lunedì 7 aprile 2014

Fußball Total! N°32

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N° 32  Aprile 2014
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin, Fabio Pierboni e del sottoscritto David Rodinó


A tutta serie A
di Marco Cadin

Sedici su sedici, la Juventus conosce una sola parola nel suo catino ai lembi delle Alpi: vittoria. La Roma ce l’aveva messa tutta per mettere pressione alla Vecchia Signora, sfatando il tabù di un ostico campo come quello di Cagliari. La verità è che per quanti sforzi possano profondere i giallorossi, i bianconeri possono disporre di un cammino che appare una marcia trionfale. Avversari come Udinese, Atalanta e Cagliari, che non hanno più niente da chiedere alla classifica, appaiono per lo più degli sparring partner. Se poi chi deve salvarsi, evita di schierare i giocatori migliori contro i campioni d’Italia (vedi Paulinho e Greco), non si comprende chi dovrebbe segnare a Gigi Buffon. La via Emilia è l’ultimo filo rimasto per gli equilibristi dei sogni. Intanto, il Napoli si è tirato fuori dalla lotta per il secondo posto. Il prossimo anno, Benitez dovrà saper domare meglio i nervi dei partenopei. Sette squadre in cinque punti si contendono i due posti disponibili in Europa League (la Fiorentina è già qualificata), il Milan spera di spuntarla, ma dovrà fare l’en plein. Il Sassuolo è l’unica squadra della zona salvezza ad aver vinto e Sansone è stato ripagato dalla sorte per l’onesta della scorsa settimana.
Il derby scaligero se lo aggiudica l'Hellas, che batte 1-0 il Chievo. Sin dalla prima frazione, si mette in luce Luca Toni, che con un’incornata costringe Agazzi alla respinta in angolo (26º). Hallfredsson accarezza l'incrocio dei pali con un gran sinistro dalla distanza (45º). Ad inizio ripresa, si assiste al forcing deciso dell'Hellas, infatti, Agazzi deve uscire repentinamente su un inserimento di Iturbe e poco dopo respinge di pugni una botta dal limite dell'area di Romulo. Iturbe è una mina vagante, ma il vantaggio arriva sugli sviluppi di un cross di Cacciatore: Toni insacca in scivolata, sfruttando l'indecisione del portiere (65º). Un tiro al volo di Thereau è l'unica occasione del Chievo, ma la conclusione esce di un soffio (85º). Decisiva la zampata di Toni, da vero bomber.
Il pubblico di San Siro si deve accontentare di un altro pareggio, Inter-Bologna finisce 2-2. L’inizio sembra dare buoni auspici ai nerazzurri, che al 6° passano in vantaggio: il cross basso di Nagatomo viene deviato in rete da Icardi. Al 34°, Garics supera Nagatomo servendo Cristaldo, che tira a botta sicura: il primo tentativo vede la respinta di Handanovic, ma sul tapin l’argentino sigla il pareggio. Nella ripresa, la musica è la stessa. L’Inter attacca alla ricerca dei punti, ma gli emiliani non si fanno pregare per pungere la precaria difesa nerazzurra. Al 62°, Icardi tira fuori dal cilindro un destro dal vertice di sinistra dell’area, il pallone sbatte sul palo e termina in rete. Nove minuti dopo, Rolando e compagni non riescono ad addomesticare un cross innocuo, dando il tempo a Kone di spingere il pallone in rete. Lo stesso Kone prova a rovinare tutto stendendo in area Palacio. Così l’Inter si procura il primo rigore della stagione, ma Milito calcia il penalty addosso a Curci. I nerazzurri sono riusciti a farsi recuperare due volte, sbagliare un rigore e subire due goal da quello che, fino sabato, era il peggior attacco della Serie A. In queste condizioni è un miracolo aver raccolto un punto.
