martedì 15 aprile 2014

Fußball Total 33° edizione!

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N° 33  Aprile 2014
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin, Fabio Pierboni e del sottoscritto David Rodinó

QUATTRO COLPI PER WANDA
di Gianluca Danese

L'Inter torna alla vittoria in casa della Samp in una partita folle.
C'è un clima assai ostile a Marassi dove l'ex Icardi è il bersaglio continuo del pubblico doriano viste le vicende extracalcistiche che vedono il giovane attaccante neroazzurro cornificare ripetutamente l'idolo doriano Maxi Lopez con l'ex moglie Wanda Nara, noto puttanone argentino. Che ci crediate o no, la partita ruoterà tutta intorno a questa vicenda, che amarezza…

C'è Kovacic a centrocampo con Cambiasso e il Profeta, bocciati Guarin e Alvarez in panca; ancora D'Ambrosio per Jonathan infortunato; dietro Ranocchia-Samuel-Rolando.
Partita veloce e intensa fin dall'inizio, Kovacic sembra ispirato.
Al 13' è proprio il fischiatissimo Icardi a firmare l'1-0 anticipando di controbalzo sotto porta un bel cross basso di Palacio ben lanciato da D'Ambrosio. L'esultanza con le orecchie del neroazzurro sotto la sud accende ancora di più gli animi e la partita diventa una corrida.
Al 17' quella pippa scatenata di Ranocchia entra inutilmente in scivolata su Maxi Lopez lontano dalla porta, rigore che lo stesso Lopez vuole tirare, ma Handanovic respinge.
Al 20' Eder in corsa si tuffa su una entrata di Rolando, e dopo una rissa contro tutti viene espulso per doppia ammonizione.
Samp in 10 e partita in discesa? Nienteaffatto con questa Inter: la squadra di Mazzarri smette di giocare, smette di correre, smette di lottare; siamo in completa bambola e la Samp ci assedia e ci bombarda fino alla fine del tempo, con super Handanovic finalmente tornato miracoloso almeno tre volte su Maxi Lopez, Sansone e Soriano. Mazzarri è incredulo (lo siamo anche noi!), la squadra è un disastro e la fine del primo tempo è una manna per l'Inter.
L'atteggiamento migliora nella ripresa, con il passare dei minuti conquistiamo sempre di più campo e la Samp comincia a crederci di meno; andiamo vicini al raddoppio un paio di volte con Palacio, raddoppio che arriva al 60' su corner con un gran colpo di testa di Samuel. Due minuti dopo grandissima triangolazione sotto porta Kovacic Palacio Icardi che firma da posizione defilatissima il bellissimo 3-0 e la personale doppietta per la gioia dei tifosi doriani.
La partita si chiude qui; per la cronaca al 79' altra grande giocata di Alvarez (entrato al 68' per Icardi che esce soddisfatto tra i fischi e gli ululati dei doriani) per Palacio e il trenza firma il 4-0 di piattone angolato.

Grande vittoria quindi ma quanta fatica, troppa, con un primo tempo ai limiti dell'imbarazzante, messi sotto da una Samp in 10 che è tutt'altro che una squadra forte.
Grazie ad Handanovic che è tornato grande, bene Palacio e Icardi che ha dovuto giocare in un clima di gladiatori nel Colosseo, si comincia poi a vedere una buona intesa tra i due; non male Kovacic, il Profeta insufficiente; D'Ambrosio meglio di altre volte ma sempre poco efficace, Ranocchia disastroso.
Comunque portiamoci a casa questi tre punti e cerchiamo di dare un senso a questo campionato: cerchiamo almeno di raggiungere il quarto posto. Domenica a Parma per vincere.


Una Roma in serata di grazia
di Michele Sensini

Una macchina perfetta, in cui cambiando gli interpreti non si intaccano minimamente i risultati. Con l'Atalanta, altro giro, altra trita per la Roma di Garcia che sale di nuovo a meno cinque almeno per le 48 ore che ci separano dalla trasferta della Juve in terra friulana.
Pur se decimata da squalifiche e infortuni la Roma mostra gioco, cattiveria e concentrazione fino alla fine, regalando l'ennesima delizia stagionale ai suoi tifosi, settima consecutiva per la cronaca. Grande partita di De Rossi che è in crescita costante e ottimo rientro anche per Ljaic, solita prestazione super di Gervinho e bene anche la fase difensiva, con Castan solito padrone e Toloj sicuro e tranquillo nonostante un'Atalanta niente affatto arrendevole.

