lunedì 12 maggio 2014

Fußball Total n°37

Fußball Total!
Rubrica settimanale sul calcio di massima serie tedesco ed italiano
N° 37  Maggio
Con la collaborazione di Michele Sensini, Emiliano di Calogero, Gianluca Danese, Marco Cadin, Fabio Pierboni e del sottoscritto David Rodinó

VENI VIDI KOVACIC
di Gianluca Danese

Oggi Audrey Hepburn è senza lacrime e l' Inter si congeda dal proprio pubblico tornando alla vittoria 4-1 contro la Lazio e raggiungendo matematicamente il quinto posto e l'Europa League.
Buono il risultato e il punteggio, buona la prova di alcuni singoli, ma come al solito non buona la prestazione del collettivo: la squadra ha denunciato le solite lacune, la solita fragilità difensiva, il solito non gioco.
Sotto quasi subito (Cana dimenticato in area su una punizione e gol di Biava) troviamo una buona reazione  e, grazie ai tagli millimetrici di Kovacic, vanno in gol Palacio al 7', Icardi al 34', e ancora Palacio in tap in su cross basso di Nagatomo lanciato dallo stesso Kovacic. Chiude il Profeta con un gran diagonale da fuori al 79'. In mezzo a tutto questo la solita confusione e un portiere che è tornato a fare miracoli.
Tre nomi quindi su tutti: Kovacic (finalmente!) che ha preso per mano il centrocampo orfano di Cambiasso squalificato ( giocava "piede a stella" Kuzmanovic!) e ha mandato in gol i compagni con grandi giocate spaccadifesa fin da subito; Handanovic che ha sfornato miracoli in momenti delicati del match; e Palacio, l'unico vero fuoriclasse della squadra. Il Profeta ancora una volta non pervenuto. 
Da segnalare la giornata comunque triste per noi interisti: l' ultima a San Siro del nostro grandissimo Capitano Javier Zanetti( 857 gare in neroazzurro, 5 scudetti, 4 coppe Italia, 1 coppa Uefa, 1 Champions League, 1 Coppa Intrercontinentale).
Dopo Ryan Giggs un altro grande '73 che smette, dovrò farlo anch'io.


