41°). Al 55°, Ibarbo si presenta solo davanti al portiere, ma il suo diagonale viene fermato dal palo. Solo Toni prova a svegliare i suoi con qualche torsione aerea, ma in campo c’è una sola squadra.
Deludente 0-0 nel posticipo Inter-Udinese. Nonostante Guidolin abbia deciso di far riposare Di Natale e Pinzi, i bianconeri riescono a tenere testa ai padroni di casa, almeno nella prima frazione. Il cross basso di Widmer è molto invitante per Muriel, ma la punta non riesce ad anticipare Handanovic (3°). Dopo due sassate alte di Hertaux e Guarin, è Bruno Fernandes a costringere il portiere nerazzurro alla goffa respinta (40°). Nella ripresa, Hernanes sfiora il palo con una punizione dalla distanza (58°). E’ sempre il brasiliano ad impegnare Scuffett con un tiro dal limite, suggerito da Icardi (64°). Samuel non trova la porta con un colpo di testa, mentre Icardi, posizionato nell’area piccola, riesce a sparacchiare sopra la traversa un cross teso di Nagatomo (70°). Scuffet si supera respingendo un’incornata di Cambiasso, sulla ribattuta, Domizzi salva sulla linea la conclusione di D’Ambrosio (88°). Simone Scuffet, non ancora maggiorenne, rappresenta l’unica speranza di rinverdire la tradizione italiana dei grandi portieri. Per quanto riguarda i centrali difensivi, siamo ancora in attesa.

  Tre punti d'oro
di Michele Sensini


Un gol in fuorigioco e uno in pieno recupero regalano tre punti d'oro con cui la Roma raggiunge la mostruosa quota di 67 punti a nove giornate dalla fine. Bottino che avrebbe portato lo scudetto in tutti i campionati di serie A giocati dal dopoguerra a oggi, se non fosse stato per quella squadra di marziani cui saremo purtroppo costretti a fare i complimenti a fine stagione.

Bene il primo tempo giallorosso, con tante occasioni create nonostante un Torino che ribatte colpo su colpo. Meno bene il secondo, in cui i granata trovano subito il pari con un gol fantastico di Immobile e vanno più volte vicino al gol vittoria con la Roma sbilanciatissima in avanti. Non solo attacco di qualità per la squadra di Ventura (accusato di "gobbagine" dalla sud ed insultato per tutta la partita), ma anche un ottimo centrocampo e difesa solidissima. L'episodio favorevole del fuorigioco millimetrico (quasi impossibile da vedere) compensa gli svarioni arbitrali dell'andata che scipparono alla Roma l'undicesima vittoria di fila.



La partita. Esordio per Toloi al centro della difesa e Romagnoli esterno a tamponare le discese di Cerci che, grazie anche alla prova super di Castan, non la prenderà mai. La prova incolore di Francesco Totti condiziona la gara dei giallorossi. Il Capitano non ne azzecca una e limita lo spazio di manovra di Pjianic, così si passa solo sulla corsia di uno scatenato Maicon, migliore in campo anche durante l'assedio finale in cui si sbraccia più volte davanti alla Sud per chiederne l'incitamento. Gol da punta vera per Destro sul finire del primo tempo, servito da Gervinho che quando non segna fa comunque segnare, due assist per lui in questa partita. L'atteggiamento guardingo con cui la Roma scende in campo nella ripresa viene subito punito dalla perla dell'attaccante campano e da li in poi il Torino avrà tre o quattro occasioni limpide per portarsi in vantaggio. Clamoroso il contropiede 4 contro 2 vanificato dalla rasoiata di Cerci che sfiora il palo. La Roma finisce la partita con quattro attaccanti e due esterni aggressivi in campo ma giustamente Garcia vuole la vittoria, consapevole che tra il pareggio e la sconfitta sarebbe cambiato poco.  Viene premiato dal sinistro di Florenzi piazzato all'angolino della porta sotto la sud. Ha aspettato di segnarne dieci prima di poter correre su quel pezzo di pista di atletica che ogni bambino romanista spera un giorno di poter solcare, e lo ha fatto nella maniera più bella.



Gli spalti. È martedì sera, è inverno e piove, in molti rimangono a casa ed il risutato sono un manipolo di poche centinaia di tifosi granata e poco più di trentamila presenze giallorosse. Anche il tifo ne risente e nel secondo tempo Maicon si deve avvelenare l'anima per scaldare la platea. Impagabile la corsa di Florenzi al novantaduesimo, lui è il futuro, è il motivo per cui tante generazioni di piccoli romani poteranno nel cuore quei colori ancora per tanto tempo. La sua intervista di fine partita va registrata e fatta sentire ai propri figli almeno una volta alla settimana. Alessandro uno di noi.