La partita. È subito intensa e divertente, soprattutto grazie a una Roma in serata di grazia. Manovra fluida, qualità di palleggio altissima e disposizione tattica di tutti gli uomini sempre attenta e intelligente. Dalla classica incursione del centrocampista arriva il primo gol,secondo stagionale del sempreverde e indomito Taddei. Garcia consegna a Dodo la fascia sinistra e il gioco transita spesso dalle sue parti, con la Roma sempre votata in attacco e un'Atalanta che non molla un centimetro. Da una veloce ripartenza sul finire del primo tempo nasce il secondo gol che ammazza ogni velleità di rientra in partita dei bergamaschi.
Il secondo tempo fila via liscio, con i giallorossi che non si concedono distrazioni, tirano un po' il freno ma solo fino a quando la classe non dirompe sulla scena, con Totti che tocca di tacco verso il serbo triste, oggi in serata, autore di un bel tocco dentro per Gervinho che, in anticipo sul portiere, ha gioco facile per chiudere la partita. Ancora Ljaic fa tremare la traversa, poco prima del gol della bandiera di Migliaccio.
Gli spalti. Olimpico con un buon colpo d’occhio dovuto alle quasi cinquantamila presenze, calde, motivate e felici di questa super Roma. I venti bergamaschi presenti stridono ampiamente con il cordone di Stewart che li circonda, di una decina di volte più numeroso, e ovviamente è come se non ci fossero. Speriamo che le prossime due in casa, contro Milan e Juve, siano anche per il pubblico lo splendido coronamento di una stagione da ricordare. 