La Lazio vince per 2-0 con la Sampdoria, continuando la sua rincorsa all'Europa. Dopo qualche reciproca schermaglia, i doriani sono i primi a rendersi pericolosi al 23º: lo schema dal corner libera il tiro di Gabbiadini, che esce di un soffio. Il vantaggio laziale arriva al 43º: doppio passo sul fondo di Keita, che serve a centro area Candreva, il tiro vincente dell'azzurro è lento, ma preciso. Al 52º, Postiga viene liberato da Candreva, ma il portoghese s'improvvisa dribblomane, invece di concludere. Un minuto dopo, viene espulso per doppia ammonizione Biglia, ma la Lazio è brava a rimanere padrona del campo. Il raddoppio biancoceleste giunge al 73º: Mauri anticipa Mustafi servendo Luljc, che insacca con un destro di prima intenzione sotto la traversa. Negli ultimi minuti, la Samp prova a reagire, ma non trova la gioia del goal. Un colpo di testa di Soriano è salvato sulla linea da Biava, mentre un tiro di Palombo si spegne di poco a lato. La Lazio mostra compattezza e coesione nella ricerca dell'obiettivo europeo. La Sampdoria è stato un avversario con la pancia piena, incapace di sfruttare la superiorità numerica.
Roma corsara a Cagliari, dove esce vincitrice con netto 3-1. Buon inizio dei sardi, che al 6º si rendono pericolosi con un colpo di testa di Pinilla. Nenè va vicino all'incrocio con una punizione a giro di destro (23º), ma la sorte del match sta per cambiare. Al 33º, Gervinho, salta il portiere defilandosi sulla linea di fondo, il servizio in area piccola permette a Destro di scaraventare la sfera sotto la traversa. Un minuto dopo, il numero 22 capitolino molla un ceffone ad Astori e si getta a terra fingendo di essere colpito. L’arbitro abbocca ed ammonisce Astori per proteste, condizionando il resto della gara. Lo stesso Destro raddoppia in contropiede battendo Avramov in uscita, grazie al lancio filtrante di Nainggolan (56º). Il terzo goal romanista giunge al (74º), quando Destro conclude in rete un taglio basso dalla trequarti di Florenzi. Il Cagliari non può che accorciare le distanze, realizzando un penalty con Pinilla (88º). Rigore concesso per un atterramento dell'attaccante ad opera di Benatia. Roma concreta e convincente, ma tra una settimana dovrà fare i conti con le assenze degli squalificati Florenzi, Pjanic e Destro (se a quest’ultimo fosse applicata la prova tv, lo stop potrebbe essere per più di un turno).
Vittoria per 2-1 della Fiorentina e l’Udinese. Al 7°, Matos conclude in spaccata una palla giunta dal corner, ma il tiro finisce a lato. Sempre lo spagnolo devia di testa un cross di Tomovic, ma Scuffet respinge in angolo (13°). Cuadrado rompe l’equilibrio con un tiro dalla distanza, su cui la deviazione sfortunata di Danilo appare decisiva (25°). Matos impegna nuovamente Scuffet con un colpo di testa (52°), ma il raddoppio arriva su rigore al 70°. Rodriguez realizza il penalty, concesso molto generosamente per “l’atterramento” di Cuadrado ad opera di Danilo. All’82°, l’Udinese accorcia le distanze con un tiro cross di Fernandes e, a tempo scaduto, sfiora il pari con un colpo di testa di Heurtaux. La Fiorentina ha spinto di più, meritando il successo. I Friulani possono solo rammaricarsi per l’assenza Antonio Di Natale.
