giovedì 8 maggio 2014

Fußball total 36° numero

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N° 36  Maggio
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin, Fabio Pierboni e del sottoscritto David Rodinó

VERGOGNA
di Gianluca Danese

L' Inter perde 1-0 il derby contro il Milan.
Una prestazione talmente mediocre che non merita nemmeno un commento.
Per la cronaca vi lascio alla penna sapiente del nostro grande Marco Cadin, per il resto c'é poco da dire, oltre a non giocare questi ragazzi  non hanno fatto vedere nemmeno un briciolo di voglia e di cattiveria. (e zero tiri in porta!..) E stavolta tutti bocciati e tanti da cacciare via al termine di questa ennesima sciagurata stagione.

A tutta serie A
di Marco Cadin

Si è parlato per un anno della cavalcata della Juventus e della strenua resistenza di una Roma mai doma, tuttavia, nella settimana della consacrazione bianconera, l’attenzione è concentrata sui fattacci della Coppa Italia. Per l’ennesima volta, il tifo organizzato ha dimostrato di poter fare ciò che crede e di poter condizionare le scelte del mondo del calcio. Tutto ciò non sarebbe possibile se il “sistema” calcio e le istituzioni non fossero compiacenti di fronte ad atti criminali, condannati a parole e tutelati nei fatti. Se la politica è incapace di adottare misure che riportino in essere un clima di sana convivenza civile, la Federazione e i club mostrano una perenne incapacità ad evolvere a livello culturale, infrastrutturale e sportivo. Stadi vecchi e vuoti, violenza imperante, bassa competitività internazionale, vivai azzerati e razzismo latente (i napoletani ne sanno qualcosa) sono problematiche solo apparentemente eterogenee tra di loro. La decadenza del calcio nostrano non è altro che lo specchio di un paese, in cui la contrapposizione dei piccoli campanili è il terreno fertile dove far prosperare le solite lobby.
La Juventus ha conquistato il titolo ancor prima di entrare in campo, in virtù della sconfitta della Roma a Catania. I giallorossi hanno offerto una prestazione scadente e svogliata, segno che la resa anticipata di Garcia non è stata una grande trovata. La zona Europa League cambia le sue protagoniste ogni domenica, tanto da rimettere in discussione la qualificazione dell’Inter (perdente nel derby). Il Sassuolo mette la freccia e supera Bologna e Chievo, sempre di più condannate a contendersi l’ultimo posto nella massima Serie.
La Roma saluta matematicamente il sogno scudetto, subendo un pesante 4-1 sul campo del Catania. La testa dei giocatori giallorossi non era al Massimino: la migliore difesa del torneo si è tramutata in un’invitante groviera. Il vantaggio etneo giunge grazie alla conclusione di Izco, coronamento di una triangolazione di prima tra Leto, Berghessio e lo stesso Izco (26°). Al 34° i padroni di casa raddoppiano, in virtù della sponda aerea di Berghessio, che libera al tiro vincente l’accorrente Izco. Unico baluardo capitolino è il solito Totti, pronto a realizzare il suo 234° goal in Serie A, non vanificando l’assist di testa di Florenzi. Gervinho, appena entrato, fallisce il pareggio a pochi minuti dal riposo. Nella ripresa, il Catania chiude i conti con due reti, ma i giallorossi avrebbero potuto tornare a casa con un passivo ancor più gravoso. Al 56°, il tiro di Leto è goffamente respinto da De Sanctis a centro area, dove Berghessio è lesto a ribadire in rete. Al 79°, il tiro dal limite di Barrientos va troppo veloce per essere intercettato dal lento portiere giallorosso.