A tutta serie A
di Marco Cadin


Nuovi verdetti sono stati decretati nel penultimo turno di questo lungo campionato. La sfida tanto attesa tra Roma e Juventus, che ormai valeva solo per la storica rivalità tra i due club, ha visto vincere i bianconeri all’ultimo respiro. Il successo alimenta la prospettiva di abbattere la storica meta dei 100 punti, quota mai raggiunta in Europa. Il bollettino dell’ordine pubblico fa annotare un paio di brutti striscioni, qualche coro censurabile e una banana, tutto sommato è andata bene. La zona salvezza ha visto risolvere gli enigmi residui: Catania, Livorno e Bologna in Serie B, mentre Sassuolo e Chievo rimangano nella massima Serie. Pur con i loro alti e bassi, clivensi e neroverdi hanno meritato il tanto sognato traguardo. Livorno e Bologna erano le squadre peggiori, mentre gli etnei, visto l’ottavo posto della scorsa stagione, sono stati i più deludenti. In zona Europa League, ottengono il passaporto Fiorentina e Inter, mentre l’ultimo posto è ancora da assegnare. Partono in pole position il Torino e in second’ordine il Parma, mentre Verona e Milan hanno ormai poche possibilità. La Lazio, a causa della sconfitta milanese, non ha più pretese. Reja può anche sostenere che dal suo arrivo le cose siano migliorate, ma rimane un “Ranieri dei poveri”: manca sempre uno strapuntino per centrare l’obiettivo.
Il derby del nordest tra Verona e Udinese termina 2-2, complicando non poco la corsa all’Europa degli scaligeri. Il vantaggio è arrivato subito per i padroni di casa, vista la concessione di un calcio di rigore per l’atterramento di Agostini. Penalty realizzato senza indugi da Toni (13°). Il bomber avrebbe potuto raddoppiare al 37°, ma il suo tiro è stato salvato sulla linea di Danilo. Al 54°, Hallfredsson colpisce al volo il cross di Gomez, sorprendendo sul primo palo Scuffet. Quando sembra fatta, Di Natale rovina la festa veneta. La punta campana stoppa al volo un cross a mezz’altezza, piroetta e conclusione in rete senza far scendere il pallone. Una perla da circense. Nel finale il Verona soffre la pressione, subendo il pareggio al 91°: Lazzari entra in area sulla destra passando il pallone indietro per Badu, che in diagonale di destro sigla il 2-2.
L’Inter vince 4-1 sulla Lazio, conquistando la matematica certezza europea. I biancocelesti subito in vantaggio: Biava devia in rete il colpo di testa di Cana (2°). La doccia fredda non spegne gli ardori nerazzurri, che dopo cinque minuti fruttano il pareggio: Kovacic pesca Palacio in mezzo all’area, che con un leggero tocco supera Berisha. Al 34°, l’Inter raddoppia con un’azione in fotocopia: filtrante dell’ispirato Kovacic e diagonale vincente di Icardi. Solo tre primi ed arriva il terzo goal, grazie a Palacio pronto a spingere in rete il cross sporco di Nagatomo. Nella ripresa entra Zanetti, che si gode il saluto di San Siro per l’ultima partita casalinga dell’impareggiabile capitano nerazzurro. Le conclusioni di Biava, Keita e Anderson rischiano riaprire il match, ma Handanovic è sempre sull’attenti. Nel weekend dei goal dell’ex non poteva mancare la rete di Hernanes (79°): sinistro a giro dal limite dell’area. La Lazio accantona definitivamente il discorso Europa League, consapevole che la ricostruzione dovrà partire dalla difesa.
L’Atalanta sgambetta il Milan, battendolo 2-1. Primo tempo di marca nerazzurra, con le continue sortite offensivi Denis e compagni. Moralez colpisce di testa, sfiorando il palo alla destra di Amelia (34°). Sul finire di tempo, Balotelli si rende pericoloso con due punizioni: in una colpisce la traversa e nell’altra è pronta la respinta di Consigli. Al 51°, Bellini segna l’autogoal, cercando di anticipare Balotelli sul cross basso di Muntari. Al 68°, Costant stende in area Carmona, regalando a Denis il penalty del pareggio. Nel finale, Balotelli prova a risolvere il match con un paio di conclusioni, una di esse si stampa sul palo (91°). A tempo ampiamente scaduto, Brienza tira fuori dal cilindro un tiro da tre quarti campo, di rara potenza e precisione. Nulla da fare per Amelia. Le possibilità dei rossoneri di approdare in Europa League sono ridotte al lumicino.
Torino-Parma termina 1-1, lasciando aperta la lotta per il biglietto d’oltre confine. Dopo un’apprezzabile rovesciata di Immobile e un tiro potente di Parolo, il Torino trova il vantaggio. Lancio dalla difesa per Immobile che, approfittando di un malinteso tra Paletta e Mirante, può insaccare il suo ventiduesimo goal (42°). Al 63°, Cerci lancia a rete Immobile, che viene steso da Lucarelli. Inevitabile l’espulsione del difensore parmense. Il Torino sente tremare le gambe vedendo l’obiettivo europeo a un passo, già conoscendo il risultato negativo del Milan. La pressione fa brutti scherzi, tanto che la difesa granata fa avanzare indisturbato Acquah, costringendo Glik al fallo da rigore. Cassano si fa respingere il penalty, ma Biabiany è il più lesto a ribadire in rete (71°). Il Torino resta in vantaggio sulle dirette avversarie, ma dovrà affrontare l’ultima sfida senza Immobile, espulso per doppia ammonizione (proteste e simulazione).