Sconfitta quasi letale per il Catania, che viene schiacciato dal Torino (1-2). Gli etnei partono di gran carriera, trovando il vantaggio già al secondo minuto. Berghessio riceve l’assist di Barrientos, concludendo in rete sull’uscita del portiere. Man mano la spinta dei padroni di casa perde di tono, ma i granata non si affacciano quasi mai nell’area avversaria. Al 57°, i granata danno i primi segni di risveglio, quando Glik conclude al volo a due passi dalla porta, ma Andujar riesce a respingere. Negli ultimi dieci primi, il Massimino subisce un uno-due da ko. El Kaddouri serve l’assist per l’inserimento di Fernerud, che in scioltezza realizza il pareggio (79°). La torre di Meggiorini per Immobile, permette al bomber di realizzare la sua diciottesima rete in questo torneo (83°). Uno stadio affranto saluta nuovamente Maran, al suo secondo esonero stagionale. La salvezza è una pia speranza.
Il Sassuolo rinfocola il proprio ottimismo, interrompendo la striscia di sei vittorie consecutive dell’Atalanta (2-0 allo stadio Azzurri d’Italia). Prima occasione per i bergamaschi: tiro respinto di Estigarribia e tapin di De Luca messo in angolo da Pegolo (12°). Un minuto dopo, Bonaventura semina il panico in area avversaria, ma il suo recapito in area piccola non viene capitalizzato dai compagni. De Luca prova a sorprendere il portiere con un tiro a giro di destro,ma senza successo (26°). Al 33°, Sansone conquista palla per un’indecisione della difesa avversaria, scaricando in rete un preciso diagonale. Il goal degli ospiti inibisce la squadra di casa, che di colpo perde la verve precedente. Al 71° arriva il raddoppio di Sansone: punizione defilata, su cui Consigli non è esente da colpe. Chibsah potrebbe realizzare il terzo goal, ma la sua conclusione, dopo un bello slalom, è sull’estremo difensore (88°). Bentancourt prova ad accorciare le distanze con un colpo di testa, ma Pegolo mantiene la porta immacolata (90°).
Il Parma si rilancia con una vittoria di misura sul Napoli (1-0). Primo tempo che scorre via senza conclusioni nello specchio da parte delle due squadre. Unico sussulto, un goal di testa di Fernandez, annullato per offside (11º). Al 55º, Parolo realizza il goal partita: sul cross basso di Cassani all'altezza del limite dell'area, Parolo gonfia la rete con una conclusione di prima. Albiol prova a dare la carica con un tiro di poco alto (74º), mentre Zapata reclama giustamente un rigore per essere stato atterrato da Mirante (76º). Mertens smarca Insigne con un perfetto filtrante, ma il diagonale del napoletano non è preciso (83º). Al 90º, Zapata sfiora la traversa di testa, facendo svanire le residue speranze di recupero. Partenopei molto deludenti, ma la mancanza di costanza di rendimento non è una novità. Il Parma ritrova il successo dopo tre sconfitte consecutive.
La Juventus inanella un altro successo tra le mura amiche, battendo 2-0 il Livorno. Risultato mai in discussione, anche perchè Di Carlo ha scelto di non schierare i diffidati Greco e Paulinho. Al 6º, Tevez si fa respingere un tiro in area da Bardi, ma il vantaggio arriva dopo la mezzora di gioco. Llorente riceve palla da Tevez con spalle alla porta, la veloce piroetta dello spagnolo è impreziosita dalla sassata che s' insacca sotto la traversa. Tre minuti più tardi, Llorente raddoppia di testa: nell'occasione va segnalata la responsabilità di Bardi, che si è fatto scivolare il pallone dalle mani. Lichtsteiner potrebbe triplicare, ma il suo tiro defilato è neutralizzato dal portiere. Nella ripresa, la Juve cala l'intensità di gioco, pur non correndo particolari pericoli. Pogba viene imbeccato in area da Pirlo, ma la sua conclusione finisce sopra la traversa (69º). I minuti restanti scivolano via, chiudendo una sfida mai iniziata.