A tutta serie A
di Marco Cadin

Tanta pressione per nulla. Encomiabile lo sforzo della Roma nel cercare ogni via per riaprire il discorso scudetto, ma la Juventus non molla, approfittando di un calendario favorevole. I bianconeri non sono imbattibili, lo hanno dimostrato le trasferte di Firenze, Napoli, Madrid ed Istambul. Tuttavia servono avversari di valore o, quantomeno, oppositori con il coltello tra i denti, non con i petali di rosa tra le dita. I prossimi due turni potrebbero scrivere la parola fine, svuotando lo scontro diretto dell’attesa che merita.
Nella battaglia per l’Europa League, Fiorentina e Inter si allontanano dalla zona calda, mentre Milan e Torino accorciano le distanze dal Parma. In zona salvezza, il Catania sembra rassegnato ad un epilogo irreversibile, mentre Livorno e Sassuolo non possono più sbagliare se non vogliono dire addio alla massima serie.
Pareggio 1-1 tra Sassuolo e Cagliari. I padroni di casa hanno perso un'occasione d'oro per riagganciare il treno salvezza, mentre gli ospiti hanno la consapevolezza di essere a quattro passi dal traguardo. Al 7º, Conti sfiora il palo con un gran destro. Il vantaggio dei neroverdi giunge al 36º: Zazza, ricevuta palla in area da Sansone, resiste alla carica di Astori e scarica un potente sinistro sotto la traversa. In avvio di ripresa, Antei stende in modo ingenuo ed inutile Ibarbo. Il rigore susseguente viene realizzato da Ibraimi. Floro Flores sfrutta un rimpallo e, compiendo una piroetta, tira a lato dal centro dell'area (66º). All'84º, Sansone si trova a un passo dal portiere, ma perde il momento giusto e conclude malamente da posizione defilata. A tempo scaduto, lo stop e tiro di Ibarbo finisce di poco fuori. Il match termina tra lo sconforto degli spettatori del Mapei Stadium.
La Roma supera senza patemi l'Atalanta (3-1). Vantaggio al 13º: Dodò rovescia dal fondo per Totti, che non agganciando permette a Taddei di concludere in rete. A metà tempo, il capitano colpisce in spaccata un cross basso di Maicon, ma il pallone si spegne a lato. L'esterno brasiliano impegna Consigli sul primo palo, mentre Naiggolan sfiora il sette con un gran tiro (38º). Prima del riposo, De Rossi, servito in profondità da Totti, invece di tirare offre la palla del raddoppio a Ljajc. Al 51º, De Rossi si oppone a Denis, che dopo aver superato De Sanctis stava depositando la palla in goal. Gervinho triplica le segnature battendo Consigli, dopo esser scattato sul filo del fuorigioco sul lancio di Ljajc (64º). Successivamente a un tiro pericoloso di Livaia e al palo di Ljajc, Migliaccio accorcia le distanze (78º): colpo di testa imparabile. I giallorossi possono festeggiare un successo ottenuto con diversi rincalzi, pronti a non far rimpiangere i numerosi squalificati.
L'Inter espugna Marassi, infliggendo un netto 4-0 alla Sampdoria. Partita tesissima a causa della rivalità tra Maxi Lopez e Icardi e per l'accoglienza riservata all'ex doriano. Icardi non si fa intimorire, deviando in rete il cross basso di Palacio (13º). Cinque minuti dopo, la Samp ottiene un calcio di rigore. Lopez chiede al designato Eder di calciare: il risultato è un tragicomico errore dal dischetto. Al 22º, Eder si fa espellere per doppia ammonizione, ma sino alla fine del tempo sono i doriani a fare di più. In particolare, Handanovic compie un vero miracolo su una mezza rovesciata di Sansone. Samuel realizza il secondo goal di testa (60º), mentre Icardi triplica grazie ad un preciso assist di Palacio (63º). Il numero otto nerazzurro penetra in area in virtù di una triangolazione, battendo facilmente Da Costa. Buona Inter, ma la sfrontatezza di Icardi verso il pubblico andrebbe frenata.
Il Napoli batte con un pirotecnico 4-2 la Lazio. Gli uomini di Reja hanno offerto una prova convincente nel primo tempo, passando in vantaggio al 21º: Mauri imbuca in area Lulic, che segna con un preciso diagonale. Mirabile tiro d'esterno dal limite dell'area di Mertens, che s’infila sotto l'incrocio dei pali (41º). L'inizio della ripresa viene vivacizzato dal fallo in area di Cana su Higuain: espulsione e rigore realizzato dall'argentino. Al 67º, Higuain sfoggia la veronica per superare Novaretti e conclude in goal con un secco diagonale. Onazi entra indisturbato in area partenopea, accorciando le distanze con un'azione insistita (83º). A tempo scaduto, il solito Higuain ridicolizza Novaretti e batte Berisha con un colpo sotto. Questa Lazio rimaneggiata non poteva fare di più.
Nel flipper del Bentegodi, la Fiorentina ha vinto per 5-3 la sfida con il Verona. Gli scaligeri si portano illusoriamente in vantaggio al 14°, quando Sala è lesto ad insaccare con un tapin di testa, favorito da una corta respinta di Neto. Il pareggio viola arriva al 31°: Valero offre un filtrante a Cuadrado, che, con un potente destro sul primo palo, batte Rafael. Aquilani capovolge il risultato, correggendo in rete un cross basso di Pasqual (44°). Valero allarga il vantaggio dei gigliati, approfittando della respinta di Neto sul colpo di testa di Aquilani (63°). Toni realizza il secondo goal dell’Hellas su calcio di rigore (74°), dimostrando che i padroni di casa non si sono arresi nonostante la precedente espulsione di Donadel. Matri ritrova il goal, non su azione, ma su calcio di rigore (83°). Aquilani chiude la cinquina viola, realizzando la sua personale doppietta: l’ennesima respinta affannosa di Neto (su un tiro non irresistibile di Cuadrado) permette all’ex romanista il facile tiro in rete (86°). Infine, “sette polmoni” Iturbe conclude in goal, dopo un’impressionante cavalcata a tempo scaduto. Difese allegre, ma divertente partita di fine stagione. I viola, quando giocano senza punte di ruolo, sono da applausi.