Il Livorno perde l’ultimo treno per la Serie A, subendo un duro 5-3 da parte dell’Udinese. Paulinho illude i suoi pennellando una punizione sotto l’incrocio (13°), ma la gioia impiega poco a svanire. Di Natale, dopo aver fallito un penalty, riceve palla dagli sviluppi di un corner ed insacca tutto solo (19°). Due minuti dopo, Di Natale svirgola l’aggancio di un assist a centro area, ma involontariamente serve a Badu un pallone che va solo spinto in rete. Al 29°, Paulinho pareggia ancora su punizione, ma stavolta la deviazione della barriera è determinante. Il finale di tempo bianconero è devastante. Pereyra realizza il terzo goal, potendo calciare dal dischetto dopo una combinazione di prima (33°). Gabriel Silva spinge in rete un assist imperdibile offerto da Allan (44°), mentre, un minuto dopo, Di Natale realizza la quinta rete calciando a fil di palo, dopo esser scattato sul filo del fuorigioco. A due primi dal termine della gara, Mesbah segna il terzo goal amaranto, approfittando di una mischia in area piccola.
Il Parma mostra di credere ancora nell’Europa League, superando 2-0 la Sampdoria. La gara si sblocca grazie ad una percussione di Biabiany, che giunto in area serve Parolo, il cui leggero tocco favorisce il tiro vincente di Cassano (18°). Poco dopo, Acquah potrebbe raddoppiare in virtù dell’assist di Fantantonio, ma il tiro viene respinto da Fiorillo. Gabbiadini (palo) e Sansone provano ad impensierire Bajza con conclusioni dalla distanza, ma senza fortuna. Nella ripresa, Biabiany mette fuori un buon diagonale, mentre Amauri non aggancia in scivolata un cross basso di Molinaro. Al novantesimo giunge il definitivo raddoppio scudato: Acqua, giunto sul fondo, passa il pallone indietro, la derivante conclusione di Molinaro viene deviata in rete da Schelotto.
Pareggio amaro per il Bologna, che non va oltre lo 0-0 con il Genoa. Primo pericolo al 42°, quando Antonelli si trova casualmente con il pallone davanti Curci, ma il portiere è pronto a chiudere lo specchio. Nel secondo tempo, Friberg lancia sul filo del fuorigioco Bianchi, che stoppa di petto, ma conclude fuori (57°). Poco dopo, Kone colpisce di testa un pallone proveniente da un calcio fermo, ma la traversa nega la gioia del goal. Bianchi riesce a servire Paponi in contropiede, ma Perin respinge il tiro sul primo palo. Le ultime mischie non regalano lo spunto vincente ai felsinei, penalizzati, come al solito, dalla mancanza di una punta capace segnare.
Il Torino continua a cullare il sogno europeo, battendo 1-0 il Chievo. I padroni di casa prendono l’iniziativa con un paio di tiri dalla distanza, ma il primo tempo passa senza offrire sussulti. Nella ripresa, il pallino del gioco diventa granata, Kurtic scalda i pugni di Agazzi con un forte diagonale (48°). E’un autogoal a segnare l’esito della gara: Kurtic prolunga di tacco la parabola di un corner, impattando nella sfortunata deviazione di Sardo (54°). Al 65°, Pellisier si fa espellere, rimediando due cartellini gialli nei cinque minuti in cui era entrato in campo. Nel resto della gara, i granata potrebbero raddoppiare più volte con i contropiedi di Cerci e immobile, ma Agazzi ha opposto una strenua resistenza. I veneti vedono complicarsi la salvezza, che sino ad ora si erano assicurati.
Uno dei più noiosi derby meneghini della storia, si conclude con il successo di misura del Milan (1-0). Una percussione di Nagatomo sull’out di sinistra, trova pronto Abbiati sul cross basso (18°). De Sciglio s’inserisce sulla sinistra dell’area interista, ma il suo diagonale si spegne sull’esterno della rete (25°). Kaka, lanciato a rete in contropiede, conclude da fuori area timbrando la traversa (37°). Il goal partita giunge al 65°: da una punizione defilata Balotelli mette a centro area un pallone, su cui De Jong è il più veloce ad insaccare di testa. Nella restante mezzora, i nerazzurri non trovano la forza per impensierire Abbiati. I rossoneri possono festeggiare il sesto successo nelle ultime sette gare, mentre l’Inter sente il fiato sul collo delle rivali accorrenti.