Vittoria per 2-1 del Milan a Marassi, contro un combattivo Genoa. Apre le marcature Taarabt, che correndo verso destra incrocia un diagonale di sinistro dal limite dell'area, sorprendendo Perin (20º). Il Genoa chiude i rossoneri nella loro metà campo, facendoli tremare con un destro di Bertolacci, di poco fuori (38º). Al 43º, Mexes rischia l'autorete anticipando di testa Gilardino. Nel secondo tempo, prima un tiro di Fetfatzidis e poi un colpo di testa di Sturaro sfiorano il goal (54º). Taarabt serve in profondità Honda, che salta De Maio e supera Perin con un colpo sotto (56º). La rabbiosa reazione dei grifoni si concretizza con una botta sotto l'incrocio dei pali di Motta (73º). Nei minuti successivi, Abbiati salva il risultato con un tuffo prodigioso sul tiro di Centurion. Il Genoa avrebbe meritato almeno il pareggio, ma i tre punti erano più utili ai rossoneri.


Il fattore K…
di Fabio Pierboni

Fino a poco tempo fa, per sbloccare certe partite complicate, c’era lo schema risolutivo: “palla a Klose e s’abbracciamo”, ora che il tedesco amministra i suoi muscoli per il mondiale, giocando con il contagocce e tradendo l’affetto ricevuto nella capitale, c’è un’altra Kappa a interpretare lo schema: Keita!
Ormai divenuto un titolare inamovibile, il catalano di origini senegalesi si è trasformato anche in un trascinatore, un perfetto compagno di corsa per Candreva, con cui scambia ripetutamente la posizione e nelle ultime partite anche gli assist.
La Sampdoria di Sinisa Mihajlovic, relegato in tribuna per squalifica, si presenta all’olimpico con una formazione d’attacco, in avanti c’è il tridente pesante: Maxi Lopez, Eder e Gabbiadini, la Lazio schiera per la prima volta Elder Postiga al posto di Miro Klose.
I primi quaranta minuti vedono una Lazio timida, spesso in difficoltà sui calci piazzati e sui corner, i Blucerchiati cercano di sfruttare le palle ferme con schemi fantasiosi e spesso efficaci. L’unico appiglio per i biancocelesti sono le sgroppate dell’accoppiata Candreva-Keita, e proprio da una di queste nasce il vantaggio: Keita si libera con una finta di due avversari e mette al centro un rasoterra, Candreva gira in rete con un preciso diagonale, l’azzurro è al nono centro stagionale. Qualche minuto più tardi ancora Keita recupera un pallone e si porta dietro un paio di avversari, la chiusura di Mustafi è provvidenziale ed evita ai blucerchiati un passivo eccessivo.
Nel secondo tempo la Lazio sembra aver trovato l’assetto giusto per controllare la partita, al 57’ però ci pensa Biglia a stravolgere gli equilibri, l’argentino si fa soffiare ingenuamente una palla a metà campo da Krsticic che s’invola verso la trequarti biancoceleste, Biglia lo insegue fino a spingerlo da dietro rimediando il secondo giallo e lasciando la Lazio in dieci uomini. La decisione di Calvarese è ineccepibile, ma c’è da dire che l’arbitro di Teramo ha usato un metro diverso nella distribuzione dei cartellini, facendo arrabbiare i pochi spettatori venuti allo stadio nonostante la protesta del tifo organizzato nei confronti del presidente Lotito.
Reja con la squadra in dieci, decide di sostituire l’unica punta Postiga con Mauri, avanzando Keita, la Sampdoria prova a far entrare forze fresche in attacco con Sansone e Okaka. I biancocelesti sembrano non soffrire l’inferiorità numerica, mettendo più volte in difficoltà la retroguardia doriana. Al 74’ Mauri si libera in area con una finta e serve un perfetto assist a Lulic, il centrocampista di Mostar sigla il due a zero con un perfetto piattone che supera l’incolpevole Da Costa. La Sampdoria prova senza successo a riaprire la partita, per la Lazio sono tre punti d’oro nella ricerca di un posto per l’Europa.

RIGOR MORTIS
di Gianluca Danese
 

L'Inter sciupa l'ennesimma occasione di uscire da San Siro senza l'immancabile sottofondo dei fischi del popolo neroazzurro: 2-2 contro il Bologna; con in più (non ci facciamo mancare proprio niente) la super occasione nel finale del rigore (il primo della stagione, alleluia!!!) sciupato malamente da un Milito sempre più riesumato dalle tombe degli antichi egizi.

Un'altra gara orribile, giocata male, e ancora una volta male interpretata da Mazzarri, colpevole anche lui insieme a tutti quanti, di questa sciagurata stagione.

Ma andiamo per gradi. 