L’attesissima sfida salvezza Livorno-Chievo, si è conclusa 4-2 per i veneti. I toscani hanno trovato il momentaneo vantaggio con un colpo di testa di Siligardi, pronto a sfruttare la sponda aerea di Mesbah (6°). Dopo soli tre minuti, Paloschi offre un assaggio della giornata che attende i difensori, scattando sul filo del fuorigioco ed insaccando con un diagonale di destro. L’attaccante crossa a centro area, dove Thereau svetta in modo vincente, ribaltando lo svantaggio iniziale (23°). Paulinho pareggia realizzando un rigore, concesso per il dubbio atterramento dello stesso attaccante (34°). Prima della chiusura del tempo, Paloschi regala una perla indigesta all’Armando Picchi: colpo di tacco vincente sull’assist di Hetemaj. Il solito Paloschi chiude le marcature su penalty (57°), fiaccando in modo irreversibile il morale degli amaranto. Di Carlo avrà modo di riflettere sul fatto che le partite vanno giocate tutte: risparmiare i titolari, quando servirebbe fare punti in ogni gara, oltre che essere antisportivo, è irragionevole.
Equanime divisione della posta tra Bologna e Parma (1-1). Prima metà della frazione iniziale, che ha visto una maggiore presenza dei gialloblù. Paletta sfiora la traversa con un colpo di testa, suggerito dai piedi di Cassani (38°). Al 44°, Cherubin riceve palla a centro area, si gira prontamente e deposita la palla in rete con un piatto sinistro. Il Bologna, rinfrancato dal vantaggio, cerca il raddoppio ad avvio di ripresa, ma l’incornata di Morleo è centrale. Al 63°, Friberg riesce a mettere al centro un pallone, anticipando l’uscita di Mirante, ma la conclusione a botta sicura di Cristaldo è salvata sulla linea da Cassani. Quando la gara sembra incanalata verso il successo rossoblù, il Parma trova il pareggio: cross sul secondo palo di Biabiany e sinistro al volo schiacciato di Palladino (79°). Negli ultimi istanti, le due squadre provano a vincere con le conclusioni di Amauri e Acquafresca, ma la fortuna non è dalla parte degli stoccatori. I due team rimangono in corsa per i rispettivi obiettivi.
Il Torino continua a sognare l’Europa, superando 2-1 il Genoa. Motta scalda i pugni di Padelli in avvio, mentre Perin neutralizza il diagonale di Cerci (21°). Al 53°, Padelli salva in tuffo il quasi autogoal di testa di Glik. All’85, Gilardino devia in rete un cross sul secondo palo di Sturaro. Sembrerebbe il goal partita, ma il match più noioso della storia vive il suo apice negli ultimi cinque minuti. Immobile, ricevuta palla al limite dell’area, insacca con un preciso tiro a giro (91°). Sulle ali dell’entusiasmo, Cerci conquista la sfera poco distante dal limite e scocca un sinistro di collo che termina la sua corsa all’incrocio dei pali. Chi vorrà approdare in Europa League dovrà fare i conti con la ditta del goal Immobile-Cerci: 32 reti in coppia.
Vittoria di misura del Milan sul Catania (1-0). Partita non esaltante, che mantiene in scia europea i rossoneri, mentre rende sempre più disperata la situazione etnea. L'inizio dei rosanero è stato coraggioso, viste due pericolose conclusioni di Barrientos nel primo quarto d'ora. Al 24º, un destro di Montolivo, da distanza siderale, sorprende il colpevole Andujar. Balotelli accarezza l'incrocio dei pali con una punizione dalla distanza (37º). La ripresa si accende solo nel finale, a cominciare da una punizione di Lodi smanacciata in angolo da Abbiati (76º). L'espulsione di Rinaudo svuota psicologicamente gli ospiti, che rischiano di capitolare nuovamente a causa delle conclusioni di Taarabt e Balotelli (entrambe imprecise).
La Juventus passeggia sul campo dell’Udinese, chiudendo i conti già nel primo tempo con un secco 2-0. E’ il sedicesimo il minuto in cui Giovinco, godendo della scarsa opposizione della difesa avversaria, può spostarsi il pallone sul sinistro e battere Scuffet con una bella conclusione a giro. Dieci minuti dopo, un corner di Pirlo crea un batti e ribatti, in cui il piedone di Llorente firma il raddoppio dei campioni d’Italia. I friulani impostano una timida reazione, ma Buffon non corre mai pericoli nell’arco della prima frazione. Al 69°, Giovinco colpisce un palo in scivolata, dopo aver ricevuto l’assist di Chiellini. L’unica occasione dell’Udinese arriva a tempo scaduto: Muriel, lanciato in area da un filtrante di Nico Lopez, impatta il palo con un diagonale insidioso. Gli uomini di Guidolin sono stati avversari troppo deboli e scarsamente motivati per riuscire ad impensierire la corazzata juventina.