Il Sassuolo ottiene una meritatissima salvezza, superando 4-2 il Genoa. Floro Flores impiega sedici minuti a portare in vantaggio i suoi, involandosi in azione solitaria e concludendo in rete di potenza. Berardi si mette in mostra con un paio di tiri al volo, non ottenendo soddisfazione. Al 39°, viene concesso un rigore al Genoa, per una leggerissima trattenuta di Magnanelli su Vrsaljko. Gilardino si fa respingere il penalty, ma Calaiò insacca di testa. Biondini riporta su i neroverdi, deviando in rete di testa un corner (65°). Al 76°, sul tiro dal limite di Cabral, Gilardino infila il piede che spiazza Pegolo. Il Sassuolo, però, non ha alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire una storica permanenza in A, spingendo fino alla fine sull’acceleratore. Sansone riporta in vantaggio i padroni di casa con un tiro al volo (87°), mentre Floro Flores fissa il risultato sul 4-2, con una sassata sotto la traversa (89°). Di Francesco ha guidato con sapienza una squadra di giovani con qualche gagliardo vecchietto, mettendo una pezza alla nefasta parentesi di Alberto Malesani.
Il Chievo espugna Cagliari con un 1-0 che vuol dire salvezza. Prima occasione per i padroni di casa, che con un colpo di testa costringono Agazzi al miracolo (12°). Una spizzata di testa di Rossettini lambisce il palo (20°). Nella ripresa, il Chievo mette la testa fuori dalla propria metà campo, ottenendo l’insperato goal partita al 71°: uscita a vuoto di Avramov e colpo di testa vincente di Dainelli. Due minuti dopo, Eriksson potrebbe pareggiare su punizione, ma Agazzi ci mette una pezza provvidenziale. Il Chievo ha meritato la salvezza, meno il successo odierno.
La drammatica sfida del Dall’Ara, tra Bologna e Catania, è stata vinta inutilmente dagli ospiti (1-2). Tanta iniziativa dei rossoblù nel primo tempo, ma sempre sterile. Gli etnei passano in vantaggio su punizione: conclusione radente di Monzon, che sorprende barriera e portiere (21°). Peruzzi riesce a prendere due ammonizioni in meno di mezzora, lasciando i suoi in dieci uomini per un’ora. La spinta emiliana produce il pareggio solo al 79°: diagonale dal limite di Morleo, che s’infila sul secondo palo. Il Bologna si butta in avanti a testa bassa, lasciando spazio al fatale contropiede siculo: Berghessio, ricevuta palla da Rinaudo (che nell’occasione commette un fallo non visto su Morleo), batte Curci con un sinistro secco (84°). Le due squadre vanno a braccetto nella serie cadetta.
Il derby toscano si conclude 1-0 per la Fiorentina, spedendo il Livorno in Serie B. Cuadrado potrebbe portare subito in vantaggio i suoi, ma il tiro del colombiano viene respinto da Anania (2°). Al 22°, Siligardi penetra in area e centra per Belfodil, che di testa manda a lato. Al 57°, il goal che segna il match: Rossi inventa per Cuadrado, che con una doppia conclusione batte il portiere. Quando il tempo non dona più speranze, Borja si fa espellere per un’entrata su Aquilani. Gli amaranto salutano la Serie A, dopo appena un anno di permanenza.
Il Napoli espugna Marassi, superando 5-2 la Sampdoria. Le due squadre non hanno più niente da chiedere al campionato ed hanno affrontato la gara con uno spirito fin troppo rilassato. Dopo 19 minuti, Zapata porta in vantaggio i partenopei con un tapin di testa. Insigne insegue il Mondiale con un tiro di esterno destro, che regala il 2-0 al Napoli (26°). Eder accorcia le distanze con un destro in diagonale rasoterra, che sbatte sul palo e termina in rete (30°). Callejon trova il terzo goal su punizione, ma nell’occasione le responsabilità di Fiorillo sono notevoli (32°). Al 47°, Hamsik ritrova la rete dopo sette mesi, deviando in porta il cross basso di Zapata. Mustafi colpisce in scivolata un cross di Callejon, donando la quinta segnatura ai napoletani (61°). Wszolek sfodera un sinistro a giro sotto l’incrocio dei pali, che fissa il risultato sul definitivo 2-5 (88°).
La Juventus infligge un beffardo 1-0 alla Roma, colto negli ultimi istanti di gioco. Il contorno della gara aveva fatto temere chissà quali pericoli, in realtà l’ordine pubblico è filato liscio. I padroni di casa vedranno squalificata la curva per cori e striscioni deprecabili, che francamente sarebbe stato meglio evitare. Le due squadre, pur prive di motivazioni, si sono affrontate con l’animosità tipica di questa sfida. Prima azione da rimarcare al 16°, quando Tevez controlla palla in area avversaria, disorienta i difensori con un paio di finte, ma conclude a lato strozzando troppo il tiro. Al 22°, Totti conclude di contro balzo una palla giunta dalla sponda aerea di Destro, sfiorando di un palmo la traversa. Tre minuti dopo, Llorente supera Benatia, ma la conclusione dello spagnolo viene ben respinta da Skorupski. La torre bianconera grazia la Roma schiacciando di testa tra le mani del portiere, un ottimo cross dalla fascia sinistra. Al 39°, Storari è bravo a rimanere in piedi respingendo il cucchiaio di Gervinho, che nell’occasione era a tu per tu con l’estremo difensore. Il primo tempo si chiude con tiro di Pogba, che di sinistro in diagonale fa tremare il palo. La ripresa è stata meno godibile, frazionata da falli e nervosismo. Al 51°, Torosidis impegna Storari dopo un bello slalom in area bianconera. Al 58°, Chiellini rifila una gomitata in mischia a Pjanic, ma la quaterna arbitrale non se ne avvede. All’83°, Nainggolan ruba palla a centrocampo, s’invola centralmente e sfodera un sinistro rasoterra deviato da Storari, che si supera nuovamente sul tapin di Florenzi. Al quarto minuto di recupero il goal partita: Lichtsteiner riceve palla sulla destra, cross basso e tiro sotto al sette di Osvaldo. Il destino cinico e baro ha voluto che il pubblico dell’Olimpico assistesse al goal dell’ex, l’uomo più fischiato, che quest’anno non ne aveva azzeccata una. Sull’azione va segnalata la dubbia posizione di Tevez: fuorigioco passivo?