C'è Ranocchia per Samuel (tanto là dietro so' tutte pippe uguali e Jesus oggi s'è pure rotto per tutta la stagione); Guarin in castigo dopo l'orrore di Livorno ed al suo posto gioca Ricky Superpippa Maravilla Alvarez; c'è D'Ambrosio poi per Jonathan acciaccato (capitolo a parte lo merita proprio quest'altra bella pippa al sugo di D'Ambrosio: chi è costui? ma perchè li dobbiamo prendere tutti noi?)
Ci troviamo in vantaggio dopo 5' con Icardi che di controbalzo insacca un invitante cross di Nagatomo. Poi, invece di azzannare l'avversario e chiudere la partita, smettiamo di giocare. Hernanes come al solito non si vede o si vede a sprazzi, e comunque fa il minimo indispensabile, Alvarez è a dir poco imbarazzante, D'Ambrosio non ne parliamo.
Non si gioca un calcio fluido, niente fraseggi, lancioni lunghi, errori banali, poco pressing, pochi movimenti, poca convinzione e il Bologna in contropiede riesce anche ad essere pericoloso.
Al 34' Garics fa un numero alla Redondo sul fondo e mette in mezzo dove per ben due volte tirano in porta, alla seconda Pazienza pareggia. Difesa immobile e colpevole.
La squadra non sa reagire e anche nel secondo tempo non sembra in grado di farlo.
Mazzarri cambia le carte: Kovacic per un D'Ambrosio in tilt a cercare di fare manovra in mezzo, Alvarez va largo a sinistra e Nagatomo a destra.
Per un po' teniamo palla ma è una supremazia sterile e le occasioni non ci sono.
Al 62' però Icardi si inventa un eurogol da fuori area per il 2-1.
Come al solito non andiamo a chiudere la partita e così al 72' su un innocuo cross Rolando sviene davanti ad Handanovic lasciando la palla del 2-2 nei piedi di Kone e tutto ancora da rifare.
L'occasionissima per vincere comunque c'è: è il famoso rigore di cui sopra che Tutankhamon Milito, entrato poco prima, calcia malissimo (perchè lo tira proprio lui? ci chiedevamo mentre era sul dischetto...)
Addirittura al 90' Handanovic miracoloso salva due volte su Acquafresca.
Domenica a Marassi contro la Samp e speriamo che questo campionato possa finire al più presto e nel modo più dignitoso possibile.

A tutta Bundesliga

Dopo 25 successi e 3 pareggi, in questa stagione 2013-2014, è arrivata la prima sconfitta per l’incredibile Bayern Monaco di Pep Guardiola. I Bavaresi erano sabato pomeriggio ospiti dell’Augsburg, squadra rivelazione assoluta nella stagione in corso, che con una prestazione gagliarda ha segnato con il suo attaccante Mölders nel primo tempo ed ha difeso con estremo raziocinio nella ripresa, il vantaggio meritatamente conquistato.
La 29° giornata della Bundesliga era cominciata venerdì sera con l’inaspettato successo per 2 a 1 dell’Amburgo su un Leverkusen che, a causa di questa sconfitta, scivola al 5° posto in classifica e perde per decisione della dirigenza il tecnico Saami Hyypiä, che viene esonerato. Nelle altre partite del sabato pomeriggio lo Stoccarda ha regolato facilmente con un secco 2 a 0 il Friburgo. Il Gladbach è andato a prendersi 3 punti importantissimi nella tana del Norimberga con un netto 0 a 2 che riporta gli uomini guidati daFavre al 4° posto mentre fa scivolare i bavaresi in penultima posizione. Il Werder Brema ed lo Schalke si sono divisi la posta nell’esaurito Weser Stadion, risultato questo che sta bene ad entrambe le compagini in quanto il Werder è oramai salvo mentre lo Schalke ha la quasi garanzia nella prossima stagione di giocare nella Champions League; Il Francoforte fa uno sgambetto al Mainz nella sua, insperata ad inizio di stagione, corsa ad un piazzamento per l’Europa League mentre Lewandowski e Reus regalano al Borussia Dortmund una vittoria importante casalinga contro il Wolfsburg, che era anche passato in vantaggio con il sempre verde Olic.
La domenica pomeriggio clamoroso il 3 a 0 del Brauschweig ai danni dell’Hannover mentre l’Hertha di Berlino non riesce a superare in casa l’Hoffenheim.
La classifica dopo 29 giornate:
Bayern 78 Punti
Borussia 58
Schalke 55
Gladbach 48
Leverkusen 48
Wolfsburg 47
Mainz 44
Augsburg 42
Hoffenheim 37
Hertha BSC 37
Francoforte 35
Werder 33
Hannover 29
Friburgo 29
Stoccarda 27
Amburgo 27
Norimberga 26
Braunschweig 25
Prossimo turno 11.04.2014-13.04.2014:
Schalke-Francoforte;Gladbach-Stoccarda;Hannover-Amburgo;Wolfsburg-Norimberga;Friburgo-Braunschweig;Mainz-Brema;Bayern-Borussia;Leverkusen-Hertha;Hoffenheim-Augsburg