La Lazio non è squadra per cardiopatici, infatti, nel match con il Verona, regala ai suoi tifosi un altro rocambolesco 3-3. Vantaggio dei padroni di casa al 30°: affondo sulla fascia sinistra di Candreva, che pesca il destro vincente di Keita a centro area. Al 37°, Marquino pesca il destro di precisione dal limite dell’area, sorprendendo Berisha. Nella ripresa, Lulic controlla il pallone di testa saltando i centrali avversari e batte Rafael con un destro al volo (60°). Nove minuti dopo, Iturbe scatta sul filo del fuorigioco bruciando difesa e portiere laziale. Il sorpasso dell’Hellas si compie all’83°, quando Romulo insacca in tapin sul suggerimento di Hallfredsson. All’84°, Lulic si fa espellere per una brutta entrata su Iturbe, ma a tempo scaduto giunge l’inaspettato pareggio laziale. Si tratta di un regalo dell’arbitro, che concede il penalty per un inesistente fallo su Klose. Ad ogni modo, Mauri non sbaglia dal dischetto. Per le due squadre, il pareggio è un mezzo passo falso alla corsa europea.
Juventus-Atalanta è finita 1-0, ma più che una partita è stata la giusta passerella per i campioni d’Italia. Conte ha dato spazio alle seconde e terze linee, regalando una serata di gloria anche a chi quest’anno ne aveva passate poche. Nel primo quarto d’ora, è l’attivissimo Giovinco a sfiorare il palo in paio d’occasioni. Al 26°, Lichtsteiner cross per Osvaldo, ma il colpo di testa dell’attaccante è deviato in angolo da Consigli. Al 63°, Pogba va vicino al sette con un tiro dalla tre quarti campo. Il goal partita arriva al 72°: Padoin conclude con un destro di prima intenzione dal limite dell’area, che sbatte sul palo e s’infila in rete. Prima del fischio finale c’è il tempo di rivedere in campo Pepe, che ha saltato quasi due stagioni per un brutto infortunio.
All’Artemio Franchi il Sassuolo coglie tre punti fondamentali per la salvezza, battendo 4-3 la Fiorentina. I primi quarantacinque minuti conoscono un solo protagonista: l’estemporaneo Berardi. Il talento sblocca la gara su penalty, concesso per il fallo di mano di Borca Valero (23°). Al 33°, Zazza libera in area Berardi, che con un sinistro non irresistibile piega le mani di Rosati. Al 42°, Zazza ruba palla ad un ingenuo Rodriguez, permettendo a Berardi di siglare in diagonale la sua personale tripletta. Lo stesso Rodriguez si fa perdonare accorciando le distanze su rigore, concesso al 57°. Sansone ristabilisce le distanze con uno slalom fra tre avversari in area piccola, concludendo in rete al 65°. Rossi impiega sette minuti dall’ingresso in campo per realizzare il goal del 2-4: controllo palla al limite dell’area e destro a spiazzare Pegolo. I viola riaprono la gara al 75°, quando Cuadrado, liberato da un lancio di cinquanta metri di Pizarro, salta il portiere con un preciso pallonetto. La rimonta gigliata non riesce, permettendo al Sassuolo di mettere la testa fuori dalla Serie B.
Il Napoli festeggia la Coppa Italia, imponendosi 3-0 sul Cagliari. Primo pericolo per i sardi al 29°, quando Dzemaili esplode un destro da trenta metri, che Silvestri riesce a deviare sulla traversa. Mertens realizza il rigore del vantaggio (33°), concesso per l’atterramento in area di Pandev. Il raddoppio partenopeo arriva dieci minuti più tardi: cross basso di Callejon per Pandev, che da due passi insacca. Al 53°, Silvestri stende il macedone in area, rimediando espulsione e rigore. Peccato che Hamsik non si sblocchi, calciando sulla traversa il penalty. Tuttavia, per il terzo goal è solo questione di cinque minuti. Dzemaili segna su tapin, approfittando della respinta di Avramov sul tiro di Pandev. I cori per Ciro Esposito hanno fatto da colonna sonora del match.